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Sanità

Mezzo Santa Chiara se ne va a Cisanello

Giovanni Parlato
Mezzo Santa Chiara se ne va a Cisanello

Una struttura imponente che muoverà oltre 15mila persone al giorno fra degenti e addetti della struttura e dei servizi

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PISA. Il trasferimento dell'ospedale Santa Chiara a Cisanello non è soltanto un'opera urbanistica di grande complessità. Cambia il volto della città spostando l'asse verso est. Si prevede, una volta a regime, che 15mila persone al giorno con mezzi privati o pubblici s'incammineranno verso il nuovo ospedale, uno fra i più grandi di tutta Europa.
Entro ottobre, comincerà il trasferimento a Cisanello per ben dieci reparti del Santa Chiara. Ed inizierà una nuova vita per ben 500 dipendenti dell'Azienda ospedaliera universitaria pisana. Già ieri, a Cisanello si è trasferita la direzione aziendale dando un concreto segnale del cambiamento. Da ottobre inizia il conto alla rovescia di un trasferimento che comporterà cambi strutturali nella viabilità affiancati dalla costruzione di numerosi parcheggi.
Per spiegare quest'importante operazione si è svolta una conferenza stampa nell'aula Paradisa dell'ospedale di Cisanello (e non come di solito al Santa Chiara) dove erano presenti i protagonisti che hanno lavorato e stanno lavorando alla realizzazione del progetto: Enrico Rossi, assessore regionale alla Sanità; Carlo Rinaldo Tomassini, direttore generale dell'Aoup; Marco Filippeschi, sindaco di Pisa; Andrea Pieroni, presidente della Provincia di Pisa; Angelo Baggiani, prorettore, in rappresentanza dell'Università di Pisa; Fabrizio Cerri, assessore comunale all'urbanistica; Alberto Paolicchi, presidente della Pisamo.
È stato il direttore generale Tomassini a spiegare cosa accadrà. A partire dalla fine di ottobre comincerà il trasferimento di Unità operative di grande importanza: Otorinolaringoiatria I, II e Otorino-Foniatria, Oculistica e Chirurgia Oftalmica, Urologia I e II, Chirurgia generale II e IV, Anestesia e Rianimazione IV. Si tratta del primo vero blocco di trasferimenti che va ad occupare completamente il nuovo edificio del I Potenziamento. Oltre ai 500 dipendenti, sarà interessato anche tutto l'indotto delle attività sanitarie.
Slitta di qualche mese il trasferimento del Dea (Dipartimento di Emergenza-Accettazione) che in un primo tempo avrebbe dovuto iniziare entro la fine dell'anno. Trasferimento che slitta a ai primi mesi del 2010 (probabilmente in aprile). Il Dea si trasferirà nel nuovo edificio realizzato accanto al I Potenziamento, dotato di un'area per l'atterraggio dell'elisoccorso. Una struttura molto complessa che ospiterà il Pronto soccorso, il Pronto soccorso ortopedico, una sezione della Traumatologia universitaria, la Medicina d'urgenza ospedaliera, la Chirurgia generale e d'urgenza universitaria, la Radiodiagnostica del Pronto soccorso, l'Anestesia e Rianimazione, la Neuroradiologia e la Neurochirurgia I e II). Quando sarà ultimato questo trasferimento al Santa Chiara resteranno 450 posti, mentre il resto (1.050) saranno a Cisanello.
Gli anni successivi saranno dedicati alla realizzazione della Piastra diagnostica, del II Potenziamento, della nuova Facoltà di Medicina e Chirurgia e degli altri immobili che comporranno la nuova cittadella ospedaliera.
«Il master plan su cui stiamo lavorando - ha affermato l'assessore regionale Rossi - ha l'impostazione del precedente direttore generale Enrico Desideri. Dopo il caso giudiziario, siamo in una fase di ripresa veloce». E Rossi ha sottolineato il metodo di lavoro costruito su riunioni ogni mese fra Regione, Comune e Provincia di Pisa, Aoup, Università e altri enti.
«Ci siamo ritrovati con continuità - ha concluso seguito Enrico Rossi - per fare il punto della situazione e risolvere eventuali problemi. C'è stata una collaborazione continua, siamo in presenza di un grande lavoro dell'amministrazione pubblica, di un'operazione al top».

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