Il Tirreno

Pisa

A MARINA

«Fanno troppo chiasso», e gli spara

Candida Virgone
L’intervento delle forze dell’ordine in via Milazzo A destra: il fratello del feritore Paolo Dorcich
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L’intervento delle forze dell’ordine in via Milazzo A destra: il fratello del feritore Paolo Dorcich

«Gli ho sparato: non ce la facevo più, ero esasperato». È la risposta che un sessantenne, dopo aver ferito il vicino a fucilate, ha dato agli agenti accorsi in via Milazzo, a Marina, allertati dai vicini in piena notte

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PISA. «Gli ho sparato: non ce la facevo più, ero esasperato». È la risposta che un sessantenne, dopo aver ferito il vicino a fucilate, ha dato agli agenti accorsi in via Milazzo, a Marina, allertati dai vicini in piena notte. «Venite - aveva detto una donna al telefono - c'è un uomo ferito».

Manette per il feritore e ospedale per il ferito che se la caverà con un mese di cure per ferite ai glutei e alle gambe. In carcere è finito Evilio Dorcich, 66 anni, fotografo marinese oggi in pensione, con una pesante accusa: tentato omicidio. In chirurgia d'urgenza è stato ricoverato Rolando Baldereschi, 73 anni, impresario edile, anche lui marinese. Dorcich lunedì notte gli ha sparato con un fucile calibro 12 caricato a pallini, dall'alto verso il basso, ferendolo.
Dopo anni di liti, incomprensioni e denunce, lo ha visto scendere dall'appartamento di sopra, che Baldereschi ha affittato, varcare i tre gradini che separano il portone dalla strada. Poi ha imbracciato il fucile e ha sparato. Una tragedia sfiorata, per quanto il tipo di ferite tradisca la mancata intenzione di uccidere. Il settantenne è stato soccorso dalla sua inquilina, che ha chiamato il 118 e il 113. L'inchiesta sul caso è coordinata dal pm Antonio Di Bugno.

Scenario le case, una volta comunali, di via Milazzo, abitate per lo più da profughi istriani e fiumani, come nel caso di Dorcich, oggi quasi tutte riscattate. Evilio, detto Willy, notissimo a Marina dove per anni ha gestito lo studio Foto Fiume, in via Maiorca, abita al primo piano della palazzina al 47 di via Milazzo. Vive con l'anziana madre. Baldereschi è proprietario dell'appartamento al primo piano, proprio sopra quello del fotografo. La vita condominiale della piccola palazzina a ridosso della pineta, la prima di una lunga fila costruita nel dopoguerra, non era proprio rose e fiori. I contrasti fra i due pare fossero annosi e diventati insostenibili negli ultimi anni, quando l'impresario edile aveva affittato l'appartamento ad una madre con due figlie. Gli inquilini, secondo il fotografo, erano più che molesti.

«Pensi che ha fatto insonorizzare i soffitti e le pareti - racconta il fratello Paolo -: i lavori erano finiti due giorni fa. Lui dice che non ci si fa vita. A qualsiasi ora del giorno e della notte spostano sedie, mobili, urlano. Era esasperato». Con la moglie l'uomo cerca di rassettare l'appartamento del fratello dopo i lavori e quel che è accaduto.
«Dorcich si lamentava del chiasso che proveniva dall'appartamento di sopra - dice Luana Giuntini Vladovich, che abita al secondo piano - soprattutto per il tono di voce elevato».
«Willi era ossessionato - dice Osvaldo Perondi, titolare del bar La Vecchia Marina, in via Maioraca, dove il fotografo ogni giorno prende il suo caffè -. Raccontava di fare una vita d'inferno».

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