Italia
ferroviere accusato
Fa la multa e si tiene 500 euro
Candida Virgone
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Alcuni treni locali sui binari della stazione centraleSotto accusa per peculato un ferroviere di Trenitalia. Il processo a suo carico si è aperto ieri mattina in tribunale davanti al primo collegio (presidente Angelo Perrone, a latere Giulio Cesare Cipolletta e Marco Dell'Omo). Parte offesa nella vicenda Trenitalia Spa
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PISA. Sotto accusa per peculato un ferroviere di Trenitalia. Il processo a suo carico si è aperto ieri mattina in tribunale davanti al primo collegio (presidente Angelo Perrone, a latere Giulio Cesare Cipolletta e Marco Dell'Omo). Parte offesa nella vicenda Trenitalia Spa.
Sul banco degli imputati Danilo Alfonso Monaco, 29 anni, romano, difeso dall'avvocato Stefania Mezzetti, rinviato a giudizio all'inizio dell'estate dal gup Pietro Murano dopo la richiesta del pm Giovanni Maddaleni.
I fatti si riferiscono ad un anno e mezzo fa circa. Secondo l'accusa, il controllore, in servizio su un treno a lunga percorrenza, diretto dalla Capitale a Torino, avrebbe trovato a viaggiare sprovvisto di biglietto uno straniero, un commerciante cinese.
Avrebbe quindi applicato al viaggiatore la sanzione prevista infliggendogli una multa di 83 euro di cui aveva fornito all'uomo regolare verbale. Il cinese sostiene di aver tentato di pagare la contravvenzione ed il relativo biglietto con una banconota di grosso taglio, cinquecento euro.
Il ferroviere, che non aveva a portata di mano il resto, avrebbe incassato la somma, tranquillizzando il viaggiatore, che poco dopo avrebbe consegnato il relativo resto, per un totale di 417 euro.
Giunti a Pisa però, dove è previsto in genere il cambio del personale, il ferroviere sarebbe sceso dal treno senza dare il resto al passeggero. Al suo posto era subentrata una collega che, alle contestazioni del cinese interdetto, è ovviamente caduta dalle nuvole.
Il commerciante avrebbe chiesto alla ferroviera il suo resto e la donna avrebbe chiamato telefonicamente il collega chiedendo spiegazioni. Non solo. Secondo l'accusa, durante la ricerca, sarebbe emerso che, nonostante il verbale consegnato al cinese, non era stato registrato l'incasso degli 83 euro di multa. Per questo motivo, nei confronti del controllore è scattata la denuncia, sia per il mancato incasso alle ferrovie che per il resto non dato.
L'imputato ovviamente sostiene tutt'altro. E cioè che il passeggero cinese era già stato visto da alcuni colleghi chiedere spiegazioni sul ticket a terra, prima di salire sul treno: che il personale gli avrebbe spiegato che se non avesse fatto il biglietto sarebbe scattata una sanzione di 50 euro.
Il ferroviere sostiene anche di non aver mai ricevuto una banconota da 500 euro e di aver registrato il verbale consegnato al passeggero e la somma incassata. Una versione insomma totalmente diversa da quella dell'accusa, contenuta nella denuncia del viaggiatore e in base alla quale il pm aveva chiesto il rinvio a giudizio poi accolto dal gup che ha mandato il ferroviere a dibattimento.
Il processo a carico di Monaco è iniziato ieri mattina con la produzione da parte della difesa di documentazione relativa al caso a sostegno di questa versione dei fatti. Il dibattimento è stato quindi aggiornato al nuovo anno, a fine gennaio prossimo.
Sul banco degli imputati Danilo Alfonso Monaco, 29 anni, romano, difeso dall'avvocato Stefania Mezzetti, rinviato a giudizio all'inizio dell'estate dal gup Pietro Murano dopo la richiesta del pm Giovanni Maddaleni.
I fatti si riferiscono ad un anno e mezzo fa circa. Secondo l'accusa, il controllore, in servizio su un treno a lunga percorrenza, diretto dalla Capitale a Torino, avrebbe trovato a viaggiare sprovvisto di biglietto uno straniero, un commerciante cinese.
Avrebbe quindi applicato al viaggiatore la sanzione prevista infliggendogli una multa di 83 euro di cui aveva fornito all'uomo regolare verbale. Il cinese sostiene di aver tentato di pagare la contravvenzione ed il relativo biglietto con una banconota di grosso taglio, cinquecento euro.
Il ferroviere, che non aveva a portata di mano il resto, avrebbe incassato la somma, tranquillizzando il viaggiatore, che poco dopo avrebbe consegnato il relativo resto, per un totale di 417 euro.
Giunti a Pisa però, dove è previsto in genere il cambio del personale, il ferroviere sarebbe sceso dal treno senza dare il resto al passeggero. Al suo posto era subentrata una collega che, alle contestazioni del cinese interdetto, è ovviamente caduta dalle nuvole.
Il commerciante avrebbe chiesto alla ferroviera il suo resto e la donna avrebbe chiamato telefonicamente il collega chiedendo spiegazioni. Non solo. Secondo l'accusa, durante la ricerca, sarebbe emerso che, nonostante il verbale consegnato al cinese, non era stato registrato l'incasso degli 83 euro di multa. Per questo motivo, nei confronti del controllore è scattata la denuncia, sia per il mancato incasso alle ferrovie che per il resto non dato.
L'imputato ovviamente sostiene tutt'altro. E cioè che il passeggero cinese era già stato visto da alcuni colleghi chiedere spiegazioni sul ticket a terra, prima di salire sul treno: che il personale gli avrebbe spiegato che se non avesse fatto il biglietto sarebbe scattata una sanzione di 50 euro.
Il ferroviere sostiene anche di non aver mai ricevuto una banconota da 500 euro e di aver registrato il verbale consegnato al passeggero e la somma incassata. Una versione insomma totalmente diversa da quella dell'accusa, contenuta nella denuncia del viaggiatore e in base alla quale il pm aveva chiesto il rinvio a giudizio poi accolto dal gup che ha mandato il ferroviere a dibattimento.
Il processo a carico di Monaco è iniziato ieri mattina con la produzione da parte della difesa di documentazione relativa al caso a sostegno di questa versione dei fatti. Il dibattimento è stato quindi aggiornato al nuovo anno, a fine gennaio prossimo.
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