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PISA

Più difficile trovare venditori

Cittadini in attesa in un centro per l’impiego. Sotto una manifestazione di operai
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Cittadini in attesa in un centro per l’impiego. Sotto una manifestazione di operai

Addetti alle vendite e professioni legate alla salute; richieste nei servizi di pulizia, igienici e assimilati. In un mercato del lavoro che soffre, chi cerca un impiego in questi ambiti avrà quest'anno più probabilità di trovare un posto

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PISA. Addetti alle vendite e professioni legate alla salute; richieste nei servizi di pulizia, igienici e assimilati. In un mercato del lavoro che soffre, chi cerca un impiego in questi ambiti avrà quest'anno più probabilità di trovare un posto. È quanto emerge dalla lettura dei dati provinciali definitivi 2009 del Sistema informativo Excelsior.
E questo nonostante le previsioni formulate dalle aziende indichino, quest'anno, una flessione del lavoro dipendente nell'industria e nei servizi pari a oltre 2.000 unità rispetto allo stock di fine 2008, equivalenti ad un saldo negativo entrate/uscite del -2,5%.

I dati di Excelsior, giunto alla XII edizione e realizzato dalla Camera di Commercio in collaborazione con l'Unioncamere ed il ministero del Lavoro, rivelano che le imprese pisane, malgrado il periodo difficile, fanno il possibile per mantenere le risorse in azienda.
Pur in un contesto di forte ridimensionamento in termini assoluti delle assunzioni previste per il 2009, Excelsior evidenzia una maggiore percentuale delle entrate di figure professionali qualificate (che passerebbero così dal 21% al 27% delle assunzioni programmate, rispetto al 2008), nonché delle professioni non qualificate nei servizi (dal 10,6% del 2008 al 15,9% del 2009) e delle professioni tecniche (dall'11,3% al 12,2%).

Calano invece in misura considerevole gli operai specializzati, i conduttori di impianti e macchine (dal 42,3% al 28% delle entrate totali rispetto all'anno trascorso); sostanzialmente stabile risulta in termini percentuali la richiesta di impiegati.
Proprio nel gruppo professionale degli impiegati, soprattutto per il personale addetto alla gestione degli stock, degli approvvigionamenti e dei trasporti, sussistono notevoli difficoltà al reperimento di unità, nel 35,5% dei casi. Seguono, sempre in termini di difficoltà di reperimento, le professioni qualificate, 33,6% (come gli addetti alle vendite al minuto, ai servizi personali ed assimilati ed anche alla ristorazione e pubblici esercizi) dove si concentrano nel complesso circa 900 assunzioni (erano 1250 nel 2008).

La mappa dei profili professionali che concentrano domanda di lavoro, ma per le quali le imprese dichiarano di avere difficoltà di reperimento, prosegue con le professioni non qualificate (addetti nei servizi di pulizia, igienici ed assimilati): 30,2% dei casi. Anche più di un quarto delle richieste di personale da integrare nelle mansioni di conduttori di impianti e macchine risulta difficile da trovare in provincia di Pisa.
Le professioni qualificate e non qualificate concentrano oltre 1.400 entrate (nel 2008 ammontavano a 1.870), con una quota pari al 42,3% del totale, in aumento rispetto al 31,9% dello scorso anno.
La flessione della domanda di operai specializzati - poco più di 500 le unità richieste rispetto alle 1.590 del 2008, pari al 15,2% delle assunzioni - riguarderebbe in misura minore le figure degli "ebanisti e trattamento legno", "installatori di apparecchiature elettriche ed elettroniche" e "specializzati nelle lavorazioni alimentari". Si contrae anche la domanda di conduttori di impianti e macchinari, fissi e mobili (430 entrate e una quota percentuale pari al 12,8% nell'anno in corso, in flessione rispetto alle 890 assunzioni e al 15,2% previste nel 2008).
Cresce il fabbisogno in termini relativi di personale non qualificato: 15,8% la quota calcolata sul totale assunzioni non stagionali nel 2009 (pari a 530 richieste), contro il 10,6% delle assunzioni previste lo scorso anno (quando rappresentavano, in termini assoluti, 620 unità).
La notevole contrazione della disponibilità ad offrire nuovi posti di lavoro, prevista nel 2009 (3.350 assunzioni non stagionali contro le 5.860 previste nel 2008), non fa diminuire le difficoltà a reperire le giuste figure da inserire in azienda. Infatti, la quota di assunzioni non stagionali considerate di difficile reperimento è rimasta pressoché la stessa (26,3% rispetto al 26,2% del 2008).

Il saldo occupazionale negativo previsto (-2,5) è dovuto essenzialmente a una forte riduzione delle assunzioni (pari a 4.400 unità, circa 3.000 in meno rispetto al 2008), cui si dovrebbe associare un flusso in uscita (6.440 unità) che invece risulta sostanzialmente in linea con quello previsto nel 2008. Il tasso di entrata si attesta, quindi, al 5,3% (era l'8,8% nel 2008), mentre il tasso di uscita si colloca al 7,8% (era l'8,3% lo scorso anno).
Il contraccolpo occupazionale della crisi si fa sentire di più nell'industria manifatturiera, dove le imprese prevedono un saldo tra nuove assunzioni ed uscite di personale pari a -1.100 unità (-3,2% rispetto agli occupati a fine 2008). A queste si aggiungono le 300 unità in meno dell'edilizia (-4,0% in termini relativi), per una perdita occupazionale complessiva nell'industria pari a 1.400 dipendenti. Una migliore tenuta mostrano invece i servizi (-1,5%) all'interno dei quali, quelli privati destinati alle persone e alle imprese, perdono solo lo 0,4% (pari a 30 occupati previsti in meno rispetto al 2008).

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