Il Tirreno

Pisa

Assistenza e Misericordia, migliaia di firme

Daniele Benvenuti
Nilo Carpita presidente Pubblica assistenza
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Nilo Carpita presidente Pubblica assistenza

Dalle Onlus più importanti a quelle più piccole, sono tutte accomunate dall'incertezza sull'assegnazione

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PISA. Dalla Pubblica assistenza alla Misericordia, dal cineclub Arsenale alla biblioteca Serantini. Stiamo parlando di associazioni che sono ufficialmente nell'elenco per ricevere il 5 per mille, ma che in concreto non hanno mai visto un euro di contributo nonostante molte di queste abbiamo certificato il numero di persone che hanno firmato sulla dichiarazione dei redditi per la concessione del contributo. Un caso che fa discutere, ma che mette in difficoltà soprattutto quelle piccole realtà che grazie a questo contributo potrebbero portare avanti con minore affanno le attività. A fronte anche dei tagli che hanno coinvolti proprio il mondo del terzo settore.

«L'associazione Amici della biblioteca Franco Serantini, società Onlus, dal 2007 svolge la campagna per la raccolta del 5 per mille allo scopo di sostenere la biblioteca Franco Serantini - spiega il vicepresidente Franco Bertolucci -. Abbiamo sempre adempiuto a tutte le pratiche necessarie per essere inserita negli elenchi delle associazioni per il volontariato che possono usufruire del 5 per mille. Infatti, siamo presenti negli elenchi dell'Agenzia dell'entrale per gli anni 2007-2008-2009».

Quindi non ci dovrebbero essere stati problemi per ottenere le eventuali cifre che i contribuenti con la loro firma hanno devoluto. Ancora Bertolucci: «Nel novembre del 2007 l'Agenzia delle entrate ha anche predisposto l'elenco delle associazioni con il numero delle preferenze, dove risultava che 225 contribuenti avevano sottoscritto a favore della nostra associazione. L'Agenzia poi per gli anni successivi 2008 e 2009 non ha più pubblicato gli elenchi con le preferenze, senza alcun motivo apparente. Nonostante questo - conclude il vicepresidente dell'associazione Serantini - ad oggi non abbiamo mai avuto una comunicazione ufficiale dall'Agenzia delle Entrate sulle scelte a nostro favore dei contribuenti e sulla quantità di denaro raccolto, che al momento non sappiamo quando e in che modi ci sarà destinato».

Stessa sorte anche per il cineclub Arsenale. Spiega il presidente Alberto Gabbrielli: «Il primo anno fummo esclusi dall'elenco per un vizio formale per il quale presentammo anche ricorso. Poi siamo rientrati e siamo certi che circa 200 contribuenti abbiano firmato per noi. Non abbiamo mai visto un euro, né sappiamo la cifra».
«Visto come stanno le cose diventa anche difficile chiedere ai nostri soci il contributo - fanno sapere dall'associazione teatrale Il Canovaccio -. Anche noi mai avuto notizia dell'entità, seppur minima, dei contributi».
Cifre più alte, ma anche in questo caso mai viste in concreto dai beneficiari, per realtà come Pubblica assistenza e Misericordia. «L'Agenzia delle entrate ci aveva certificato 1400 contribuenti il primo anno e 1600 il secondo - spiega il presidente della Pubblica assistenza Nilo Carpita -. Si parla per ogni anno di cifre intorno ai 35mila euro che però non abbiamo mai visto». Stesso discorso per la Misericordia, ci spiega il direttore Dino Dringoli: «Mai visto un euro nonostante un alto numero di contribuenti che hanno firmato. Se realtà come la nostra possono sopperire con altre entrate, immaginate entità di piccoli paesi che con questi contributi potrebbero addirittura sopravvivere».

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