Gioco
IL RECUPERO DI COLTANO
Nella stazione Marconiun polo per il futuro delle telecomunicazioni
Gianni Parrini
Era talmente innovativa che alcuni pensavano a uno scellerato patto tra lo scienziato Guglielmo Marconi e il diavolo in persona. Scintille, bagliori e fragori illuminavano le notti di Coltano e dalla vicina Pisa, per spiegare questi fenomeni elettrostatici, si faceva appello alla superstizione e alla stregoneria
3 MINUTI DI LETTURA
PISA. Era talmente innovativa che alcuni pensavano a uno scellerato patto tra lo scienziato Guglielmo Marconi e il diavolo in persona. Scintille, bagliori e fragori illuminavano le notti di Coltano e dalla vicina Pisa, per spiegare questi fenomeni elettrostatici, si faceva appello alla superstizione e alla stregoneria. In effetti, la stazione inaugurata nel 1911 dal premio Nobel per la Fisica nell'acquitrino di Coltano, è sempre stata un passo avanti rispetto al proprio tempo.
Semisconosciuto in patria, il gioiello di Marconi è spesso menzionato nei libri di storia stranieri come il più importante centro radio d'Europa agli inizi del Novecento. Le tre antenne di cui era dotato (la Continentale, la Coloniale e la maestosa Transcontinentale formata da quattro torri di 250 metri di altezza) erano in grado di mandare messaggi negli Usa, in Canada e nelle colonie italiane in Africa.
Questo passato di luci e bagliori è oggi sostituito da un grigio degrado: la vecchia stazione, infatti, è un rudere. Una brutta ferita, a cui ora, in occasione del centenario per la consegna del Nobel a Marconi, istituzioni e fondazioni sembrano decisi a porre rimedio. «Il recupero dell'area di Coltano è un punto qualificante del mandato del sindaco Filippeschi - spiega l'assessore Giuseppe Forte - per questo abbiamo istituito una conferenza dei servizi permanente per occuparsi dei progetti di conservazione del luogo e di riconversione ai fini turistici, agroalimentari e zootecnici».
Il recupero della stazione radiotelegrafica, che si trova all'interno di quest'area, è uno dei punti centrali del progetto. Ma per poter intervenire bisogna prima superare alcuni nodi burocratici: «La stazione è un bene del demanio statale - spiega l'assessore - stiamo lavorando per chiederne la disponibilità e ci siamo già attivati affinché il recupero venga inserito nei Piani di sviluppo locale (Pasl). Questo per ottenere finanziamenti pubblici della Regione, su fondi sia regionali che europei».
La disponibilità del bene, consentirà al Comune di gestire la fase di recupero e la valorizzazione del luogo. «Noi vorremo che la stazione fosse un luogo vivo e aperto a diverse esperienze - spiega Forte - attrattivo sul fronte espositivo e museale, ma anche vetrina per la forte vocazione tecnologica che Pisa vanta nelle telecomunicazioni».
A dicembre si terrà una due giorni di convegni e iniziative per i festeggiare i 100 anni del Nobel a Marconi e in quella occasione sarà fatta luce sull'idea progettuale vera e propria. «Di sicuro la stazione dovrà diventare un luogo affascinante soprattutto per i giovani - prosegue l'assessore - Un luogo in cui si racconta l'epopea della radio e di questa grandiosa scoperta, ma anche un luogo in cui possano nascere ed essere sperimentate nuove idee».
In questi giorni il Comune sta lavorando ad una prima stima dei lavori necessari al recupero e all'allestimento del luogo. La cifra si aggirerà tra 1,5 e 2 milioni di euro. «Faremo la nostra loro parte, ma dovremo essere capaci di attirare sponsorizzazioni esterne, sia di fondazioni che di grandi aziende, interessate all'aspetto culturale e storico che avrà il recupero della stazione per Pisa e per il Paese».
Il tema del reperimento delle risorse si ricollega direttamente al piano di gestione della struttura, nel quale sarà coinvolta l'Università di Pisa. «Non avremo finanziamenti se non saremo capaci di prospettare un piano di gestione che non gravi sugli enti pubblici - conclude Forte - entro la fine della legislatura contiamo di avere una progettazione definitiva e di aver reperito, in parte o in toto, i finanziamenti necessari».
Semisconosciuto in patria, il gioiello di Marconi è spesso menzionato nei libri di storia stranieri come il più importante centro radio d'Europa agli inizi del Novecento. Le tre antenne di cui era dotato (la Continentale, la Coloniale e la maestosa Transcontinentale formata da quattro torri di 250 metri di altezza) erano in grado di mandare messaggi negli Usa, in Canada e nelle colonie italiane in Africa.
Questo passato di luci e bagliori è oggi sostituito da un grigio degrado: la vecchia stazione, infatti, è un rudere. Una brutta ferita, a cui ora, in occasione del centenario per la consegna del Nobel a Marconi, istituzioni e fondazioni sembrano decisi a porre rimedio. «Il recupero dell'area di Coltano è un punto qualificante del mandato del sindaco Filippeschi - spiega l'assessore Giuseppe Forte - per questo abbiamo istituito una conferenza dei servizi permanente per occuparsi dei progetti di conservazione del luogo e di riconversione ai fini turistici, agroalimentari e zootecnici».
Il recupero della stazione radiotelegrafica, che si trova all'interno di quest'area, è uno dei punti centrali del progetto. Ma per poter intervenire bisogna prima superare alcuni nodi burocratici: «La stazione è un bene del demanio statale - spiega l'assessore - stiamo lavorando per chiederne la disponibilità e ci siamo già attivati affinché il recupero venga inserito nei Piani di sviluppo locale (Pasl). Questo per ottenere finanziamenti pubblici della Regione, su fondi sia regionali che europei».
La disponibilità del bene, consentirà al Comune di gestire la fase di recupero e la valorizzazione del luogo. «Noi vorremo che la stazione fosse un luogo vivo e aperto a diverse esperienze - spiega Forte - attrattivo sul fronte espositivo e museale, ma anche vetrina per la forte vocazione tecnologica che Pisa vanta nelle telecomunicazioni».
A dicembre si terrà una due giorni di convegni e iniziative per i festeggiare i 100 anni del Nobel a Marconi e in quella occasione sarà fatta luce sull'idea progettuale vera e propria. «Di sicuro la stazione dovrà diventare un luogo affascinante soprattutto per i giovani - prosegue l'assessore - Un luogo in cui si racconta l'epopea della radio e di questa grandiosa scoperta, ma anche un luogo in cui possano nascere ed essere sperimentate nuove idee».
In questi giorni il Comune sta lavorando ad una prima stima dei lavori necessari al recupero e all'allestimento del luogo. La cifra si aggirerà tra 1,5 e 2 milioni di euro. «Faremo la nostra loro parte, ma dovremo essere capaci di attirare sponsorizzazioni esterne, sia di fondazioni che di grandi aziende, interessate all'aspetto culturale e storico che avrà il recupero della stazione per Pisa e per il Paese».
Il tema del reperimento delle risorse si ricollega direttamente al piano di gestione della struttura, nel quale sarà coinvolta l'Università di Pisa. «Non avremo finanziamenti se non saremo capaci di prospettare un piano di gestione che non gravi sugli enti pubblici - conclude Forte - entro la fine della legislatura contiamo di avere una progettazione definitiva e di aver reperito, in parte o in toto, i finanziamenti necessari».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
