Il Tirreno

Pisa

NESSUNA INTESA SULLE ESTERNALIZZAZIONI

La guerra degli asili in Comune

Cinzia Colosimo
Bimbi e un’operatrice in una scuola materna
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Bimbi e un’operatrice in una scuola materna

Nessuna intesa. L'assemblea del personale dei servizi educativi del Comune ha respinto l'ultima proposta della giunta sul "piano nidi e primarie". Continua dunque lo stato di agitazione e viene minacciato uno sciopero

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PISA. Nessuna intesa. L'assemblea del personale dei servizi educativi del Comune ha respinto l'ultima proposta della giunta sul "piano nidi e primarie". Continua dunque lo stato di agitazione e viene minacciato uno sciopero.
Dopo la presentazione ufficiale del piano 2009/2010, e la soddisfazione che l'amministrazione comunale aveva espresso per i risultati ottenuti, si fanno sentire le voci del personale, educativo e ausiliario, in aperto contrasto con le esternalizzazioni dei nidi. «Diamo un giudizio negativo sulla risposta che l'amministrazione ha dato alla Rsu e ai sindacati - sostengono - perché di fatto non porta alcun elemento sostanziale di novità. La strada è quella della riduzione degli organici per l'anno 2009, senza alcun impegno concreto per le assunzioni».
Dei 76 ruoli di educatori ne sono stati riconfermati 67; e 4 educatori titolari verranno considerati a "disposizione" per le sostituzioni. «Un trattamento umiliante che abbiamo respinto con forza - dichiara Cinzia Pardini, maestra d'asilo e delegata dei Cobas -. Quello delle sostituzioni è un annoso problema: un vecchio meccanismo, ancora adottato, prevede la sostituzione solo nel caso che venga meno il rapporto educatori-bambini, e non per altri motivi di assenza come la malattia, i permessi. Il numero dei bambini però è aumentato e la media è di 50 per ogni asilo "grande", a fronte di una diminuzione dell'organico, che è arrivato ad essere di 10 educatori nei plessi grandi e 6 in quelli piccoli».

E aggiunge: «La qualità di cui parla l'assessore Chiofalo è stata mantenuta grazie all'impegno del personale, disposto a turni flessibili e prolungamenti di orari a costo zero, ma il problema del rapporto educatore-bimbo rimane perchè è determinato dalle fasce orarie: il pomeriggio si arriva ad un educatore per 12 bambini».
Controversa anche la questione delle spese pro capite. Secondo il Comune il bimbo "convenzionato" costa 4.657 euro a fronte dei 11.819 dell'iscritto nei nidi comunali. L'enorme differenza, secondo Pardini, «è determinata dal risparmio sul personale educativo ed ausiliario. Il Comune parla di una riduzione del 50% sulla spesa per le sostituzioni e con la stessa logica preannuncia il blocco del turn over per il personale ausiliario che va in pensione».
Non convince nemmeno la certezza sull'apertura regolare dei nidi. Secondo Maria Borsò, della Cgil Funzione Pubblica, «il personale ausiliario traghettato all'Avenance entra in servizio oggi, mentre il resto dell'organico ha cominciato l'1 settembre. Gli ausiliari dovranno occuparsi delle pulizie e della sanificazione dei locali in pochissimo tempo: non è garantito che ci riescano».
La posizione del Comune è compatta. In risposta ai motivi sullo stato di agitazione, l'ente ha definito la scelta della riduzione dell'organico «frutto della valutazione che l'attuale livello di servizi possa essere erogato con un numero minore di unità del personale e con un'ottimizzazione della spesa», ma ha anche lasciato aperto il confronto tra amministrazione, Rsu e famiglie. Nel frattempo l'assemblea del personale preannuncia scioperi e mobilitazioni, oltre ad aprire ai genitori le riunioni previste per lunedì 7, «affinchè siano informati della situazione attuale».

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