Gioco
L’INFORTUNIO ALLA SAINT GOBAIN
Autista morto in fabbrica,chiesti 9 rinvii a giudizio per omicidio colposo
Candida Virgone
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L’area del forno float all’interno della Saint GobainOmicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme antinfortunistiche previste dalla legge 626 del '94. Questa in sintesi l'ipotesi di reato con cui il pm Giovanni Porpora ha chiesto il rinvio a giudizio di nove persone per la tragica morte di un camionista
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PISA. Omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme antinfortunistiche previste dalla legge 626 del '94. Questa in sintesi l'ipotesi di reato con cui il pm Giovanni Porpora ha chiesto il rinvio a giudizio di nove persone per la tragica morte di un camionista.
Una morte bianca avvenuta tre anni fa all'interno della Saint Gobain. Carlo Pratelli, pensionato di 62 anni, lavorava saltuariamente senza contratto per una ditta cascinese di trasporti, la Mancini, quando rimase schiacciato da tre lastre di vetro di sei tonnellate. I figli, Massimiliano e Alessandro, si sono rivolti con una accorata lettera alla stampa perché a tre anni dai fatti il processo non è ancora iniziato, anzi ha subito un rinvio.
Il sostituto Porpora ha chiesto il rinvio a giudizio per nove persone, le prime iscritte a suo tempo sul registro degli indagati: di tratta di Mario Mariano e Franco Mancini, due fratelli di 78 e 74 anni, ambedue cascinesi, titolari della ditta di trasporti Mancini Srl, per cui l'uomo lavorava, e di Gianfranco Cecconi, 62 anni, preposto alla sicurezza del magazzino float della fabbrica pisana; e ancora di quattro dipendenti della Coop Altea Igs, che organizzava ed eseguiva il carico delle lastre sui semirimorchi, e cioè Maurizio Raugi, 45 anni, Antonino Arcilesi, 49, Marco Cini, 44, Andrea Magnani, 35; e ancora di Pascal Canton, 60 anni, francese domiciliato a Pisa, amministratore delegato della Sggies, Saint Gobain Glass Italia Logistica Servizi, società delegata con organizzazione autonoma dalla casa madre su tutto il territorio europeo all'attività di trasporto e ovviamente al controllo della sicurezza; infine richiesta di rinvio giudizio anche per Grazio Liborio Sciagura, 57 anni, proprietario del semirimorchio con cui era avvenuta la disgrazia, che era stato messo a disposizione della ditta Mancini. Secondo l'accusa, che si è avvalsa della perizia del professor Mario Panaiotis Psaroudakis, docente di ingegneria meccanica alla nostra università, il mezzo sarebbe stato fatiscente.
Dopo anni di complessa indagine e nonostante la circostanza fortuita e insperata di tutte le notifiche arrivate a destinazione ai diretti interessati, l'udienza preliminare, fissata il 20 maggio scorso davanti al gup Leonardo Degl'Innocenti, era slittata. Un impedimento del giudice aveva portato il dibattimento davanti al gup Alberto Panu che, non conoscendo la complessa inchiesta sulla tragedia, aveva aggiornato l'udienza a ai primi del prossimo mese di dicembre. La famiglia di Pratelli fra l'altro ha denunciato l'impossibilità finora di potersi costituire parte civile, cosa che potrà avvenire ormai a fine anno davanti al gup.
Il processo dovrà chiarire le cause di questa ennesima morte sul lavoro. Errore tecnico? Deficienze organizzative? Errore umano? Pratelli quella mattina era entrato alle 10 alla Saint Gobain per prelevare un carico per conto della Mancini. La tragedia avvenne nei magazzini dell'area float, durante il carico delle merci. Il pensionato rimase orribilmente schiacciato sotto sei tonnellate di vetro.
Una morte bianca avvenuta tre anni fa all'interno della Saint Gobain. Carlo Pratelli, pensionato di 62 anni, lavorava saltuariamente senza contratto per una ditta cascinese di trasporti, la Mancini, quando rimase schiacciato da tre lastre di vetro di sei tonnellate. I figli, Massimiliano e Alessandro, si sono rivolti con una accorata lettera alla stampa perché a tre anni dai fatti il processo non è ancora iniziato, anzi ha subito un rinvio.
Il sostituto Porpora ha chiesto il rinvio a giudizio per nove persone, le prime iscritte a suo tempo sul registro degli indagati: di tratta di Mario Mariano e Franco Mancini, due fratelli di 78 e 74 anni, ambedue cascinesi, titolari della ditta di trasporti Mancini Srl, per cui l'uomo lavorava, e di Gianfranco Cecconi, 62 anni, preposto alla sicurezza del magazzino float della fabbrica pisana; e ancora di quattro dipendenti della Coop Altea Igs, che organizzava ed eseguiva il carico delle lastre sui semirimorchi, e cioè Maurizio Raugi, 45 anni, Antonino Arcilesi, 49, Marco Cini, 44, Andrea Magnani, 35; e ancora di Pascal Canton, 60 anni, francese domiciliato a Pisa, amministratore delegato della Sggies, Saint Gobain Glass Italia Logistica Servizi, società delegata con organizzazione autonoma dalla casa madre su tutto il territorio europeo all'attività di trasporto e ovviamente al controllo della sicurezza; infine richiesta di rinvio giudizio anche per Grazio Liborio Sciagura, 57 anni, proprietario del semirimorchio con cui era avvenuta la disgrazia, che era stato messo a disposizione della ditta Mancini. Secondo l'accusa, che si è avvalsa della perizia del professor Mario Panaiotis Psaroudakis, docente di ingegneria meccanica alla nostra università, il mezzo sarebbe stato fatiscente.
Dopo anni di complessa indagine e nonostante la circostanza fortuita e insperata di tutte le notifiche arrivate a destinazione ai diretti interessati, l'udienza preliminare, fissata il 20 maggio scorso davanti al gup Leonardo Degl'Innocenti, era slittata. Un impedimento del giudice aveva portato il dibattimento davanti al gup Alberto Panu che, non conoscendo la complessa inchiesta sulla tragedia, aveva aggiornato l'udienza a ai primi del prossimo mese di dicembre. La famiglia di Pratelli fra l'altro ha denunciato l'impossibilità finora di potersi costituire parte civile, cosa che potrà avvenire ormai a fine anno davanti al gup.
Il processo dovrà chiarire le cause di questa ennesima morte sul lavoro. Errore tecnico? Deficienze organizzative? Errore umano? Pratelli quella mattina era entrato alle 10 alla Saint Gobain per prelevare un carico per conto della Mancini. La tragedia avvenne nei magazzini dell'area float, durante il carico delle merci. Il pensionato rimase orribilmente schiacciato sotto sei tonnellate di vetro.
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