Il Tirreno

Pisa

Lavoro

In provincia persiotto posti al giornodall'inizio dell'anno

Lavoratori manifestano in difesa del posto di lavoro
◗
Lavoratori manifestano in difesa del posto di lavoro

Dall'inizio del 2009 sono stati persi a Pisa e provincia, in media, quasi 8 posti di lavoro al giorno. Si diceva, e il pronostico era sin troppo facile: la crisi si manifesterà in tutta la sua evidenza in autunno. Ormai ci siamo e la portata delle difficoltà economiche è nei numeri e nei fatti.

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Dall'inizio del 2009 sono stati persi a Pisa e provincia, in media, quasi 8 posti di lavoro al giorno. Si diceva, e il pronostico era sin troppo facile: la crisi si manifesterà in tutta la sua evidenza in autunno. Ormai ci siamo e la portata delle difficoltà economiche è nei numeri e nei fatti. In totale i posti di lavoro andati in fumo o stretti nella cassa integrazione sono almeno 3.500.
I lavoratori in cassa integrazione straordinaria, secondo i dati dei Centri per l'impiego, sono 518 (nel 2008 erano stati 75). Per la cassa in deroga concessa dalla Regione, anche se poi la presa in carico è sempre dell'ex collocamento pubblico, si sale fino a 1.000. Sul fronte della mobilità le aziende con più di 15 dipendenti, quelle che si prefigurano come industria, hanno messo in mobilità finora 522 persone.
Ma se si prendono le imprese sotto i 15 dipendenti, sono 1.500 i lavoratori costretti per la mobilità a rivolgersi ai Centri per l'impiego, a causa della riduzione del personale o della chiusura delle ditte in cui operavano. Nel segmento mobilità devono inoltre essere compresi coloro che, under o over 40, sono in questa situazione già da prima, quindi da uno o più anni.
«Questi sono i numeri attuali, che però stanno salendo di continuo: tra un paio di giorni sono cifre già vecchie», dicono ai Centri per l'impiego tratteggiando con efficacia l'avanzare della crisi. «Non sappiamo fino in fondo per quanto si renderà ancora necessaria l'apertura di altre posizioni di cassa o mobilità», conferma l'assessore provinciale alle politiche del lavoro, Anna Romei.
Ma segni di ripresa, se non altro parziali, da qualche parte si vedono? «Momenti di commesse che arrivano e di ripresina ci sono - risponde l'assessore - Ma non escludono altre flessioni dei livelli occupazionali, laddove le aziende per stare sul mercato provvedono a riorganizzare gli organici. Gli orizzonti restano piuttosto grigi».
Non tutti i settori del tessuto produttivo sono nella stessa situazione. Tra quelli che meglio reggono la crisi c'è senza dubbio il farmaceutico. E anche quello delle nuove energie (come il fotovoltaico) riesce a dare qualche risultato. Stesso discorso per l'high-tech ad altissima specializzazione, che mantiene una sua nicchia di mercato. Sul versante opposto, dove ci sono le maggiori preoccupazioni, è in prima fila il comparto cosiddetto della moda, con il tessile e il calzaturiero. E, di fronte all'impatto complessivo, non è più immune nemmeno il segmento dell'indotto dei servizi.
È tutta l'estate, e prosegue in queste settimane senza sosta, che i quattro uffici territoriali dei Centri per l'impiego (Pisa, Pontedera, Santa Croce, Volterra) vengono presi d'assalto, come mai in precedenza. «Per aiutare i lavoratori a stare sul mercato - spiega Romei - mettiamo in campo le politiche attive del lavoro. Per le imprese ci sono i vari strumenti della Regione e della Provincia stessa: davanti a questa situazione credo che dovremo cercare di renderli disponibili con maggiore rapidità, superando gli eccessi di burocrazia che permangono, ma che spesso sono difficilmente eliminabili trattandosi dell'erogazione di soldi pubblici».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web