Gioco
QUARTIERE IN RIVOLTA
Tutti in difesa di Filippo l'ortolano
Giovanni Parlato
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La frutta sequestrata e donata al Cottolengo A sinistra il comandante BortoluzziFilippo in Borgo lo conoscono tutti. Vende frutta con l'Ape. Ora la polizia municipale gli ha sequestrato la merce. Cassette d'uva, pesche e mele sono finite alla mensa dei poveri del Cottolengo. Ma i commercianti sono tutti schierati con Filippo: «non dava noia, perché non pensano ai senegalesi?»
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PISA. Filippo in Borgo lo conoscono tutti. Vende frutta con l'Ape. Ora la polizia municipale gli ha sequestrato la merce. Cassette d'uva, pesche e mele sono finite alla mensa dei poveri del Cottolengo. Ma i commercianti sono tutti schierati con Filippo: «non dava noia, perché non pensano ai senegalesi?».
Filippo si piazzava con l'apino all'angolo di via San Francesco. Vendeva frutta e verdura di stagione. Non aveva un orario o giorni prefissati. Appariva tra i vicoli e piazzava la merce. «Da oltre un anno vendeva in Borgo Largo - dice Antonella Capraro della boutique Miss Max -. Anch'io qualche volta ho comprato da lui, come tutti qui nella zona. Mi dispiace che gli abbiano sequestrato la merce. Lui racconta di essere un po' perseguitato dai controlli e che per risparmiare dorme dentro l'apino».
Al bar "Lo Sfizio", dietro al banco, troviamo Angelo che non usa mezzi termini: «se sequestrano la merce a lui, la devono sequestrare a tutti i venditori abusivi».
Entriamo in un panificio, ma chi lavora all'interno al momento del sequestro non era in negozio. «Sì, lo conosciamo», dicono. Ed una cliente aggiunge: «vende anche un po' al mercato e davanti all'ospedale». «Vende frutta di stagione - riprende la commessa più anziana - una volta venne con l'apino pieno solo di cipolle».
Francesca, Serena e Laura dell'ottica Mori lo conoscono abbastanza perché l'Ape lo avevano quasi di fronte al negozio. «Filippo non dava noia a nessuno, non urlava, chi voleva andava da lui e comprava. Non era assillante come invece sono alcuni extracomunitari che entrano in negozio e vogliono qualche soldo in maniera insistente e continua». «Ma poi è arrivato uno spiegamento di forze come se dovessero fare chissà quale operazione», continua una commessa ed un'altra aggiunge: «e i senegalesi che stendono la merce davanti ai negozi con la roba contraffatta? Perché non vanno da loro?».
Filippo, in zona, si era fatto degli amici. Ricordano tutti il suo dialetto napoletano e «come era pulito!, prima di andare via puliva sempre». Ai vari commercianti chiediamo: ma quando compravate, lo rilasciava lo scontrino? E la risposta, dopo un attimo di silenzio, è: «ehm... non ricordo».
Filippo in Borgo Largo non poteva vendere. Aveva una licenza di ambulante itinerante rilasciata da un Comune meridionale (Afragola) valida solo al di fuori dei centri storici. È questo il motivo per cui è intervenuta la polizia municipale e al cui comandante, Massimo Bortoluzzi, chiediamo una replica a questa levata di scudi pro-Filippo e contro i vigili accusati dai commercianti di Borgo di usare il bastone con gli italiani e la carota con gli extracomunitari. «Non è affatto così - replica Bortoluzzi - facciamo sequestri di merce contraffatta tutti i giorni, al Duomo, alla stazione, in corso Italia. Due nostri vigili, recentemente, sono stati anche aggrediti. Abbiamo denunciato un giovane per interruzione di pubblico servizio perché si è contrapposto fra noi e il venditore abusivo che è riuscito a scappare. Il fenomeno della vendita abusiva è talmente diffuso che coinvolge tutta la Toscana».
E come spiega le parole in difesa di Filippo? «Non credo che un'Ape parcheggiato nel bel mezzo di Borgo Largo circondato da cassette di frutta a terra sia un bel colpo d'occhio per la città e per il turismo».
Il napoletano dovrà pagare una multa di 500 euro. La sua frutta è sui tavoli dei poveri del Cottolengo.
Filippo si piazzava con l'apino all'angolo di via San Francesco. Vendeva frutta e verdura di stagione. Non aveva un orario o giorni prefissati. Appariva tra i vicoli e piazzava la merce. «Da oltre un anno vendeva in Borgo Largo - dice Antonella Capraro della boutique Miss Max -. Anch'io qualche volta ho comprato da lui, come tutti qui nella zona. Mi dispiace che gli abbiano sequestrato la merce. Lui racconta di essere un po' perseguitato dai controlli e che per risparmiare dorme dentro l'apino».
Al bar "Lo Sfizio", dietro al banco, troviamo Angelo che non usa mezzi termini: «se sequestrano la merce a lui, la devono sequestrare a tutti i venditori abusivi».
Entriamo in un panificio, ma chi lavora all'interno al momento del sequestro non era in negozio. «Sì, lo conosciamo», dicono. Ed una cliente aggiunge: «vende anche un po' al mercato e davanti all'ospedale». «Vende frutta di stagione - riprende la commessa più anziana - una volta venne con l'apino pieno solo di cipolle».
Francesca, Serena e Laura dell'ottica Mori lo conoscono abbastanza perché l'Ape lo avevano quasi di fronte al negozio. «Filippo non dava noia a nessuno, non urlava, chi voleva andava da lui e comprava. Non era assillante come invece sono alcuni extracomunitari che entrano in negozio e vogliono qualche soldo in maniera insistente e continua». «Ma poi è arrivato uno spiegamento di forze come se dovessero fare chissà quale operazione», continua una commessa ed un'altra aggiunge: «e i senegalesi che stendono la merce davanti ai negozi con la roba contraffatta? Perché non vanno da loro?».
Filippo, in zona, si era fatto degli amici. Ricordano tutti il suo dialetto napoletano e «come era pulito!, prima di andare via puliva sempre». Ai vari commercianti chiediamo: ma quando compravate, lo rilasciava lo scontrino? E la risposta, dopo un attimo di silenzio, è: «ehm... non ricordo».
Filippo in Borgo Largo non poteva vendere. Aveva una licenza di ambulante itinerante rilasciata da un Comune meridionale (Afragola) valida solo al di fuori dei centri storici. È questo il motivo per cui è intervenuta la polizia municipale e al cui comandante, Massimo Bortoluzzi, chiediamo una replica a questa levata di scudi pro-Filippo e contro i vigili accusati dai commercianti di Borgo di usare il bastone con gli italiani e la carota con gli extracomunitari. «Non è affatto così - replica Bortoluzzi - facciamo sequestri di merce contraffatta tutti i giorni, al Duomo, alla stazione, in corso Italia. Due nostri vigili, recentemente, sono stati anche aggrediti. Abbiamo denunciato un giovane per interruzione di pubblico servizio perché si è contrapposto fra noi e il venditore abusivo che è riuscito a scappare. Il fenomeno della vendita abusiva è talmente diffuso che coinvolge tutta la Toscana».
E come spiega le parole in difesa di Filippo? «Non credo che un'Ape parcheggiato nel bel mezzo di Borgo Largo circondato da cassette di frutta a terra sia un bel colpo d'occhio per la città e per il turismo».
Il napoletano dovrà pagare una multa di 500 euro. La sua frutta è sui tavoli dei poveri del Cottolengo.
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