Gioco
LA CLASSIFICA
Istruzione e sanitàlanciano la provincia sul podio regionale
Undicesimo posto in Italia nella "classifica del benessere" su 103 province. E 3º in Toscana dopo Firenze e Siena (ultima Livorno). Una performance da rimarcare per Pisa e il suo territorio, sulla base delle analisi fatte dal Sole 24 Ore e dal Centro Studi Sintesi attraverso il cosiddetto metodo Sarkozy
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PISA. Undicesimo posto in Italia nella "classifica del benessere" su 103 province. E 3º in Toscana dopo Firenze e Siena (ultima Livorno). Una performance da rimarcare per Pisa e il suo territorio, sulla base delle analisi fatte dal Sole 24 Ore e dal Centro Studi Sintesi attraverso il cosiddetto metodo Sarkozy.
Questa ricerca infatti è stata condotta non, come si fa solitamente, utilizzando l'indice Pil (prodotto interno lordo), ma una serie di otto indicatori - dall'istruzione ai rapporti sociali, dall'ambiente alla sanità - che tiene conto dei criteri suggeriti da una commissione guidata dal premio Nobel per l'economia Joseph Stiglitz, su incarico del presidente francese. Nessun rigore scientifico nell'analisi, ma è in crescita il numero degli esperti che considerano i parametri rigorosamente economici del Pil sempre meno adatti a sintetizzare il livello di sviluppo raggiunto da un Paese moderno.
L'ottimo risultato pisano è esemplificativo di quanto il nuovo metodo modifichi la graduatoria determinata dal solo Pil. Se Pisa e il suo territorio da una classifica all'altra guadagnano addirittura 22 posizioni, quella che ne esce fuori è una mappa italiana profondamente rivista. Non svetta più il Nord operoso che incorona Milano regina assoluta. Dal Pil al "Bil" - Benessere interno lordo - le cose cambiano e le eccellenze si spostano nel triangolo Romagna-Marche-Toscana, premiando in assoluto la provincia di Forlì-Cesena. Fanalino di coda Siracusa per colpa dell'ambiente; e la stessa Milano deve accontentarsi del 37º posto, a causa dell'insicurezza (5.500 reati all'anno ogni 100mila persone).
«Leggendo le classifiche - commenta il presidente della Provincia, Andrea Pieroni - si nota che sono istruzione, sociale ed ambiente, ma anche l'economia, a fungere da traino. Si tratta di settori sui quali il nostro impegno è forte. Mi fa piacere che l'eccellenza del nostro sistema dell'istruzione sia confermata e anche per questo ribadisco la preoccupazione per i tagli indiscriminati che il governo sta operando».
In effetti, entrando nel dettaglio delle otto graduatorie che formano quella complessiva, Pisa si distingue nel settore istruzione (tasso di iscrizione universitaria tra i 19 ed i 25 anni), con un 10º posto in Italia e 1º in Toscana. Bene anche nella sanità - media ponderata della speranza di vita - con un 18º posto assoluto e 5º regionale; e nei rapporti sociali (numero di organizzazioni di volontariato), con un 20º posto in Italia a 4º in Toscana. E le altre classifiche? Ambiente (livello di anidride carbonica): 30º posto in Italia e 6º in regione. Condizioni di vita materiali (valore aggiunto pro capite): rispettivamente 33º e 4º posto. Partecipazione alla vita politica e governance (affluenza alla urne): 36º e 7º posto.
Si comincia un po' a scendere nelle attività personali (spesa pro capite per spettacoli): 4º e 9º. Posizione decisamente peggiore sull'insicurezza (furti e rapine per abitante, dato 2007): 92º e 9º. Ancora più sotto Firenze e Lucca, mentre svettano le realtà del sud. Ma è il solito problema del numero di denunce che non vengono fatte.
Questa ricerca infatti è stata condotta non, come si fa solitamente, utilizzando l'indice Pil (prodotto interno lordo), ma una serie di otto indicatori - dall'istruzione ai rapporti sociali, dall'ambiente alla sanità - che tiene conto dei criteri suggeriti da una commissione guidata dal premio Nobel per l'economia Joseph Stiglitz, su incarico del presidente francese. Nessun rigore scientifico nell'analisi, ma è in crescita il numero degli esperti che considerano i parametri rigorosamente economici del Pil sempre meno adatti a sintetizzare il livello di sviluppo raggiunto da un Paese moderno.
L'ottimo risultato pisano è esemplificativo di quanto il nuovo metodo modifichi la graduatoria determinata dal solo Pil. Se Pisa e il suo territorio da una classifica all'altra guadagnano addirittura 22 posizioni, quella che ne esce fuori è una mappa italiana profondamente rivista. Non svetta più il Nord operoso che incorona Milano regina assoluta. Dal Pil al "Bil" - Benessere interno lordo - le cose cambiano e le eccellenze si spostano nel triangolo Romagna-Marche-Toscana, premiando in assoluto la provincia di Forlì-Cesena. Fanalino di coda Siracusa per colpa dell'ambiente; e la stessa Milano deve accontentarsi del 37º posto, a causa dell'insicurezza (5.500 reati all'anno ogni 100mila persone).
«Leggendo le classifiche - commenta il presidente della Provincia, Andrea Pieroni - si nota che sono istruzione, sociale ed ambiente, ma anche l'economia, a fungere da traino. Si tratta di settori sui quali il nostro impegno è forte. Mi fa piacere che l'eccellenza del nostro sistema dell'istruzione sia confermata e anche per questo ribadisco la preoccupazione per i tagli indiscriminati che il governo sta operando».
In effetti, entrando nel dettaglio delle otto graduatorie che formano quella complessiva, Pisa si distingue nel settore istruzione (tasso di iscrizione universitaria tra i 19 ed i 25 anni), con un 10º posto in Italia e 1º in Toscana. Bene anche nella sanità - media ponderata della speranza di vita - con un 18º posto assoluto e 5º regionale; e nei rapporti sociali (numero di organizzazioni di volontariato), con un 20º posto in Italia a 4º in Toscana. E le altre classifiche? Ambiente (livello di anidride carbonica): 30º posto in Italia e 6º in regione. Condizioni di vita materiali (valore aggiunto pro capite): rispettivamente 33º e 4º posto. Partecipazione alla vita politica e governance (affluenza alla urne): 36º e 7º posto.
Si comincia un po' a scendere nelle attività personali (spesa pro capite per spettacoli): 4º e 9º. Posizione decisamente peggiore sull'insicurezza (furti e rapine per abitante, dato 2007): 92º e 9º. Ancora più sotto Firenze e Lucca, mentre svettano le realtà del sud. Ma è il solito problema del numero di denunce che non vengono fatte.
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