Il Tirreno

Pisa

TECNOLOGIA

A Pisa nasce il robot che cura le emozioni

Gianni Parrini
A Pisa nasce il robot che cura le emozioni

Un umanoide in grado di favorire la socializzazione delle persone autistiche, che faticano a governare l'interazione che passa attraverso espressioni facciali, vocalizzi, mimica, postura. Si chiama Face ed è un robot nato all'interno del Centro di ricerca Enrico Piaggio dell'Università di Pisa

2 MINUTI DI LETTURA





Espressioni facciali, vocalizzi, mimica, postura: è la comunicazione non verbale. I soggetti affetti da autismo però faticano a governare l’interazione che passa attraverso questi canali e reagiscono chiudendosi in se stessi.

Ora però, arriva un umanoide in grado di favorire la socializzazione di queste persone. Si chiama Face ed è un robot nato all’interno del Centro di ricerca Enrico Piaggio dell’Università di Pisa grazie al gruppo coordinato dalla professoressa Arti Ahluwalia e dall’ingegner Giovanni Pioggia. Dotato di un corpo e di un volto straordinariamente realistici, Face utilizza una pelle artificiale sensorizzata che gli permette di mappare informazioni tattili e cinestesiche, ed è fornito di un sistema visivo artificiale che scansiona l’ambiente circostante, individua il soggetto che ha di fronte, ne coglie l’espressione e ne segue lo sguardo.

Un sistema motorio permette all’androide di modulare attraverso il volto la gamma delle emozioni primarie: rabbia e paura, tristezza e gioia, sorpresa e attesa, disgusto e accettazione. Infine una maglietta sensorizzata indossata dal paziente e consente di acquisire segnali fisiologici quali la frequenza cardiaca e respiratoria.

“I livelli che abbiamo raggiunto con il volto di Face sono straordinari - spiega l’ingegner Danilo De Rossi - è stata fondamentale la collaborazione di David Hanson, un genio nella realizzazione di robot-umanoidi, che già in passato ha lavorato con la Walt Disney Company”. Al progetto Face partecipa anche la Stella Maris, in primis con il professor Filippo Muratori, neuropsichiatra dell’Università di Pisa. Al momento sono stati effettuati alcuni esperimenti clinici preliminari che hanno dato buon esito. L’obiettivo è arrivare a definire un protocollo clinico innovativo basato sull’imitazione e sull’uso della reciprocità sociale ed emotiva.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca