Sicurezza
NAUTICA SOSTENIBILE
Energia pulita, parte da Pisa la barca a idrogeno
Daniela Salvestroni
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Un’immagine della darsena pisanaIl progetto nasce dall'intesa tra Università e Navicelli spa per le imbarcazioni da diporto. La Navicelli spa ha messo a disposizione la nave "Alga", 36 metri, che era stata abbandonata e che diventerà un vero e proprio laboratorio per la sperimentazione sull'idrogeno e sulle altre forme di propulsione. Obiettivo: ottenere anche il miglioramento delle prestazioni e la diminuzione dei consumi delle imbarcazioni
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PISA. L'Università e Navicelli spa si sono messi insieme per un progetto sulle imbarcazioni da diporto alimentate a idrogeno, con l'obiettivo di aumentare i servizi ausiliari di bordo e a favore di una nautica sostenibile. Tra le varie fonti di energia rinnovabili l'idrogeno è al centro di molti studi in Italia e all'estero, in quanto ritenuto idoneo per il settore nautico. A Pisa il progetto Filiera idrogeno applicato al mondo della nautica è nato dalla collaborazione tra il professor Romano Giglioli del dipartimento di sistemi elettrici e automazione della facoltà di ingegneria dell'università di Pisa e l'area ricerca e sviluppo interna dello Yachting Lab Navicelli. Lo studio sarà presentato al Salone nautico internazionale di Genova il prossimo 9 ottobre.
«Il nostro progetto sull'applicazione dell'idrogeno nella nautica - ha detto il presidente della Navicelli spa Giovandomenico Caridi - si distingue da tutti gli altri perché è più completo, in quanto parte dai sistemi ausiliari per arrivare ai sistemi propulsivi. Una soluzione ideale, ma che necessiterà di molto tempo. Per il progetto la Navicelli spa ha messo a disposizione la nave "Alga" di 36 metri, che era stata abbandonata nella nostra area e che diventerà un vero e proprio laboratorio per la sperimentazione sull'idrogeno e sulle altre forme di propulsione, per ottenere anche il miglioramento delle prestazioni e la diminuzione dei consumi delle imbarcazioni. Il progetto Filiera Idrogeno - prosegue il presidente Caridi - ha un finanziamento complessivo di 10 milioni di euro, derivanti dallo stanziamento di 5 milioni e mezzo di euro previsti dall'accordo di programma tra il ministero della ricerca e la Regione Toscana e da altri bandi del programma di attività di ricerca dell'università, ma anche delle aziende».
L'applicazione dell'idrogeno viene definita promettente per migliorare il confort di bordo della navigazione da diporto: è silenziosa e consente una maggiore quantità di accumulo energetico disponibile. «Stiamo indirizzando la ricerca e lo sviluppo - ha spiegato il prof. Romano Giglioli del dipartimento di sistemi elettrici e automazione della facoltà di ingegneria dell'università di Pisa - nei settori che possono avere una ricaduta industriale nel medio periodo, ma anche a breve termine. La creazione di veicoli ibridi a combustione elettrica alimentati da idrogeno ha il grande vantaggio di diminuire l'inquinamento locale dei gas di scarico e siamo impegnati nello studio della produzione di questo tipo di energia senza dover spendere troppo. Nel settore nautico i prodotti sono essenzialmente di lusso, per cui è giusto migliorare la qualità della vita a bordo, ma anche cominciare a salvaguardare l'ambiente».
Idrogeno. Il termine deriva dal greco antico e significa generare acqua. E' l'elemento più leggero e più abbondante di tutto l'universo ed è presente nell'acqua al 11,19% e in tutti i composti organici e organismi viventi. Trova applicazione nella produzione di ammoniaca, nell'idrogenazione degli oli vegetali, in aeronautica (in passato nei dirigibili), come combustibile alternativo e, di recente, come riserva di energia nelle pile a combustibile.
Progetto Filiera Idrogeno nella nautica. Il sistema per l'alimentazione di carichi ausiliari, denominato "Auxiliary power unit", è un accumulatore elettrochimico in cui l'idrogeno è il vettore di accumulo dell'energia. La fase di produzione avviene di giorno in coincidenza con la massima potenza richiesta ai generatori primi a combustione interna per la conversione. La fase di utilizzazione è invece possibile di notte, quando l'idrogeno accumulato viene utilizzato in un sistema di generazione elettrica a celle a combustibile per alimentare i servizi di bordo. Si può così evitare il funzionamento dei motori a combustione interna e i conseguenti rumori e vibrazioni.
Lo studio. Il progetto riguarda la produzione di idrogeno mediante elettrolizzatore, un generatore di idrogeno e ossigeno a gas separati, il sistema di accumulo dei gas in tre fasi e la produzione di energia elettrica mediante sistema a celle a combustibile, che converte idrogeno e ossigeno in energia elettrica attraverso una reazione elettrochimica.
Tempistica. La conclusione dello studio è prevista per la fine del 2011.
Vantaggi. Rispetto al motore a combustione interna il sistema a idrogeno ha il pregio della silenziosità, mentre se è confrontato con un accumulatore elettrochimico è più promettente dal punto di vista della densità di accumulo energetico disponibile. La soluzione proposta dai ricercatori dell'università di Pisa non comporta inoltre aggravi dal punto di vista delle emissioni di anidride carbonica.
