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Pisa

PISA

«Mi ha picchiatofino a farmi perdere un figlio»

Candida Virgone
È in aumento il numero delle denunce dei maltrattamenti in famiglia
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È in aumento il numero delle denunce dei maltrattamenti in famiglia

Botte, quotidiane, tante, in un caso fino al punto da procurarle un aborto, e poi sesso imposto con la violenza. Una vita difficile per lei e il suo bimbo in tenera età, con il quale secondo questa storia dell'orrore, avrebbe condiviso maltrattamenti di ogni genere negli anni

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PISA. Botte, quotidiane, tante, in un caso fino al punto da procurarle un aborto, e poi sesso imposto con la violenza. Una vita difficile per lei e il suo bimbo in tenera età, con il quale secondo questa storia dell'orrore, avrebbe condiviso maltrattamenti di ogni genere negli anni.
La denuncia parte da una giovanissima ragazza romena, oggi sotto protezione per le minacce ricevute dalla famiglia del giovane marito, da cui è fuggita raccontando dapprima tutto ai medici dell'ospedale che l'avevano curata dopo uno dei tanti pestaggi e poi alla polizia. Ora la ragazza ed il suo bambino, che adesso ha 5 anni, vivono in regime di protezione in una località sconosciuta, ma agli inquirenti lei ha fatto, nei mesi trascorsi in una casa d'accoglienza per donne maltrattate, racconti terribili.

Il processo, iniziato drammaticamente a giugno con una sua deposizione choc, nascosta dietro un paravento per non incrociare gli occhi del giovane marito, J.M., 25 anni, e di tutto il clan di parenti che l'avevano seguito in tribunale, torna la prossima settimana a palazzo di giustizia per una battuta intermedia prima dell'attesissima sentenza finale, prevista entro fine mese.
La famiglia del giovane messo sotto accusa è inserita nei programmi di integrazione del Comune e dei servizi sociali e nel progetto Città Sottili, ma la storia presentata dall'accusa aprirebbe se confermata uno spaccato inquietante sul reale inserimento di alcune etnie e sulla effettiva volontà.
«Erano botte quotidiane, per un nonnulla - ha raccontato la ragazza in lacrime - e violenze sessuali continue. Botte anche per il mio bambino, fin da quando era piccolissimo. Aveva 3 anni quando il padre, che mandava me ed un gruppo di minori a chiedere l'elemosina, ha avuto dei rapporti sessuali in macchina con una prostituta sotto i suoi occhi. Fra sovvenzioni varie ed elemosine, in Romania, lui e la sua famiglia si sono fatti un tesoretto, ma qui sono assistiti dallo Stato».
Il giovane, accusato di violenza sessuale, maltrattamenti di minore e procurato aborto, compare davanti al primo collegio (presidente Angelo Perrone, a latere Giulio Cesare Cipolletta e Nicola Pisano) e al pm Aldo Mantovani. La ragazza, che - fra notifiche avvenute inspiegabilmente al domicilio del marito anziché nella località protetta assegnata e intoppi burocratici vari - non si è costituita parte civile, è assistita come difensore della persona offesa (data la mancata costituzione) dall'avvocato Silvia Davini. In tribunale si è presentata scortata dalla polizia, dopo aver denunciato le minacce subite prima di entrare in protezione, dal clan del marito. L'imputato, che avrebbe vissuto per un periodo in una baraccopoli a Pisa e che ora vive in alloggio assegnato dai servizi sociali a Titignano, è difeso dall'avvocato Massimo Parenti.

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