Attenzione
Sfiorata la tragedia ad Avane
Drammatico gioco: si ferisce al viso
Candida Virgone
Un gioco sciocco che poteva trasformarsi in tragedia, perché anche una carabina ad aria compressa, può essere davvero pericolosa. È quello che alcuni giovani stavano facendo ieri pomeriggio verso le 4 ad Avane, nel campo a ridosso di un circolo Arci, il circolo Benessere, in via di Cafaggio
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PISA. Un gioco sciocco che poteva trasformarsi in tragedia, perché anche una carabina ad aria compressa, può essere davvero pericolosa.
È quello che alcuni giovani stavano facendo ieri pomeriggio verso le 4 ad Avane, nel campo a ridosso di un circolo Arci, il circolo Benessere, in via di Cafaggio. Dalla carabina però, un'arma ad aria compressa che spara pallini in plastica, è partito un colpo che ha ferito al volto, alla tempia sinistra, un ragazzo di 26 anni di Arena Metato, Dario Mazzanti.
Ci sono stati momenti di panico, tanta paura per il ragazzo ferito, il cui viso sanguinava copiosamente, ma la tensione si è allentata quando sono arrivati i medici del 118 che hanno tranquillizzato tutti. Si trattava di una ferita fortunatamente superficiale.
Sul caso, ovviamente, la procura ha aperto un'inchiesta: l'ipotesi di reato, a carico per il momento di ignoti, parla di lesioni personali. L'arma, inizialmente svanita nel nulla, è stata ritrovata solo in serata dai carabinieri a casa di uno dei giovani coinvolti nel tiro a segno improvvisato. Secondo gli esperti, con un colpo del genere, per quanto di arma giocattolo possa trattarsi, si può anche perdere la vista o subire lesioni importanti. Dipende ovviamente da dove finisce il proiettile.
Di fatto le indagini dei carabinieri si sono scontrate contro un muro d'omertà incredibile, lo stesso incontrato dai cronisti al momento di capire cosa potesse essere accaduto. Nessuno sapeva o ricordava nulla e dell'arma non c'era più traccia: era sparita, inghiottita dal nulla.
Il ragazzo, soccorso in ambulanza dai volontari della Misericordia e dai medici del 118, in un primo momento ha raccontato che stava per poggiare la carabina su una rastrelliera quando è partito il colpo che gli ha sfiorato la tempia e che solo per un soffio non lo ha colpito ad un occhio. Soltanto più tardi, davanti ai genitori sgomenti, ha ammesso che a maneggiare l'arma maldestramente era un'altra persona e che durante queste operazioni era partito il colpo che l'aveva ferito. Il feritore però non sarebbe ancora stato identificato, né sarebbe stata accertata la proprietà dell'arma.
Il ragazzo stava quasi per svenire quando è stato soccorso dai presenti e da un altro giovane che era accorso sul retro del locale. È stato portato nello spiazzo del circolino, in attesa dell'ambulanza. Dopo una serie di accertamenti, ieri sera è stato dimesso ed è potuto tornare a casa.
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