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Pisa

INFLAZIONE IN CRESCITA, CONSUMI A PICCO

Commercio in tilt, ripresa lontana

Shopping in centro
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Shopping in centro

L'inflazione torna a crescere ad agosto, mentre i consumi al dettaglio continuano a scendere. La crisi anche nella nostra città sembra non voler finire, soprattutto nel comparto del commercio

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PISA. L'inflazione torna a crescere ad agosto, mentre i consumi al dettaglio continuano a scendere. La crisi anche nella nostra città sembra non voler finire, soprattutto nel comparto del commercio.
Se infatti il turismo, almeno in estate, ha dimostrato sintomi di ripresa, non si può dire lo stesso del commercio. I dati del primo semestre 2009 (fonte Camera di commercio) sul saldo tra nuove iscrizioni e cessazioni è ancora negativo. Qualcosa in meglio rispetto allo stesso periodo del 2008, ma sempre con il segno meno. Per quanto riguarda le attività commerciali, i primi tre mesi di quest'anno hanno fatto registrare un saldo negativo di 136 unità: 220, infatti, le aperture e 356 le cessazioni. Qualche miglioramento nel secondo trimestre: 225 le aperture e 139 le cessazioni per un dato positivo di 86 unità.

Il saldo quindi al 30 giugno è di meno 50 attività.
Stesso andamento anche per alberghi e ristoranti. Nel primo trimestre saldo negativo di 25 unità (50 aperture e 75 cessazioni) e nel secondo più 15 (53 contro 38); anche in questo caso comunque il primo semestre si chiude con un meno 10.
«La situazione in provincia è molto delicata per il commercio - commenta Marco Sbrana, direttore di Confesercenti -. Il saldo del primo semestre è ancora negativo. Difficile pensare ad un miglioramento nel secondo, considerando che la fine dell'anno è quella più indicata per ulteriori chiusure. Il rischio è che molte imprese, in particolare le più piccole, non ce la facciano a resistere al prolungarsi della crisi e decidano di chiudere; anche se non raggiungeremo il picco dello scorso anno (nel 2008 chiusero in Toscana 6mila imprese del commercio, turismo e servizi)».

Secondo Sbrana il piccolo commercio continua a pagare le difficoltà sempre crescenti di accesso al credito. «La rinegoziazione di mutui e finanziamenti con sospensione del rimborso delle quote capitale di almeno un anno sembravano cosa fatta - denuncia il direttore Confesercenti - ma, a tutt'oggi, sono poche le banche che hanno risposto, continuando ad adottare criteri valutativi nella concessione non adatti al momento attuale».
La conclusione: «Quella delle imprese commerciali è una sofferenza invisibile perché molte di queste aziende sono a conduzione familiare. Ne muoiono 10 al giorno in Toscana - conclude Sbrana -. Pochi se ne accorgono. Salvo trasecolare di fronte a bilanci di fine anno che assumono l'aspetto di autentici bollettini di guerra con migliaia di vittime tra aziende e lavoratori».

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