Sicurezza
Tagli selvaggi a scuola
810 ALUNNI IN PIÙ, 192 DOCENTI IN MENO
Suonerà domani la prima campanella. E mai come questa volta è accompagnata da polemiche e da preoccupazioni. Un autentico esercito di 50mila studenti, per la precisione 49.958 dalle scuole materne alle superiori, varcherà i cancelli dei vari istituti a Pisa e provincia. L’aumento, rispetto al precedente anno didattico, è netto: più 810 ragazzi
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PISA. Suonerà domani la prima campanella. E mai come questa volta è accompagnata da polemiche e da preoccupazioni. Un autentico esercito di 50mila studenti, per la precisione 49.958 dalle scuole materne alle superiori, varcherà i cancelli dei vari istituti a Pisa e provincia. L’aumento, rispetto al precedente anno didattico, è netto: più 810 ragazzi.
Insegnanti e Ata. Sul banco degli imputati i tagli del governo, che hanno colpito anzitutto il numero degli insegnanti: meno 192. «Abbiamo più ragazzi e meno docenti: gli elementi di criticità, all’inizio della scuola, non si erano mai presentati con questa intensità», dice l’assessore provinciale Miriam Celoni. E il presidente Andrea Pieroni incalza: «Il sistema dell’istruzione e formazione è decisivo da sempre e oggi rappresenta anche un modo per dare risposta alla situazione difficile dell’economia, creando maggiori competenze in direzione di quelle esigenze di innovazione di cui tutti parlano. Invece le scelte del governo mettono a rischio il livello di eccellenza raggiunto dal nostro sistema formativo».
L’unico dato in controtendenza, sulla carta, sembra quello degli insegnanti di sostegno, che aumentano da 487 a 492 (+5); però in modo consistente sale anche il numero dei ragazzi da seguire, da 953 a 995 (+42). E passando al capitolo del personale Ata, i collaboratori scolastici scendono da 772 a 714 negli istituti comprensivi (materne, elementari, medie) e da 229 a 221 alle superiori, dove peraltro gli assistenti tecnici diminuiscono da 91 a 78. Gli assistenti amministrativi scendono da 208 a 197 agli istituti comprensivi, mentre alle superiori restano in sostanza invariati (da 128 a 130).
I problemi. Nella nostra provincia, tra i punti di più forte criticità c’è l’aumento del numero medio di alunni per classe: caso limite i 31 ragazzi nella 4ª ginnasio del liceo Galilei. E le pluriclassi sono sempre più diffuse soprattutto nelle zone periferiche del territorio, a cominciare dagli istituti della Valdicecina. C’è poi il drastico calo delle compresenze degli insegnanti in una stessa classe: fattore che va a danno, ad esempio, degli alunni con maggiore bisogno di assistenza. Mentre la riduzione del personale Ata porta ad una proporzionale diminuzione dei rientri pomeridiani. Il dimagrimento degli organici disposto dal Ministero ha poi impedito l’autorizzazione di 9 classi di scuola materna: la Regione ha deciso di intervenire con proprie risorse su tutto il territorio toscano e la Provincia aspetta di sapere quanto si potrà “recuperare”.
Tagliati anche 3 corsi di istruzione per adulti, fortemente richiesti in questa fase di crisi occupazionale, al Cattaneo di San Miniato, al Fermi di Pontedera e al Fascetti di Pisa. E ciò malgrado il numero delle domande (100 gli esuberi) fosse ampiamente sufficiente alla concessione dei nulla-osta.
I laboratori. «Stiamo intervenendo anche su competenze non nostre, ma dello Stato», dicono Pieroni e Celoni. Il riferimento è soprattutto alle strumentazioni dei laboratori. La Provincia, accanto a quelli per l’edilizia, ha disposto investimenti nell’ottica del mantenimento del livello didattico alle superiori.

Insegnanti e Ata. Sul banco degli imputati i tagli del governo, che hanno colpito anzitutto il numero degli insegnanti: meno 192. «Abbiamo più ragazzi e meno docenti: gli elementi di criticità, all’inizio della scuola, non si erano mai presentati con questa intensità», dice l’assessore provinciale Miriam Celoni. E il presidente Andrea Pieroni incalza: «Il sistema dell’istruzione e formazione è decisivo da sempre e oggi rappresenta anche un modo per dare risposta alla situazione difficile dell’economia, creando maggiori competenze in direzione di quelle esigenze di innovazione di cui tutti parlano. Invece le scelte del governo mettono a rischio il livello di eccellenza raggiunto dal nostro sistema formativo».
L’unico dato in controtendenza, sulla carta, sembra quello degli insegnanti di sostegno, che aumentano da 487 a 492 (+5); però in modo consistente sale anche il numero dei ragazzi da seguire, da 953 a 995 (+42). E passando al capitolo del personale Ata, i collaboratori scolastici scendono da 772 a 714 negli istituti comprensivi (materne, elementari, medie) e da 229 a 221 alle superiori, dove peraltro gli assistenti tecnici diminuiscono da 91 a 78. Gli assistenti amministrativi scendono da 208 a 197 agli istituti comprensivi, mentre alle superiori restano in sostanza invariati (da 128 a 130).
I problemi. Nella nostra provincia, tra i punti di più forte criticità c’è l’aumento del numero medio di alunni per classe: caso limite i 31 ragazzi nella 4ª ginnasio del liceo Galilei. E le pluriclassi sono sempre più diffuse soprattutto nelle zone periferiche del territorio, a cominciare dagli istituti della Valdicecina. C’è poi il drastico calo delle compresenze degli insegnanti in una stessa classe: fattore che va a danno, ad esempio, degli alunni con maggiore bisogno di assistenza. Mentre la riduzione del personale Ata porta ad una proporzionale diminuzione dei rientri pomeridiani. Il dimagrimento degli organici disposto dal Ministero ha poi impedito l’autorizzazione di 9 classi di scuola materna: la Regione ha deciso di intervenire con proprie risorse su tutto il territorio toscano e la Provincia aspetta di sapere quanto si potrà “recuperare”.
Tagliati anche 3 corsi di istruzione per adulti, fortemente richiesti in questa fase di crisi occupazionale, al Cattaneo di San Miniato, al Fermi di Pontedera e al Fascetti di Pisa. E ciò malgrado il numero delle domande (100 gli esuberi) fosse ampiamente sufficiente alla concessione dei nulla-osta.
I laboratori. «Stiamo intervenendo anche su competenze non nostre, ma dello Stato», dicono Pieroni e Celoni. Il riferimento è soprattutto alle strumentazioni dei laboratori. La Provincia, accanto a quelli per l’edilizia, ha disposto investimenti nell’ottica del mantenimento del livello didattico alle superiori.
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