Il dolore
BOSSI-FINI
Tutti in carcere: scippatori e scippato chiama la polizia ma è clandestino
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Controlli della poliziaArrestato, processato e condannato, perché colpito da una raffica di espulsioni, un viado di 24 anni che aveva chiamato la polizia dopo essere stato scippato. Arrestati però anche i suoi scippatori, presi poco dopo in macchina, come suol dirsi, con le mani nel sacco: sono stati trovati infatti con borsa e cellulare della vittima a bordo dell'auto
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PISA. Arrestato, processato e condannato, perché colpito da una raffica di espulsioni, un viado di 24 anni che aveva chiamato la polizia dopo essere stato scippato. Arrestati però anche i suoi scippatori, presi poco dopo in macchina, come suol dirsi, con le mani nel sacco: sono stati trovati infatti con borsa e cellulare della vittima a bordo dell'auto.
In carcere sono finiti tre ragazzi marinesi, C.A., 28 anni, S.M., 22 anni, e E.V., 21 anni. Lo scippo è avvenuto l'altra mattina all'alba in via Aurelia. I tre, a bordo di una Lancia Y, avevano avvicinato il ragazzo brasiliano che si prostituisce lungo la Statale e gli avevano portato via la borsa e il telefonico.
Il viado, per niente preoccupato dei suoi precedenti, ha chiamato la polizia e gli agenti in pochi minuti hanno raggiunto e identificato gli scippatori e li hanno arrestati. I tre ragazzi sono finiti al Don Bosco in attesa del processo per direttissima.
A quel punto, però, sono scattati anche gli accertamenti a carico del giovane straniero, che risultava inadempiente in base all'articolo 14 della famosa legge Bossi-Fini, quella sull'immigrazione clandestina, secondo cui scatta l'arresto se la persona risulta inadempiente rispetto ad un precedente provvedimento di espulsione.
Ebbene, il giovane era inadempiente a più provvedimenti contro di lui. Infatti, risultava colpito da un provvedimento di espulsione della prefettura di Livorno dell'agosto 2008 e da un ordine della questura di Milano emesso dopo la sua dimissione dal Cie milanese, il centro identificazione extracomunitrari Corelli. Arrestato, è stato subito processato per direttissima, poche ore dopo i fatti.
Il giovane straniero ha patteggiato la pena di 5 mesi e 10 giorni, è stato quindi scarcerato e accompagnato all'ufficio immigrazione, dove è stato di nuovo munito di un provvedimento di espulsione con l'ordine contestuale del questore a lasciare subito il territorio nazionale.
In carcere sono finiti tre ragazzi marinesi, C.A., 28 anni, S.M., 22 anni, e E.V., 21 anni. Lo scippo è avvenuto l'altra mattina all'alba in via Aurelia. I tre, a bordo di una Lancia Y, avevano avvicinato il ragazzo brasiliano che si prostituisce lungo la Statale e gli avevano portato via la borsa e il telefonico.
Il viado, per niente preoccupato dei suoi precedenti, ha chiamato la polizia e gli agenti in pochi minuti hanno raggiunto e identificato gli scippatori e li hanno arrestati. I tre ragazzi sono finiti al Don Bosco in attesa del processo per direttissima.
A quel punto, però, sono scattati anche gli accertamenti a carico del giovane straniero, che risultava inadempiente in base all'articolo 14 della famosa legge Bossi-Fini, quella sull'immigrazione clandestina, secondo cui scatta l'arresto se la persona risulta inadempiente rispetto ad un precedente provvedimento di espulsione.
Ebbene, il giovane era inadempiente a più provvedimenti contro di lui. Infatti, risultava colpito da un provvedimento di espulsione della prefettura di Livorno dell'agosto 2008 e da un ordine della questura di Milano emesso dopo la sua dimissione dal Cie milanese, il centro identificazione extracomunitrari Corelli. Arrestato, è stato subito processato per direttissima, poche ore dopo i fatti.
Il giovane straniero ha patteggiato la pena di 5 mesi e 10 giorni, è stato quindi scarcerato e accompagnato all'ufficio immigrazione, dove è stato di nuovo munito di un provvedimento di espulsione con l'ordine contestuale del questore a lasciare subito il territorio nazionale.
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