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Scuola: "Occupiamo il provveditorato"a Pisa esplode la protesta dei precari

Scuola: "Occupiamo il provveditorato"a Pisa esplode la protesta dei precari

In totale a Pisa e provincia sono 269 i posti di lavoro tagliati, di cui 178 per docenti, gli altri per tecnici-amministrativi nella scuola. Così una settantina di persone sono entrate pacificamente nell'atrio dell'ufficio scolastico provinciale, in via Pascoli e hanno simbolicamente "occupato" il provveditorato per un giorno

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PISA - Manifestazione stamani a Pisa dei precari della scuola: circa una settantina di persone sono entrate pacificamente nell'atrio dell'ufficio scolastico provinciale, in via Pascoli. Altri manifestanti hanno organizzato un presidio davanti al provveditorato. Poi l'occupazione è finita verso sera.

Di "occupazione" del provveditorato parla uno dei rappresentanti dei manifestanti, Daniele Ippolito, docente precario. "Abbiamo occupato il provveditorato - spiega - e chiesto un incontro con la dirigente provinciale Maria Gloria Bracci Marinai, in quanto rappresentante del ministero. Vogliamo risposte dal ministero, vogliamo che siano azzerati i tagli previsti quest'anno e che si avvii un piano di immissioni in ruolo in tutti i posti vacanti e disponibili".
In totale a Pisa e provincia, spiega sempre Ippolito, sono 269 i posti di lavoro tagliati nella scuola, di cui 178 per docenti, gli altri per tecnici-amministrativi.

In occasione della manifestazione una delegazione di docenti precari ha avuto anche un lungo colloquio con il dirigente scolastico provinciale Maria Gloria Bracci Marinai affinché si faccia portavoce con il ministero delle istanze dei precari. "Alla dirigente - spiega Daniele Ippolito, portavoce della Rete dei docenti precari pisani - abbiamo anche chiesto l'attivazione di un tavolo tecnico tra noi, l'Ufficio scolastico provinciale, i dirigenti scolastici e i sindacati sui temi della sicurezza e della trasparenza nelle modalità di assegnazione degli incarichi annuali e di tutte quelle pratiche che coinvolgono il personale docente precario attualmente lasciate alla discrezionalità dei dirigenti scolastici".

Domani mattina i precari della Rete pisana saranno davanti alle scuole dove verranno assegnati gli spezzoni di orario residui per chiedere ai docenti di non accettare orari di lavoro superiori alle 18 ore, mentre lunedì prossimo, primo giorno di scuola, distribuiranno davanti alle scuole di ogni ordine e grado a genitori e studenti volantini informativi sul problema della sicurezza delle aule scolastiche, "aggravato - spiegano i precari - dall'aumento del numero di alunni per classe stabilito dal Governo".

Sempre oggi c'è stata una protesta sotto le finestre del Comune. Circa 200 famiglie, con bambini e passeggini al seguito, si sono ritrovati sotto palazzo Gambacorti per manifestare il loro sostegno al personale dei 9 asili comunali, ieri raccolto in un'assemblea sindacale indetta dall'Rsu nella sala delle Baleari. Palloncini colorati, striscioni, disegni, per esprimere il disappunto nei confronti del piano della Giunta che riguarda asili nido. "Tagliateci i capelli ma non le maestre", "Stamani siamo qua per un nido di qualità", "Educatrice, una specie in estinzione" e ancora, "Chiedo asilo, non tagliate le educatrici": tantissimi i cartelli che ieri hanno campeggiato prima in piazza e poi dentro al Comune, in una sala della Baleari gremita durante l'assemblea dell'Rsu.

"Mentre il numero dei bambini negli asili è aumentato - ha spiegato Cinzia Pardini, maestra e delegata Cobas - e la media è di 50 per ogni asilo "grande", l'organico è continuato a diminuire, e siamo arrivati a 10 educatori nei plessi grandi e 6 in quelli piccoli. Questo è il limite massimo che possiamo sostenere». Tra i punti sollevati anche la riduzione sulla spesa per le sostituzioni e il blocco del turn over per il personale ausiliario che va in pensione. «Questi tagli non rispettano i parametri previsti dalla normativa regionale secondo cui il rapporto tra educatori e bambino deve essere di uno a sei. Noi vogliamo lavorare il linea con la legge, per poter assicurare ai bambini qualità e sicurezza».

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