Finanza
PISA
Sognano il posto 2.511 stranieri
Candida Virgone
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La dottoressa Venezia, responsabile della Direzione provinciale del lavoro, e il prefetto BasileSono 2.511 i pisani che hanno chiesto di poter regolarizzare i lavoratori stranieri, comunitari o extracomunitari, alle loro dipendenze. Nella classifica per le domande che sono state presentate sul portale del ministero, infatti, la nostra provincia (con 408mila abitanti) si è collocata al secondo posto nella Toscana dopo quella di Firenze (936mila abitanti), che ha ricevuto 5.496 richieste. Le pratiche di regolarizzazione riguardanti i lavoratori impiegati nei servizi alla famiglia sono state 294.744 in tutta Italia, di cui 180.408 per colf e 114.336 per badanti. Venendo alle altre province le domande sono state in scala 1.724 a Prato, 1.389 a Livorno, a 1.067 a Lucca, 797 a Pistoia, 722 a Siena, 584 a Massa e Carrara e 570 a Grosseto.
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PISA. Sono 2.511 i pisani che hanno chiesto di poter regolarizzare i lavoratori stranieri, comunitari o extracomunitari, alle loro dipendenze. Nella classifica per le domande che sono state presentate sul portale del ministero, infatti, la nostra provincia (con 408mila abitanti) si è collocata al secondo posto nella Toscana dopo quella di Firenze (936mila abitanti), che ha ricevuto 5.496 richieste. Le pratiche di regolarizzazione riguardanti i lavoratori impiegati nei servizi alla famiglia sono state 294.744 in tutta Italia, di cui 180.408 per colf e 114.336 per badanti. Venendo alle altre province le domande sono state in scala 1.724 a Prato, 1.389 a Livorno, a 1.067 a Lucca, 797 a Pistoia, 722 a Siena, 584 a Massa e Carrara e 570 a Grosseto.
Ieri mattina dallo sportello unico dell'immigrazione sono partite le prime lettere di convocazione dirette ai richiedenti; poi i datori di lavoro saranno ricevuti per la presentazine della documentazione relativa alle assunzioni, che passerà quindi al vaglio degli uffici della direzione provinciale del lavoro, della prefettura, dell'Inps e infine della questura per la valutazione di eventuali precedenti penali. Solo in seguito saranno rilasciate le autorizzazioni.
Ma le quasi trecentomila domande presentate a livello nazionale - che rivelano un esercito di badanti e lavoratori impegnati nei servizi alla famiglia (colf, giardinieri, autisti, cuochi, camerieri) pari a tre città della grandezza di Pisa - rispecchiano in effetti le previsioni fatte da governo e sindacati? In realtà ufficialmente era stato previsto proprio l'arrivo di 300mila richieste, ma nella consapevolezza diffusa che i lavoratori fantasma da regolarizzare siano un effetti molti di più. La stessa sensazione si ha a livello locale, per città come Pisa o Firenze.
«La previsione - ha spiegato la responsabile della Direzione provinciale del lavoro, la dottoressa Anna Maria Venezia - si attestava di fatto intorno alla cifra raggiunta, ma nella consapevolezza però che ci sia un sommerso ben più ampio. Finora, c'è stata tolleranza rispetto al fenomeno ed ovviamente la sanatoria ha offerto un'occasione importante. D'ora in poi, però, i controlli, ad ogni livello, saranno più serrati proprio per individuare le sacche di nero esistenti».
