Sicurezza
ALLARME INFLUENZA
In quindici colpiti dalla "suina"
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Il call center del ministero attivato per l’allarme dell’influenza suinaSi segnalano anche a Pisa e provincia alcuni casi di influenza suina: per la precisione 15, di cui 12 nella zona pisana e 3 in Valdera. Il dato è stato diffuso ieri dall'Azienda sanitaria locale n. 5, con la precisazione che nessun paziente, per il momento, ha avuto complicanze
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PISA. Si segnalano anche a Pisa e provincia alcuni casi di influenza suina: per la precisione 15, di cui 12 nella zona pisana e 3 in Valdera. Il dato è stato diffuso ieri dall'Azienda sanitaria locale n. 5, con la precisazione che nessun paziente, per il momento, ha avuto complicanze.
Nessun ricovero. «Al momento - spiegano all'Azienda sanitaria - non si è ancora verificata la necessità di effettuare ricoveri per complicanze dovute al virus e tutte le persone sono guarite. La situazione sanitaria, quindi, è ampiamente sotto controllo e non vi è nessun motivo di allarme».
Cosa fare. Un appello per tutti: «In caso si presentassero i sintomi tipici dell'influenza, i sanitari raccomandano di rivolgersi al medico o al pediatra di famiglia, oppure al servizio di guardia medica nei giorni festivi e prefestivi».
Unità di crisi. L'Azienda sanitaria, oltre ad aver predisposto il piano pandemico, «ha già stilato il calendario per effettuare una specifica formazione agli operatori per far fronte, nel modo più appropriato ed efficace, ad una eventuale emergenza di influenza A (H1N1). Inoltre con regolarità si riunisce l'unità di crisi ed è previsto, a breve, un incontro con i responsabili scolastici».
Numero verde. Si ricorda, inoltre, «che è attivo il numero telefonico - 1500 - del ministero della Salute che fornisce chiarimenti su misure di prevenzione, terapie e corretto uso dei farmaci, informazioni per i viaggiatori sull'influenza A (H1N1), situazione nazionale e internazionale dei casi di influenza A (H1N1). Anche la Regione Toscana fornisce informazioni attraverso una specifica pagina cui si può accedere attraverso il sito della Regione wwww.regione.toscana.it oppure attraverso il sito della Asl 5 www.usl5.toscana.it».
Il virus della suina. È il virus A/H1N1, una sigla di riconoscimento. H1 ed N1 indicano due diverse proteine che compongono la superficie del virus e servono ai ricercatori per riconoscerlo. Il virus è il prodotto di un riassorbimento genetico tra virus circolanti nei maiali e negli uomini. Il virus provoca un'infezione virale acuta dell'apparato respiratorio. È simile, ma non identico, a quello della normale influenza stagionale che si manifesta ogni anno.
Cosa c'entrano i maiali. È un virus che ha colpito i maiali, poi si è trasformato ed è stato così in grado di arrivare all'uomo. Ma i maiali non sono contagiosi e questo, in tutto il mondo, è stato assicurato dagli organismi sanitari più autorevoli. Si può quindi mangiare carne di maiale con assoluta tranquillità - dicono gli esperti - e i preconcetti che sono circolati sulla questione non hanno un fondamento. In Italia, in particolare, gli allevamenti di suini sono controllati direttamente dal Ministero della Sanità e quindi esiste un maggiore e continuo controllo sugli animali. Ciò significa che, se si verificassero casi di rischio, subito verrebbero individuati.
Epidemia e pandemia: le differenze. La pandemia è un'epidemia che colpisce e si diffonde in tutto il mondo, in particolare con grande rapidità e non solo su aree ristrette. Il termine pandemia deriva dal greco e significa "tutto il popolo". Alla sua base ci sono tipi di virus nuovi o che non circolano nella popolazione da molto tempo. Ma non basta: per creare una pandemia occorre che il nuovo virus sia in grado di trasmettersi da uomo ad uomo in maniera efficace.
