Sicurezza
OSPEDALE
Sindacati contro il ticket sugli stalli blu E minacciano azioni legali
Renata Viola
Le precisazioni del Comune sulla necessità di far pagare il pedaggio per gli stalli blu dei parcheggi adiacenti l'ospedale di Cisanello, non solo non convincono i sindacati, ma lasciano presagire una loro presa di posizione ben più ampia
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PISA. Le precisazioni del Comune sulla necessità di far pagare il pedaggio per gli stalli blu dei parcheggi adiacenti l'ospedale di Cisanello, non solo non convincono i sindacati, ma lasciano presagire una loro presa di posizione ben più ampia.
La protesta si articola sul fatto che il decentramento dell'ospedale rischia di gravare sulle spalle dei cittadini che devono pagare un pedaggio per un servizio che dovrebbe essere gratuito, vista la distanza dal centro cittadino. Inoltre i posti auto gratuiti per il personale ospedaliero, che al loro completamento nei primi mesi del 2010 arriveranno a 660, sono assolutamente insufficienti, dal momento che ln ospedale, nella mattinata, cioè la fascia oraria in cui avviene il maggior numero di prestazioni, ci sono più di 2mila persone, tra medici e personale paramedico.
La Uil, da parte sua, minaccia il Comune di adire le vie legali se insisterà nella riscossione dei pedaggi. I suoi avvocati sono già al lavoro per verificare i possibili casi in cui gli utenti potrebbero addirittura chiedere un risarcimento per danno morale ed esistenziale. In presenza di una situazione da stress, una diagnosi infausta o semplicemente un ritardo della struttura nell'effettuazione di un esame, il paziente potrebbe infatti trovare sul parabrezza della sua auto una sanzione di 38 euro, per cause non dipendenti dalla sua volontà. La Uil dunque chiede l'abolizione del ticket e la costruzione di parcheggi multipiano o rasi, viste le potenzialità dell'area.
«Si è progettato uno dei più efficienti ospedali d'Europa- ha protestato Renzo Rossi, segretario Uil - senza tener conto che il bacino di utenza è dato per il 40% da una richiesta extraregionale, che trasporta nelle casse dell'indotto cittadino migliaia di euro».
La Fp-Cgil e la Filcam Cgil, chiedono al Comune la sospensione del pagamento degli stalli fino alla definizione di un piano condiviso. In una nota, il sindacato denuncia che «la motivazione della scelta fatta dal Comune per la sosta a pagamento, ovvero la necessità di far ruotare più velocemente l'utilizzo degli spazi blu per accedere ad un servizio sanitario è incomprensibile in quanto i tempi di sosta non sono dettati dal cittadino ma dal tempo imposto dal servizio a cui si accede». Avanza inoltre la richiesta di una quantità di parcheggi a disposizione del personale ospedaliero e delle cooperative e l'assimilamento della fascia oraria a quello standard cittadino.
I Cobas, dal canto loro, chiedono perché bisogna pagare il parcheggio per il decentramento dell'ospedale. Ulteriori costi vanno ad incidere sul ticket della prestazione ospedaliera. E si interrogano sull'attuazione di un piano viabilità condotto senza interpellare i cittadini e sul fatto che si è già provveduto al pagamento dei parcheggi prima che il piano sulla viabilità fosse portato a compimento. Inoltre criticano le navette in partenza da via Bargagna, le cui corse delle 7.30 mal si conciliano con l'apertura degli ambulatori, alle sette.
Dal sindacato Nursind Up parte la protesta contro un Comune che batte cassa: «Non si specula sul bisogno di assistenza».
La protesta si articola sul fatto che il decentramento dell'ospedale rischia di gravare sulle spalle dei cittadini che devono pagare un pedaggio per un servizio che dovrebbe essere gratuito, vista la distanza dal centro cittadino. Inoltre i posti auto gratuiti per il personale ospedaliero, che al loro completamento nei primi mesi del 2010 arriveranno a 660, sono assolutamente insufficienti, dal momento che ln ospedale, nella mattinata, cioè la fascia oraria in cui avviene il maggior numero di prestazioni, ci sono più di 2mila persone, tra medici e personale paramedico.
La Uil, da parte sua, minaccia il Comune di adire le vie legali se insisterà nella riscossione dei pedaggi. I suoi avvocati sono già al lavoro per verificare i possibili casi in cui gli utenti potrebbero addirittura chiedere un risarcimento per danno morale ed esistenziale. In presenza di una situazione da stress, una diagnosi infausta o semplicemente un ritardo della struttura nell'effettuazione di un esame, il paziente potrebbe infatti trovare sul parabrezza della sua auto una sanzione di 38 euro, per cause non dipendenti dalla sua volontà. La Uil dunque chiede l'abolizione del ticket e la costruzione di parcheggi multipiano o rasi, viste le potenzialità dell'area.
«Si è progettato uno dei più efficienti ospedali d'Europa- ha protestato Renzo Rossi, segretario Uil - senza tener conto che il bacino di utenza è dato per il 40% da una richiesta extraregionale, che trasporta nelle casse dell'indotto cittadino migliaia di euro».
La Fp-Cgil e la Filcam Cgil, chiedono al Comune la sospensione del pagamento degli stalli fino alla definizione di un piano condiviso. In una nota, il sindacato denuncia che «la motivazione della scelta fatta dal Comune per la sosta a pagamento, ovvero la necessità di far ruotare più velocemente l'utilizzo degli spazi blu per accedere ad un servizio sanitario è incomprensibile in quanto i tempi di sosta non sono dettati dal cittadino ma dal tempo imposto dal servizio a cui si accede». Avanza inoltre la richiesta di una quantità di parcheggi a disposizione del personale ospedaliero e delle cooperative e l'assimilamento della fascia oraria a quello standard cittadino.
I Cobas, dal canto loro, chiedono perché bisogna pagare il parcheggio per il decentramento dell'ospedale. Ulteriori costi vanno ad incidere sul ticket della prestazione ospedaliera. E si interrogano sull'attuazione di un piano viabilità condotto senza interpellare i cittadini e sul fatto che si è già provveduto al pagamento dei parcheggi prima che il piano sulla viabilità fosse portato a compimento. Inoltre criticano le navette in partenza da via Bargagna, le cui corse delle 7.30 mal si conciliano con l'apertura degli ambulatori, alle sette.
Dal sindacato Nursind Up parte la protesta contro un Comune che batte cassa: «Non si specula sul bisogno di assistenza».
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