Ulteriori applicazioni. L'idrogeno accumulato può essere utilizzato anche per alimentare piccoli motori per la propulsione elettrica in parchi marini e aree protette.
I ricercatori dell'università di Pisa hanno inoltre sviluppato possibili attività di innovazione nell'ambito della propulsione elettrica navale.
La normativa. Il carattere innovativo del sistema proposto pone il problema dell'autorizzazione per l'installazione a bordo dell'imbarcazione.
I ricercatori dell'università di Pisa collaborano nella definizione delle norme nazionali e internazionali per l'impiego in sicurezza dell'idrogeno.
«Il nostro progetto sull'applicazione dell'idrogeno nella nautica - ha detto il presidente della Navicelli spa Giovandomenico Caridi - si distingue da tutti gli altri perché è più completo, in quanto parte dai sistemi ausiliari per arrivare ai sistemi propulsivi. Una soluzione ideale, ma che necessiterà di molto tempo. Per il progetto la Navicelli spa ha messo a disposizione la nave "Alga" di 36 metri, che era stata abbandonata nella nostra area e che diventerà un vero e proprio laboratorio per la sperimentazione sull'idrogeno e sulle altre forme di propulsione, per ottenere anche il miglioramento delle prestazioni e la diminuzione dei consumi delle imbarcazioni. Il progetto Filiera Idrogeno - prosegue il presidente Caridi - ha un finanziamento complessivo di 10 milioni di euro, derivanti dallo stanziamento di 5 milioni e mezzo di euro previsti dall'accordo di programma tra il ministero della ricerca e la Regione Toscana e da altri bandi del programma di attività di ricerca dell'università, ma anche delle aziende».
L'applicazione dell'idrogeno viene definita promettente per migliorare il confort di bordo della navigazione da diporto: è silenziosa e consente una maggiore quantità di accumulo energetico disponibile. «Stiamo indirizzando la ricerca e lo sviluppo - ha spiegato il prof. Romano Giglioli del dipartimento di sistemi elettrici e automazione della facoltà di ingegneria dell'università di Pisa - nei settori che possono avere una ricaduta industriale nel medio periodo, ma anche a breve termine. La creazione di veicoli ibridi a combustione elettrica alimentati da idrogeno ha il grande vantaggio di diminuire l'inquinamento locale dei gas di scarico e siamo impegnati nello studio della produzione di questo tipo di energia senza dover spendere troppo. Nel settore nautico i prodotti sono essenzialmente di lusso, per cui è giusto migliorare la qualità della vita a bordo, ma anche cominciare a salvaguardare l'ambiente».
Idrogeno. Il termine deriva dal greco antico e significa generare acqua. E' l'elemento più leggero e più abbondante di tutto l'universo ed è presente nell'acqua al 11,19% e in tutti i composti organici e organismi viventi. Trova applicazione nella produzione di ammoniaca, nell'idrogenazione degli oli vegetali, in aeronautica (in passato nei dirigibili), come combustibile alternativo e, di recente, come riserva di energia nelle pile a combustibile.
Progetto Filiera Idrogeno nella nautica. Il sistema per l'alimentazione di carichi ausiliari, denominato "Auxiliary power unit", è un accumulatore elettrochimico in cui l'idrogeno è il vettore di accumulo dell'energia. La fase di produzione avviene di giorno in coincidenza con la massima potenza richiesta ai generatori primi a combustione interna per la conversione. La fase di utilizzazione è invece possibile di notte, quando l'idrogeno accumulato viene utilizzato in un sistema di generazione elettrica a celle a combustibile per alimentare i servizi di bordo. Si può così evitare il funzionamento dei motori a combustione interna e i conseguenti rumori e vibrazioni.
Lo studio. Il progetto riguarda la produzione di idrogeno mediante elettrolizzatore, un generatore di idrogeno e ossigeno a gas separati, il sistema di accumulo dei gas in tre fasi e la produzione di energia elettrica mediante sistema a celle a combustibile, che converte idrogeno e ossigeno in energia elettrica attraverso una reazione elettrochimica.
Tempistica. La conclusione dello studio è prevista per la fine del 2011.
Vantaggi. Rispetto al motore a combustione interna il sistema a idrogeno ha il pregio della silenziosità, mentre se è confrontato con un accumulatore elettrochimico è più promettente dal punto di vista della densità di accumulo energetico disponibile. La soluzione proposta dai ricercatori dell'università di Pisa non comporta inoltre aggravi dal punto di vista delle emissioni di anidride carbonica.
Ulteriori applicazioni. L'idrogeno accumulato può essere utilizzato anche per alimentare piccoli motori per la propulsione elettrica in parchi marini e aree protette.
I ricercatori dell'università di Pisa hanno inoltre sviluppato possibili attività di innovazione nell'ambito della propulsione elettrica navale.
La normativa. Il carattere innovativo del sistema proposto pone il problema dell'autorizzazione per l'installazione a bordo dell'imbarcazione.
I ricercatori dell'università di Pisa collaborano nella definizione delle norme nazionali e internazionali per l'impiego in sicurezza dell'idrogeno.
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