La suina e l'influenza stagionale. Tre sono state nel secolo scorso le pandemie: la Spagnola con 50 milioni di morti nel 1918-19, l'asiatica (1957-58), più moderata con due milioni di vittime, e la Hong Kong (1968-69) con 700mila decessi. Si prevede, in tal modo, una nuova pandemia con un intervallo entro i quarant'anni da quella precedente. E così i conti tornano. La suina è l'esplosione a livello mondiale di un virus influenzale, non solo a carico delle vie respiratorie. Non sono disponibili vaccini di routine come per l'influenza stagionale, ma possono essere sviluppati prodotti soltanto una volta conosciuto il tipo di virus.
Nessun ricovero. «Al momento - spiegano all'Azienda sanitaria - non si è ancora verificata la necessità di effettuare ricoveri per complicanze dovute al virus e tutte le persone sono guarite. La situazione sanitaria, quindi, è ampiamente sotto controllo e non vi è nessun motivo di allarme».
Cosa fare. Un appello per tutti: «In caso si presentassero i sintomi tipici dell'influenza, i sanitari raccomandano di rivolgersi al medico o al pediatra di famiglia, oppure al servizio di guardia medica nei giorni festivi e prefestivi».
Unità di crisi. L'Azienda sanitaria, oltre ad aver predisposto il piano pandemico, «ha già stilato il calendario per effettuare una specifica formazione agli operatori per far fronte, nel modo più appropriato ed efficace, ad una eventuale emergenza di influenza A (H1N1). Inoltre con regolarità si riunisce l'unità di crisi ed è previsto, a breve, un incontro con i responsabili scolastici».
Numero verde. Si ricorda, inoltre, «che è attivo il numero telefonico - 1500 - del ministero della Salute che fornisce chiarimenti su misure di prevenzione, terapie e corretto uso dei farmaci, informazioni per i viaggiatori sull'influenza A (H1N1), situazione nazionale e internazionale dei casi di influenza A (H1N1). Anche la Regione Toscana fornisce informazioni attraverso una specifica pagina cui si può accedere attraverso il sito della Regione wwww.regione.toscana.it oppure attraverso il sito della Asl 5 www.usl5.toscana.it».
Il virus della suina. È il virus A/H1N1, una sigla di riconoscimento. H1 ed N1 indicano due diverse proteine che compongono la superficie del virus e servono ai ricercatori per riconoscerlo. Il virus è il prodotto di un riassorbimento genetico tra virus circolanti nei maiali e negli uomini. Il virus provoca un'infezione virale acuta dell'apparato respiratorio. È simile, ma non identico, a quello della normale influenza stagionale che si manifesta ogni anno.
Cosa c'entrano i maiali. È un virus che ha colpito i maiali, poi si è trasformato ed è stato così in grado di arrivare all'uomo. Ma i maiali non sono contagiosi e questo, in tutto il mondo, è stato assicurato dagli organismi sanitari più autorevoli. Si può quindi mangiare carne di maiale con assoluta tranquillità - dicono gli esperti - e i preconcetti che sono circolati sulla questione non hanno un fondamento. In Italia, in particolare, gli allevamenti di suini sono controllati direttamente dal Ministero della Sanità e quindi esiste un maggiore e continuo controllo sugli animali. Ciò significa che, se si verificassero casi di rischio, subito verrebbero individuati.
Epidemia e pandemia: le differenze. La pandemia è un'epidemia che colpisce e si diffonde in tutto il mondo, in particolare con grande rapidità e non solo su aree ristrette. Il termine pandemia deriva dal greco e significa "tutto il popolo". Alla sua base ci sono tipi di virus nuovi o che non circolano nella popolazione da molto tempo. Ma non basta: per creare una pandemia occorre che il nuovo virus sia in grado di trasmettersi da uomo ad uomo in maniera efficace.
La suina e l'influenza stagionale. Tre sono state nel secolo scorso le pandemie: la Spagnola con 50 milioni di morti nel 1918-19, l'asiatica (1957-58), più moderata con due milioni di vittime, e la Hong Kong (1968-69) con 700mila decessi. Si prevede, in tal modo, una nuova pandemia con un intervallo entro i quarant'anni da quella precedente. E così i conti tornano. La suina è l'esplosione a livello mondiale di un virus influenzale, non solo a carico delle vie respiratorie. Non sono disponibili vaccini di routine come per l'influenza stagionale, ma possono essere sviluppati prodotti soltanto una volta conosciuto il tipo di virus.
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