Il dolore
VERSO LA PRIMA CAMPANELLA
Tagli agli scuolabusmamme insorgono contro il Comune
Daniele Benvenuti
Mancano pochi giorni alla prima campanella ed è già tempo di tagli. A Pisa, come a Vecchiano. Niente più scuolabus per i bambini delle medie
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PISA. Mancano pochi giorni alla prima campanella ed è già tempo di tagli. A Pisa, come a Vecchiano.
Niente più scuolabus per i bambini delle medie. Da quest'anno quelli che frequentano le scuole medie di Pisa non potranno usufruire del servizio scuolabus. È l'ultima decisione presa dagli assessori Marilù Chiofalo e Maria Paola Ciccone.
«In realtà abbiamo migliorato il servizio - riferisce l'assessore Chiofalo - sono stati acquistati nuovi scuolabus e il numero dei posti non è diminuito. Si è deciso, insieme all'assessore Ciccone, di spostare la priorità del servizio verso i bambini a rischio dispersione scolastica, intendendo i piccoli delle scuole materne ed elementari, i bambini che vivono in situazioni familiari sia economicamente che socialmente disagiate e quelli che abitano in zone lontane. In questo modo stimoliamo le famiglie a responsabilizzare i bambini più grandi che potranno utilizzare il trasporto pubblico», quello della Cpt.
Ma se l'assessore afferma che il servizio è migliorato, le famiglie non la vedono in questo modo. «Sono molto in difficoltà - racconta una madre - Mio figlio dovrebbe prendere l'autobus di linea, ma la fermata non è vicina e poi dovrebbe passare del tempo fuori dalla scuola ad aspettare perché gli orari degli autobus di linea non coincidono con quelli della scuola. Come posso essere tranquilla a mandare un bambino da solo su un autobus di linea con i tempi che corrono? Ma più grave ancora è che la comunicazione del mancato servizio ci è stata fatta solo il 5 settembre con motivazioni vaghe».
Acque agitate anche a Vecchiano. «Quest'anno i genitori degli alunni che frequentano le scuole dovranno tirare fuori 30-40 euro per contribuire all'acquisto dei toner per le stampanti, delle risme di carta, addirittura dei detersivi e dei gessetti. Un contributo, si dice, volontario ma che nei fatti diventa indispensabile per il funzionamento dell'attività didattica». A parlare è Luciano Premoli, membro della componente dei genitori nell'istituto comprensivo vecchianese. A pochi giorni dall'inizio dell'anno scolastico i nodi stanno purtroppo venendo al pettine. Spiega ancora Premoli: «In passato eravamo abituati a contribuire ad eventuali attività collaterali alla didattica. Adesso, invece, i tagli ai fondi della scuola da parte del ministro Gelmini ci costringono ad intervenire praticamente per tutte le spese. Sono stati azzerati i contributi statali per la cancelleria ed i toner e dimezzati quelli per il materiale di pulizia».
Ed a poco serve l'ulteriore sforzo del Comune di Vecchiano che ha aumentato il fondo destinato alle scuole. «Abbiamo deciso di incrementare lo stanziamento per le scuole - spiega Serena Dilda, assessore all'istruzione - ma più di tanto non possiamo fare. Anche perché è impensabile che gli enti locali, già gravati dai continui tagli, possano coprire le mancanze dello Stato in materia di pubblica istruzione».
Niente più scuolabus per i bambini delle medie. Da quest'anno quelli che frequentano le scuole medie di Pisa non potranno usufruire del servizio scuolabus. È l'ultima decisione presa dagli assessori Marilù Chiofalo e Maria Paola Ciccone.
«In realtà abbiamo migliorato il servizio - riferisce l'assessore Chiofalo - sono stati acquistati nuovi scuolabus e il numero dei posti non è diminuito. Si è deciso, insieme all'assessore Ciccone, di spostare la priorità del servizio verso i bambini a rischio dispersione scolastica, intendendo i piccoli delle scuole materne ed elementari, i bambini che vivono in situazioni familiari sia economicamente che socialmente disagiate e quelli che abitano in zone lontane. In questo modo stimoliamo le famiglie a responsabilizzare i bambini più grandi che potranno utilizzare il trasporto pubblico», quello della Cpt.
Ma se l'assessore afferma che il servizio è migliorato, le famiglie non la vedono in questo modo. «Sono molto in difficoltà - racconta una madre - Mio figlio dovrebbe prendere l'autobus di linea, ma la fermata non è vicina e poi dovrebbe passare del tempo fuori dalla scuola ad aspettare perché gli orari degli autobus di linea non coincidono con quelli della scuola. Come posso essere tranquilla a mandare un bambino da solo su un autobus di linea con i tempi che corrono? Ma più grave ancora è che la comunicazione del mancato servizio ci è stata fatta solo il 5 settembre con motivazioni vaghe».
Acque agitate anche a Vecchiano. «Quest'anno i genitori degli alunni che frequentano le scuole dovranno tirare fuori 30-40 euro per contribuire all'acquisto dei toner per le stampanti, delle risme di carta, addirittura dei detersivi e dei gessetti. Un contributo, si dice, volontario ma che nei fatti diventa indispensabile per il funzionamento dell'attività didattica». A parlare è Luciano Premoli, membro della componente dei genitori nell'istituto comprensivo vecchianese. A pochi giorni dall'inizio dell'anno scolastico i nodi stanno purtroppo venendo al pettine. Spiega ancora Premoli: «In passato eravamo abituati a contribuire ad eventuali attività collaterali alla didattica. Adesso, invece, i tagli ai fondi della scuola da parte del ministro Gelmini ci costringono ad intervenire praticamente per tutte le spese. Sono stati azzerati i contributi statali per la cancelleria ed i toner e dimezzati quelli per il materiale di pulizia».
Ed a poco serve l'ulteriore sforzo del Comune di Vecchiano che ha aumentato il fondo destinato alle scuole. «Abbiamo deciso di incrementare lo stanziamento per le scuole - spiega Serena Dilda, assessore all'istruzione - ma più di tanto non possiamo fare. Anche perché è impensabile che gli enti locali, già gravati dai continui tagli, possano coprire le mancanze dello Stato in materia di pubblica istruzione».
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