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Pisa

LAVORI SUL LITORALE

Scogliere sommerse anti erosione

Scogliere sommerse anti erosione

Continuano le "grandi manovre" anti-erosione sul litorale pisano. Nei giorni scorsi sono terminati i lavori in prossimità della foce dell'Arno, dove il fiume aveva abbattuto le difese della sponda, invadendo i terreni del Parco e mettendo in difficoltà la base degli incursori

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PISA. Continuano le "grandi manovre" anti-erosione sul litorale pisano. Nei giorni scorsi sono terminati i lavori in prossimità della foce dell'Arno, dove il fiume aveva abbattuto le difese della sponda, invadendo i terreni del Parco e mettendo in difficoltà la base degli incursori.
Nel frattempo sono ormai in fase di conclusione gli interventi nella zona del Gombo. Ma ora a San Rossore occorre intervenire per sistemare la foce del fiume Morto, che rischia l'insabbiamento.
I principali lavori del futuro interesseranno invece Marina di Pisa, che potrebbe ulteriormente cambiare il suo aspetto, dal punto di vista paesaggistico. Fa il punto l'assessore provinciale all'ambiente Valter Picchi.

Marina: le celle. Iniziamo proprio da Marina, dove gli interventi riguarderanno la difesa dall'erosione sia dell'abitato che dell'arenile. L'esperienza delle spiagge di ghiaia resterà confinata nelle "celle" attuali, dove la sperimentazione continua a dare buoni frutti. Il prossimo cantiere, per la cui apertura serviranno comunque alcuni mesi, è previsto nelle cosiddette celle 4-5, a nord rispetto alle spiagge di ghiaia. In quel tratto di Marina, lungo oltre 500 metri, sarà attuato un intervento che, da quelli delle spiagge di ghiaia, riprende la "filosofia" delle dighe soffolte, ovvero delle scogliere abbassate sotto il livello del mare. La nuova diga sarà però portata più al largo, sostituendo quella attuale, e sarà ampliata come dimensioni. La sua funzione sarà anche quella di favorire il riformarsi naturale della spiaggia di sabbia, aiutata con un ripascimento.

Marina: le scogliere. L'altro intervento, in fase di progettazione, è per il tratto di litorale che dal bagno Foresta arriva fino al confine con Tirrenia, al bagno Lido. Si tratta della zona in cui, già da qualche anno, gli stabilimenti balneari sostengono in proprio il ripascimento dell'arenile ad inizio stagione. Per questo particolare segmento di litorale si pensa ad un'operazione simile a quella già attuata dal Comune per la contigua area di Tirrenia: in pratica, pennelli (scogliere perpendicolari rispetto alla riva) più dighe longitudinali che, per poter essere mantenute soffolte, dovranno avere dimensioni notevolmente più ampie rispetto alle attuali. «Come per le spiagge di ghiaia - spiega Picchi - abbiamo verificato che, nella realizzazione delle nuove strutture di difesa, è essenziale evitare l'effetto vasca, cioè che le onde scarichino tutta la loro forza sulle spiagge senza avere la possibilità di tornare indietro, impedita proprio dalle scogliere emerse». Dunque, la progettazione in corso prevede un altro diffuso sistema di dighe sommerse, che, se confermato, cambierà profondamente il volto di Marina.

Gombo e villa. Anche a San Rossore, per quanto riguarda in particolare la protezione del litorale del Gombo e dei confini della villa presidenziale, il cantiere è in fase di conclusione. I lavori a mare sono praticamente terminati, con la posa dei geotubi - scogli sintetici, in pratica "tubi" riempiti di sabbia - a formare le nuove barriere sommerse. Mentre entro metà settembre si procederà anche al rimodellamento della scogliera più a nord, rendendola soffolta, ed alla realizzazione del tombolo artificiale (rialzamento dei fondali) di collegamento tra la riva e le scogliere.

Sos Fiume Morto. Sempre nel Parco, la zona che ora necessita d'intervento è la foce del fiume Morto, dove l'attuale protezione (principalmente il pennello nord della foce armata), in parte danneggiata, è ormai "aggirata" dalle acque e non riesce più a svolgere la sua funzione. Tra l'altro, la progressiva perdita di efficienza delle attuali difese della foce può portare ad un rapido insabbiamento della stessa e, in caso di piene e mareggiate di particolare intensità, provocare gravi problemi idraulici nella zona nord della città (Porta a Lucca, i Passi), non essendo più garantito il regolare deflusso delle acque dell'esteso reticolo dei fossi urbani. «Nei prossimi giorni - dice Picchi - si terrà una riunione tra Provincia, Parco, Fiumi e Fossi: il progetto è già pronto ed entro l'anno potrebbe essere avviato il cantiere per ricostruire il pennello con massi».

Nuova sperimentazione. Alla foce del fiume Morto è in programma anche un potenziamento delle difese, attraverso la sperimentazione di un altro sistema pronto a sbarcare sul nostro litorale, il Tecnoreef, per il quale la Provincia ha ricevuto dalla Regione un cofinanziamento di 500mila euro. Questo brevetto consiste in prefabbricati di calcestruzzo armato con i quali si costituiscono barriere artificiali: i suoi moduli, a forma ottagonale, vengono assemblati a comporre strutture piramidali e la sua struttura "aperta", forata, permette all'onda di entrare all'interno delle strutture da dove, generando diverse turbolenze, esce indebolita. L'Università di Pisa, con il Dipartimento di ingegneria civile, ha già iniziato le prove in vasca per definire il modello più adatto; mentre il Dipartimento di scienze dell'uomo e dell'ambiente dovrà eseguire monitoraggi periodici sul funzionamento del sistema. Lo studio dovrebbe essere terminato nel giro di quattro mesi e dunque nella prossima primavera la barriera di Tecnoreef dovrebbe essere calata in mare.

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