Sicurezza
I PERICOLI DELLA FINANZA
Rovinati da investimenti sbagliati
Antonio Scuglia
La crisi bancaria e finanziaria è finita? Speriamo. Ma in tanti ne stanno pagando ancora le conseguenze, soprattutto gli anziani e i piccoli risparmiatori che negli anni scorsi hanno sottoscritto piani di investimento teoricamente "sicuri" ma che poi si sono rivelati azzardati e che hanno comportato la perdita di interi patrimoni
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PISA. La crisi bancaria e finanziaria è finita? Speriamo. Ma in tanti ne stanno pagando ancora le conseguenze, soprattutto gli anziani e i piccoli risparmiatori che negli anni scorsi hanno sottoscritto piani di investimento teoricamente "sicuri" ma che poi si sono rivelati azzardati e che hanno comportato la perdita di interi patrimoni.
Fra i casi di persone che hanno denunciato agenti e banche banche ce ne sono alcuni esemplari. Racconta il consulente finanziario indipendente Alessandro Pedone della Tekta, responsabile Aduc per il risparmio: «Mi è rimasto maggiormente impresso il caso di vecchio artigiano della provincia di Pisa. A 92 anni gli avevano rifilato le obbligazioni argentine detenute nel portafoglio della banca per circa 200mila euro. Il soggetto aveva sempre e solo fatto titoli di Stato e non sapeva la differenza fra un'azione ed un obbligazione. Ciò nonostante la sua banca gli aveva fatto firmare un profilo di rischio molto elevato ed una elevata esperienza in strumenti finanziari. Insieme ai figli e alla moglie hanno deciso di fare un'azione legale. Purtroppo questo risparmiatore non ha avuto il piacere di vedere la vittoria in tribunale perché è deceduto durante il procedimento, ma i figli hanno potuto beneficiare della giustizia che è stata fatta».
Un secondo caso che lo ha colpito molto è di un imprenditore che ha sottoscritto un piano finanziario per un investimento di circa 1.500 euro al mese, ritrovandosi con un finanziamento di circa mezzo milione di euro: «Questo finanziamento gli ha precluso l'accesso ad altri finanziamenti per la propria azienda ed ha quasi rischiato di chiudere l'azienda stessa. In questo caso, fortunatamente non c'è stato bisogno di un intervento giudiziale perché la banca ha transato e l'investitore si è visto recuperare una fetta molto importante di quanto versato».
Un terzo caso riguarda una vedova molto anziana il cui marito aveva investito 12.000 euro in obbligazioni argentine: «La signora era veramente povera e faceva affidamento su quei soldi per poter cambiare la cucina con la quale cucinava. Abbiamo dovuto fare i salti mortali per arrivare ad una transazione che restituisse almeno 10.000 euro veloci. La banca non ne voleva sapere ed abbiamo dovuto minacciare un'ampia pubblicità». I numeri pisani sono sconfortanti, come dappertutto. «Abbiamo assistito fino ad oggi - dice Pedone - circa 350 persone in tutta Italia prevalentemente nella provincia di Pisa, e abbiamo oltre 100 azioni ancora in corso fra problemi di anatocismo, obbligazioni cadute in default (Argentina, Parmalat, ecc) piani finanziari fasulli e in genere investimenti non adeguati».
Le banche, in effetti, svolgono un ruolo importante nel consigliare ai risparmiatori dei piani di investimento più trasparenti possibile e congrui rispetto alla loro "propensione al rischio". Ma nel recente passato, come dimostrano i tantissimi contenziosi ancora in corso o da poco definiti, non sempre né dappertutto è stato così.
In questi giorni, nell'ambito della Settimana del risparmiatore indetta dalla Nafop (l'associazione dei consulenti finanziari indipendenti), se ne parlerà in due seminari gratuiti, previsti a Firenze e Santa Croce sull'Arno e organizzati dalla Tekta Consulting (un gruppo di professionisti pisani) insieme all'associazione dei consumatori Aduc. Il titolo è chiaro: "Banche e investimenti finanziari, è ora di cambiare strada!".
Durante il seminario, il relatore Alessandro Pedone illustrerà le ragioni per cui molti investitori perdono i soldi e come evitare i danni.
Ma cosa si può fare per tutelare i propri diritti? «La cosa che mi sento di sottolineare è che non bisogna arrivare a questi punti. Assistere le persone nel contenzioso con gli intermediari fa parte del nostro lavoro, ma la nostra ambizione è riuscire a prevenire questi casi. E' molto semplice non prendere queste "fregature", è sufficiente seguire qualche semplice regola. Il seminario che abbiamo organizzato ha proprio questo obiettivo».
Al termine del seminario è prevista una sessione di domande e risposte nella quale i risparmiatori potranno ricevere risposte, anche individuali, sui propri investimenti finanziari. Il seminario è a numero chiuso: la partecipazione è gratuita, ma l'iscrizione è obbligatoria. Per farlo è sufficiente: registrarsi al sito http: //www.tekta.it/ oppure inviare una email a seminari@tekta.it indicando i propri riferimenti per ricevere la conferma della iscrizione. o ancora telefonare allo 0571 448014.
Durante la Settimana dell'investitore è inoltre possibile prenotare un consulto gratuito con i consulenti finanziari indipendenti della Tekta Consulting.
«Nell'ultimo decennio, - afferma Pedone, - chi si è affidato a banche e promotori finanziari per curare i propri risparmi ha ottenuto solo delusioni su delusioni. Incompetenza e conflitto d'interessi sono le cause principali di un disastro che l'ultima crisi finanziaria ha soltanto contribuito a mettere in luce. E' giunto il momento di cambiare radicalmente il rapporto fra banche e clienti: durante il seminario illustreremo come».
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