Gli operatori al lavoro sulle regolarizzazioni si troveranno subito ad affrontare una problematica concreta, a livello nazionale. Infatti non sono stati ancora caricati on-line i dati relativi alle dichiarazioni dei redditi del 2008, per cui sarà arduo per l'agenzia delle entrate valutare i requisiti dei datori di lavoro che hanno presentato domanda. La problematica riguarda soprattutto il Comitato per l'emersione del lavoro sommerso, composto dalla pubblica amministrazione, la prefettura, la guardia di finanza, i Comuni, l'Inps, l'Inail, l'agenzia delle entrate, i sindacati e le associazioni datoriali. Si ricorda che per chiedere la regolarizzazione il rapporto di lavoro deve essere cominciato almeno nel febbraio 2009 e che i datori devono avere un reddito annuo di 20mila euro se soli, di 25mila se il nucleo familiare è composto da più di una persona ed essere in regola se stranieri. La regolarizzazione costa 500 euro una tantum e ogni famiglia può regolarizzare un massimo di 2 badanti e una colf. Sono esclusi ovviamente espulsi e condannati.
E non è mancato chi ha cercato di speculare sulla sanatoria.
A Pisa infatti, sui parabrezza delle auto era apparso un volantino con cui si offrivano 4mila euro netti di ricompensa per fingersi datore di lavoro e «fare un favore a uno straniero in regola con il soggiorno». Sul caso ovviamente la procura ha aperto un'inchiesta.
Ieri mattina dallo sportello unico dell'immigrazione sono partite le prime lettere di convocazione dirette ai richiedenti; poi i datori di lavoro saranno ricevuti per la presentazine della documentazione relativa alle assunzioni, che passerà quindi al vaglio degli uffici della direzione provinciale del lavoro, della prefettura, dell'Inps e infine della questura per la valutazione di eventuali precedenti penali. Solo in seguito saranno rilasciate le autorizzazioni.
Ma le quasi trecentomila domande presentate a livello nazionale - che rivelano un esercito di badanti e lavoratori impegnati nei servizi alla famiglia (colf, giardinieri, autisti, cuochi, camerieri) pari a tre città della grandezza di Pisa - rispecchiano in effetti le previsioni fatte da governo e sindacati? In realtà ufficialmente era stato previsto proprio l'arrivo di 300mila richieste, ma nella consapevolezza diffusa che i lavoratori fantasma da regolarizzare siano un effetti molti di più. La stessa sensazione si ha a livello locale, per città come Pisa o Firenze.
«La previsione - ha spiegato la responsabile della Direzione provinciale del lavoro, la dottoressa Anna Maria Venezia - si attestava di fatto intorno alla cifra raggiunta, ma nella consapevolezza però che ci sia un sommerso ben più ampio. Finora, c'è stata tolleranza rispetto al fenomeno ed ovviamente la sanatoria ha offerto un'occasione importante. D'ora in poi, però, i controlli, ad ogni livello, saranno più serrati proprio per individuare le sacche di nero esistenti».
Gli operatori al lavoro sulle regolarizzazioni si troveranno subito ad affrontare una problematica concreta, a livello nazionale. Infatti non sono stati ancora caricati on-line i dati relativi alle dichiarazioni dei redditi del 2008, per cui sarà arduo per l'agenzia delle entrate valutare i requisiti dei datori di lavoro che hanno presentato domanda. La problematica riguarda soprattutto il Comitato per l'emersione del lavoro sommerso, composto dalla pubblica amministrazione, la prefettura, la guardia di finanza, i Comuni, l'Inps, l'Inail, l'agenzia delle entrate, i sindacati e le associazioni datoriali. Si ricorda che per chiedere la regolarizzazione il rapporto di lavoro deve essere cominciato almeno nel febbraio 2009 e che i datori devono avere un reddito annuo di 20mila euro se soli, di 25mila se il nucleo familiare è composto da più di una persona ed essere in regola se stranieri. La regolarizzazione costa 500 euro una tantum e ogni famiglia può regolarizzare un massimo di 2 badanti e una colf. Sono esclusi ovviamente espulsi e condannati.
E non è mancato chi ha cercato di speculare sulla sanatoria.
A Pisa infatti, sui parabrezza delle auto era apparso un volantino con cui si offrivano 4mila euro netti di ricompensa per fingersi datore di lavoro e «fare un favore a uno straniero in regola con il soggiorno». Sul caso ovviamente la procura ha aperto un'inchiesta.
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