Attenzione
emendamento di sospensione
Debito, il rettorato fa marcia indietro
Giovanni Parlato
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L’interno della Sapienza, cuore dell’ateneoTregua fra rettorato e direttori di dipartimento. La riunione di ieri, iniziata nel primo pomeriggio e terminata in serata, ha segnato un primo accordo nell'aspra battaglia sulla cancellazione del credito di 19,6 milioni di euro che i dipartimenti vantavano e vantano tuttora nei confronti dell'amministrazione centrale
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PISA. Tregua fra rettorato e direttori di dipartimento. La riunione di ieri, iniziata nel primo pomeriggio e terminata in serata, ha segnato un primo accordo nell'aspra battaglia sulla cancellazione del credito di 19,6 milioni di euro che i dipartimenti vantavano e vantano tuttora nei confronti dell'amministrazione centrale. E la tregua segna un punto a favore dei direttori.
L'ateneo ha fatto marcia indietro sull'azzeramento che da 19,6 milioni di euro scende a circa 6 milioni. La proposta del rettorato è di restare creditore verso i dipartimenti del 70% (oltre 13 milioni di euro) quando, a luglio, non avrebbe voluto restituire nulla come stabilito da una delibera del consiglio d'amministrazione. Bisognerà vedere come saranno applicati questi criteri poiché alcuni dipartimenti potrebbero essere beneficiati in più rispetto ad altri.
«In base a quanto stabilito dalla riunione del collegio dei direttori di dipartimento con l'amministrazione d'ateneo - spiega Bruno Neri, direttore del dipartimento d'Ingegneria dell'informazione, elettronica informatica e telecomunicazioni - dovrò togliere 670 mila euro dal mio bilancio. Ricordo che i crediti erano stati impegnati in programmi di ricerca autorizzati. Nel mio dipartimento, per realizzare questi programmi, ho utilizzato altri fondi. Adesso, venendomi a mancare 670 mila euro dovrò ridurre i programmi su altre ricerche».
La discussione all'interno del collegio è stata molto animata e, al termine, è stata presentata una mozione dal prof. Ripepe che ha segnato la frattura fra la maggioranza dei direttori di dipartimento e il presidente del collegio, il prof. Giuseppe Petralia. «Il prof. Ripepe - spiega ancora il prof. Bruno Neri - ha proposto un emendamento alla delibera inizialmente proposta dal presidente del collegio che prevedeva una sostanziale accettazione della proposta del direttore amministrativo. L'emendamento sospende l'applicabilità di quanto deciso in attesa che una commissione possa valutare la possibilità di reperire altrove questi fondi e possa concordare con l'amministrazione una procedura di uscita chiara da questa situazione».
L'emendamento messo ai voti ha ottenuto 24 voti favorevoli e 8 contrari fra cui quello del presidente Petralia.
La riunione di ieri è arrivata dopo una serie di lunghe discussioni e polemiche. Con minacce di dimissioni avanzate in una lettera firmata da venti direttori che, dopo la riunione del cda a luglio, dal momento in cui avevano le casse piene, se le erano ritrovate svuotate.
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