Il Tirreno

Pisa

SULLE TRACCE DEGLI «EMIGRATI»

Sono un centinaio i pisani... delle Cayman

Antonio Scuglia
Sono un centinaio i pisani... delle Cayman

Ma abiti alle Cayman o a Porta a Lucca? Sarebbero diverse decine, anzi quasi un centinaio, i pisani (del capoluogo e della provincia) sulle cui tracce si è mosso il fisco per capire se sono "emigrati" davvero, o se in realtà risiedono sempre in Italia e fingono il contrario per non pagare le tasse

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PISA. Ma abiti alle Cayman o a Porta a Lucca? Sarebbero diverse decine, anzi quasi un centinaio, i pisani (del capoluogo e della provincia) sulle cui tracce si è mosso il fisco per capire se sono "emigrati" davvero, o se in realtà risiedono sempre in Italia e fingono il contrario per non pagare le tasse. Il dato numerico non è ufficiale ma sembra molto attendibile. È ufficiale invece il numero di oltre 1.200 nominativi da sottoporre a controllo a livello toscano: lo ha comunicato ieri la direzione regionale dell'Agenzia delle entrate.

È questo il numero dei cittadini toscani che risultano residenti in paesi a fiscalità privilegiata in almeno uno degli anni 2006, 2007 o 2008, «pur in presenza di significativi indizi che fanno presumere in Italia il centro dei propri interessi familiari ed economici». Nei loro confronti saranno svolte ulteriori attività istruttorie che permetteranno di accertare e quantificare i reali fenomeni di evasione fiscale.

Queste le mete su cui sono in corso i controlli: Monaco (228), Uruguay (210), Costa Rica (131), Ecuador (90), Emirati Arabi (83), San Marino e Hong Kong (64), Singapore e Andorra (47), Bermuda (40), Filippine (39), Panama (38), Libano (33), Taiwan e Liechtenstein (17), Malesia (11), Barhein (9), Anguilla (8), Gibilterra, Belize, Antille Olandesi e Antigua (6), Seichelles (5), Mauritius, Liberia e Bahamas (3), Polinesia, Oman, Maldive, Macao e Isole Cayman (2), Santa Lucia, Samoa, Gibuti e Barbados (1).

Le attività di controllo sono realizzate con il coinvolgimento anche dei Comuni; all'anagrafe pisana non sono però disponibili dati certi, perché ovviamente l'Agenzia delle entrate chiede informazoni sui domicili dei cittadini anche per svariati altri motivi e non solo per accertare le residenze fittizie.

La notizia segue di due settimane l'annuncio che sono ben 170mila gli italiani sotto la lente dell'Agenzia delle Entrate per i capitali occultati all'estero. Il fisco si sta muovendo per scovare chi ha depositato somme non dichiarate oltre frontiera: il caso è scoppiato in seguito alle indagini sull'eredità della famiglia Agnelli, che però è solo la punta dell'iceberg di un enorme movimento di capitali scivolati nei forzieri delle banche dei paradisi fiscali. A rivelarlo è stato il direttore generale dell'Agenzia, Attilio Befera, dopo la notizia sull'istruttoria aperta nei confronti degli Agnelli per un tesoro di quasi due miliardi depositato in Svizzera e mai dichiarato al fisco.

Indagine scaturita dalla lotta a colpi di carte bollate tra Margherita Agnelli e la madre Marella. E decollata dopo l'arresto di un avvocato svizzero a cui è stata sequestrata una lista con 500 nominativi, e il ritrovamento di una maxilista nel notebook sequestrato ad un commercialista italiano.

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