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Con la movida torna la protesta

Carlo Venturini
Alcuni giovani sui Lungarni: le temperature di settembre sono ancora elevate e la notte c’è chi ama far tardi
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Alcuni giovani sui Lungarni: le temperature di settembre sono ancora elevate e la notte c’è chi ama far tardi

I residenti. «Poco o nulla è cambiato - ha detto Rosanna Cardìa, del comitato per la qualità della vita - da quando fu convocato quel famoso consiglio comunale in cui presentammo foto e filmati del caos di rumori e schiamazzi che regnava in piazza Garibaldi ed in piazza delle Vettovaglie»

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PISA. Tornano gli studenti universitari, il caldo non passa e riprende alla grande la movida. La vita notturna si porta nuovamente dietro il codazzo di polemiche tra schieramenti contrapposti di residenti e commercianti, con il Comune che sta nel mezzo e cerca di varare la mappa acustica della città. Che sia, questa, la panacea di tutti i mali? Speriamo.

I residenti. «Poco o nulla è cambiato - ha detto Rosanna Cardìa, del comitato per la qualità della vita - da quando fu convocato quel famoso consiglio comunale in cui presentammo foto e filmati del caos di rumori e schiamazzi che regnava in piazza Garibaldi ed in piazza delle Vettovaglie».

«Anzi, se vogliamo - riprende Cardìa -, ci sono altre zone della città che dovrebbero ricevere controlli ed ispezioni da parte dei vigili urbani. Mi riferisco alla zona di via Mercanti, dove in meno di un anno sono sbocciati nuovi bar ed altri esercizi che stanno aperti fino a tarda notte, con il vizio di mettere le casse stereo fuori dal locale o, comunque, di intrattenere con musica registrata gli avventori in strada».

Il regolamento di zonizzazione acustica dovrebbe risolvere in parte la questione perché andrà ad individuare aree ed eventi che avranno il nullaosta comunale su una più tollerante immissione acustica.
«Sì - interviene Cardìa - peccato però che questo regolamento sia presente solo in forma di bozza e ci pare lungi dall'essere approvato».
La prossima settimana alcuni esponenti del comitato avranno un incontro con il questore.

I commercianti. Dario De Nigris, presidente dei pubblici esercizi della Confesercenti ed uno dei soci del Bazeel, dice: «I residenti non devono fare di ogni erba un fascio, perché devono distinguere tra il rumore di fondo di centinaia di studenti, spesso neppure clienti dei bar, ed i rumori che vengono dai locali che se non rispettano i limiti devono essere sanzionati».

De Nigris fa l'esempio degli studenti Erasmus spagnoli che arrivano in piazza Garibaldi portando con sé gli alcolici per il rito del "boutillon", un bottiglione di plastica pieno di Coca Cola e vino rosso.
De Nigris aggiunge: «Non si tratta di contrapporre residenti a commercianti, bensì di operare dei distinguo in sede di controllo e quindi di colpire anche severamente chi sgarra. Ma, per favore, non diciamo in maniera del tutto semplicistica che la colpa del caos sono i bar». Le regole dunque, parafrasando quanto detto da De Nigris, ci sono già, ma vanno fatte rispettare onde evitare che chi le rispetta vada a finire nel calderone delle proteste.

De Nigris apre poi un altro fronte che è quello della chiusura serale dei lungarni: «Capiamo che si possa, e forse si debba chiudere i lungarni a giugno, luglio ed agosto, ma chiuderli tutti i giorni di settembre ci pare eccessivo. Forse, almeno in settembre, si poteva chiudere solo nei week end». Ormai, però, la chiusura dei lungarni ha i giorni contati, visto che riapriranno definitivamente il 30 settembre.

Il Comune. Federico Eligi, assessore all'ambiente, cerca di tranquillizzare tutti: «Ad ottobre finirà il nostro giro di consultazioni sul regolamento di zonizzazione acustica ed a novembre il documento verrà approvato definitivamente in consiglio comunale. Stiamo consultando gli operatori del commercio, i residenti, i cittadini, le associazioni culturali - spiega Eligi - perché questo regolamento sia il più possibile condiviso. Una cosa, questa, per nulla facile».
Già, perché tutte le città universitarie, non soltanto Pisa dunque, devono gestire quella straordinaria risorsa sociale ed economica che sono gli studenti, senza però tralasciare le esigenze di chi abita nel centro storico.

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