Il dolore
Scuola
Pochi docenti per i disabili
Angela Feo
«La chiamano integrazione, ma la verità è che le scuole sono lasciate a se stesse e manca del tutto il supporto per l'assistenza degli alunni handicappati». Gabriella Bresci, sindacalista Cgil, racconta una realtà dove l'attività di sostegno nelle scuole è sempre più critica
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PISA. «La chiamano integrazione, ma la verità è che le scuole sono lasciate a se stesse e manca del tutto il supporto per l'assistenza degli alunni handicappati». Gabriella Bresci, sindacalista Cgil, racconta una realtà dove l'attività di sostegno nelle scuole è sempre più critica.
E, dopo le proteste di Livorno, anche qui genitori e insegnanti stanno pensando a iniziative che ricalcano quelle in atto nella città labronica.
I numeri. L'informativa dell'ufficio scolastico regionale, che si riferisce a tutte le scuole della provincia, parla di 995 alunni affetti da handicap e di 492 posti sul sostegno per l'anno scolastico 2009-2010. Sono 5 docenti in più di supporto ai disabili rispetto all'anno precedente, ma a fronte di un aumento degli alunni in difficoltà pari a 42.
«La normativa prevede un rapporto tra insegnati e alunni di uno a due - dice Bresci - Mentre con queste cifre il rapporto è leggermente superiore a 2: siamo fuori dai limiti di legge».
Il caso. Un esempio eclatante è quello del liceo di San Miniato, dove pochi giorni fa si è svolta una riunione della rsu a cui hanno partecipato anche rappresentanti della Cgil e Cisl. Una scuola in cui si contano 34 alunni portatori di handicap, di cui 3 gravi. «Uno dei nostri punti di forza è stato da sempre l'accoglienza nei confronti dei disabili - spiega il dirigente Sandro Scapellato - Abbiamo un gruppo di 16 docenti di sostegno forte e preparato. Quest'anno però viviamo una situazione di grande criticità».
I collaboratori scolastici, infatti, dopo i recenti tagli, si sono ridotti a 8, suddivisi in tre plessi frequentati in tutto da 700 alunni. Le condizioni fisiche di tre di loro non gli consentono di occuparsi dello spostamento dei ragazzi disabili. E, in questa situazione di emergenza, sono gli stessi insegnanti di sostegno ad aiutare i ragazzi a muoversi. «Così non possiamo andare avanti. Per questo chiediamo un aiuto agli enti locali - continua Scapellato -, come Comune, Provincia e Asl, ma anche alle associazioni di volontariato, per poter avere personale specializzato. Ci basterebbero anche dei contributi finanziari che ci consentano di rivolgerci ad enti esterni».
Il Comune. In un regime di tagli, in cui il rapporto tra insegnanti di sostegno e alunni è di 1 a 2 per 25 ore settimanali, il Comune di Pisa si fa forte di scelte che vanno in controtendenza rispetto a quelle del governo.
«Nelle scuole di competenza del Comune - spiega l'assessore all'istruzione Maria Luisa Chiofalo - abbiamo mantenuto 30 ore settimanali per il sostegno, con un insegnante per alunno. Sono 450mila euro le risorse che dedichiamo a questo settore».
E, dopo le proteste di Livorno, anche qui genitori e insegnanti stanno pensando a iniziative che ricalcano quelle in atto nella città labronica.
I numeri. L'informativa dell'ufficio scolastico regionale, che si riferisce a tutte le scuole della provincia, parla di 995 alunni affetti da handicap e di 492 posti sul sostegno per l'anno scolastico 2009-2010. Sono 5 docenti in più di supporto ai disabili rispetto all'anno precedente, ma a fronte di un aumento degli alunni in difficoltà pari a 42.
«La normativa prevede un rapporto tra insegnati e alunni di uno a due - dice Bresci - Mentre con queste cifre il rapporto è leggermente superiore a 2: siamo fuori dai limiti di legge».
Il caso. Un esempio eclatante è quello del liceo di San Miniato, dove pochi giorni fa si è svolta una riunione della rsu a cui hanno partecipato anche rappresentanti della Cgil e Cisl. Una scuola in cui si contano 34 alunni portatori di handicap, di cui 3 gravi. «Uno dei nostri punti di forza è stato da sempre l'accoglienza nei confronti dei disabili - spiega il dirigente Sandro Scapellato - Abbiamo un gruppo di 16 docenti di sostegno forte e preparato. Quest'anno però viviamo una situazione di grande criticità».
I collaboratori scolastici, infatti, dopo i recenti tagli, si sono ridotti a 8, suddivisi in tre plessi frequentati in tutto da 700 alunni. Le condizioni fisiche di tre di loro non gli consentono di occuparsi dello spostamento dei ragazzi disabili. E, in questa situazione di emergenza, sono gli stessi insegnanti di sostegno ad aiutare i ragazzi a muoversi. «Così non possiamo andare avanti. Per questo chiediamo un aiuto agli enti locali - continua Scapellato -, come Comune, Provincia e Asl, ma anche alle associazioni di volontariato, per poter avere personale specializzato. Ci basterebbero anche dei contributi finanziari che ci consentano di rivolgerci ad enti esterni».
Il Comune. In un regime di tagli, in cui il rapporto tra insegnanti di sostegno e alunni è di 1 a 2 per 25 ore settimanali, il Comune di Pisa si fa forte di scelte che vanno in controtendenza rispetto a quelle del governo.
«Nelle scuole di competenza del Comune - spiega l'assessore all'istruzione Maria Luisa Chiofalo - abbiamo mantenuto 30 ore settimanali per il sostegno, con un insegnante per alunno. Sono 450mila euro le risorse che dedichiamo a questo settore».
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