Gioco
NO GELMINI DAY
Scuola, presidio dei precari «Siamo un problema sociale come gli operai»
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Un momento dell’assemblea dei precari della scuola di giovedì che ha deciso il presidio di oggiGiorni caldissimi per il mondo della scuola. Oggi è il "No Gelmini Day". In tutta Italia sono previste mobilitazioni contro i tagli decisi dal governo. Di fronte alla Prefettura, la Rete dei precari della scuola ha organizzato una sorta di presidio: «Se un operaio perde il lavoro è un problema sociale, se capita a un insegnante è solo un risparmio per il sistema scolastico»
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PISA. Giorni caldissimi per il mondo della scuola. Oggi è il "No Gelmini Day". In tutta Italia sono previste mobilitazioni contro i tagli decisi dal governo. Di fronte alla Prefettura, la Rete dei precari della scuola ha organizzato una sorta di presidio. Ci sarà una conferenza stampa, poi una rappresentanza salirà proprio dal prefetto per illustrare la situazione pisana e anche le problematiche della sicurezza delle aule in relazione al numero degli alunni per classe. E nel centro cittadino saranno diffusi volantini. La prima forma di mobilitazione della rete dei precari della scuola si è tradotta in un'assemblea pubblica, due giorni fa, partecipata di circa 70 insegnanti.
«Se un operaio perde il lavoro è un problema sociale, se capita a un insegnante è solo un risparmio per il sistema scolastico», denunciano i tanti in attesa delle nomine per le cattedre residue. Si muove anche il livello istituzionale. L'assessore provinciale alla pubblica istruzione Miriam Celoni ha convocato ieri gli "stati generali" della scuola pisana.
Nella sede dell'Ufficio Scolastico, ex provveditorato, si sono incontrati Comuni, sindacati e Codisco (coordinamento dirigenti scolastici). Il confronto si sposta in alto: le questioni della scuola toscana saranno affrontate da un Tavolo generale Regione-Province.
Questa strada si aprirà da lunedì, con la riunione programmata a Firenze dall'assessore Simoncini. «La razionalizzazione avviata dal ministero - spiega l'assessore Celoni - comporta sul piano locale, sebbene il nostro sistema non sia ancora nell'impossibilità di garantire il servizio scolastico alle famiglie (dico "ancora" perché gli scenari per i prossimi anni fanno temere peggioramenti ulteriori), l'impossibilità di mantenere il profilo qualitativo raggiunto in passato».
Tra i punti di più forte criticità il drastico calo delle compresenze degli insegnanti in una stessa classe («fattore che va a danno, ad esempio, degli alunni con maggiore bisogno di assistenza»); e la riduzione del personale Ata, che ha portato ad una proporzionale diminuzione dei rientri pomeridiani. Il dimagrimento degli organici disposto dal governo ha poi impedito, nella nostra provincia, l'autorizzazione di 9 classi alle materne e di 3 corsi di istruzione per adulti (fortemente richiesti in questa fase di crisi occupazionale).
Nella riunione all'Ufficio Scolastico è stato deciso di far partire un monitoraggio costante e congiunto (enti locali, scuole, sindacati, Usp) sulla situazione della scuola pisana. Inoltre, l'assessorato provinciale alla pubblica istruzione verificherà, insieme a quello al lavoro, la possibilità di costruire percorsi di sostegno per il personale del sistema scolastico rimasto senza occupazione.
Voce critica quella dei Cobas scuola per l'esclusione dalla riunione della Rete dei precari, dei comitati genitori/insegnanti e degli stessi Cobas quando, dicono, «sarebbe necessaria la massima unità di mobilitazione». Lunedì, oltre alla riunione di Firenze, è in programma una manifestazione dell'Uil scuola alla Stazione Leopolda, dalle 16 alle 19. La Uil ricorda i numeri (nella provincia di Pisa l'organico di fatto dei docenti passa da 4.346 a 4.154, -192 posti) e chiede «alla Regione e al ministero di attivare, anche in Toscana, i contratti di disponibilità».
«Se un operaio perde il lavoro è un problema sociale, se capita a un insegnante è solo un risparmio per il sistema scolastico», denunciano i tanti in attesa delle nomine per le cattedre residue. Si muove anche il livello istituzionale. L'assessore provinciale alla pubblica istruzione Miriam Celoni ha convocato ieri gli "stati generali" della scuola pisana.
Nella sede dell'Ufficio Scolastico, ex provveditorato, si sono incontrati Comuni, sindacati e Codisco (coordinamento dirigenti scolastici). Il confronto si sposta in alto: le questioni della scuola toscana saranno affrontate da un Tavolo generale Regione-Province.
Questa strada si aprirà da lunedì, con la riunione programmata a Firenze dall'assessore Simoncini. «La razionalizzazione avviata dal ministero - spiega l'assessore Celoni - comporta sul piano locale, sebbene il nostro sistema non sia ancora nell'impossibilità di garantire il servizio scolastico alle famiglie (dico "ancora" perché gli scenari per i prossimi anni fanno temere peggioramenti ulteriori), l'impossibilità di mantenere il profilo qualitativo raggiunto in passato».
Tra i punti di più forte criticità il drastico calo delle compresenze degli insegnanti in una stessa classe («fattore che va a danno, ad esempio, degli alunni con maggiore bisogno di assistenza»); e la riduzione del personale Ata, che ha portato ad una proporzionale diminuzione dei rientri pomeridiani. Il dimagrimento degli organici disposto dal governo ha poi impedito, nella nostra provincia, l'autorizzazione di 9 classi alle materne e di 3 corsi di istruzione per adulti (fortemente richiesti in questa fase di crisi occupazionale).
Nella riunione all'Ufficio Scolastico è stato deciso di far partire un monitoraggio costante e congiunto (enti locali, scuole, sindacati, Usp) sulla situazione della scuola pisana. Inoltre, l'assessorato provinciale alla pubblica istruzione verificherà, insieme a quello al lavoro, la possibilità di costruire percorsi di sostegno per il personale del sistema scolastico rimasto senza occupazione.
Voce critica quella dei Cobas scuola per l'esclusione dalla riunione della Rete dei precari, dei comitati genitori/insegnanti e degli stessi Cobas quando, dicono, «sarebbe necessaria la massima unità di mobilitazione». Lunedì, oltre alla riunione di Firenze, è in programma una manifestazione dell'Uil scuola alla Stazione Leopolda, dalle 16 alle 19. La Uil ricorda i numeri (nella provincia di Pisa l'organico di fatto dei docenti passa da 4.346 a 4.154, -192 posti) e chiede «alla Regione e al ministero di attivare, anche in Toscana, i contratti di disponibilità».
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