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SCIENZA E CULTURA
Viaggio nel Museo del calcolotra macchine dell'800 e il primo computer veloce
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Una delle sale del Museo del calcoloPer l'immenso patrimonio conservato nel Museo degli strumenti per il calcolo, negli edifici che ospitavano i vecchi macelli, nuovi allestimenti e veste grafica. A ricostruire la storia e a descrivere l'esposizione del museo, nato dall'idea del professor Roberto Vergara Caffarelli, il responsabile delle attività del Museo Claudio Luperini
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PISA. Per l'immenso patrimonio conservato nel Museo degli strumenti per il calcolo, negli edifici che ospitavano i vecchi macelli, nuovi allestimenti e veste grafica.
A ricostruire la storia e a descrivere l'esposizione del museo, nato dall'idea del professor Roberto Vergara Caffarelli, il responsabile delle attività del Museo Claudio Luperini. I lavori di restauro risalgono al 1995 mentre le nuove strutture sono state terminate nel maggio di quest'anno. Sono raccolte due tipi diverse di collezioni: una dedicata agli strumenti di fisica (con esemplari che vanno dal 1700 fino ai giorni nostri) e l'altra a strumenti di calcolo che lo fanno uno dei museo del calcolo più grandi a livello europeo.
Nel primo edificio sono raccolti nella prima stanza, vari strumenti di calcolo appartenuti al collezionista italiano Tinelli e a numerose donazioni. Esposti compassi, primo esempio di calcolatore automatico e numerosi calcolatori a mano dell'inizio novecento. Nella sala successiva è possibile ammirare dei bellissimi registratori di cassa (quasi tutti elettrici) della fine dell'ottocento. Qui troviamo anche alcuni abaci e aritmometri datati 1820, per ogni oggetto una didascalia mentre pannelli e totem spiegano le varie macchine conservate (prima sala macchine calcolo manuale e seconda sala macchine meccaniche).
Nella terza sala i grandi calcolatori come ad esempio il Bull Gamma 3 datato 1950 che si occupava di effettuare le ricevute per l'Enel; nella successiva computer più moderni come il T90 del 1994 o il modello Ape 100 dell'Istituto di fisica nucleare. Curioso poi un calcolatore del Cnr che emetteva musica elettronica dalla rete Sip.
Poi c'è la sala didattica che sarà inaugurata il 25 settembre in occasione dell'apertura della mostra dal titolo: Galileo Galilei al museo degli strumenti per il calcolo. Al piano superiore i calcolatori elettrici e vari esempi di computer, dal Programma 101 Olivetti degli anni '70, primo computer, a modelli più recenti. Vi sono anche computer portatili dei primi anni ottanta e calcolatrici come ad esempio la Hp35, famosa perché la prima ad eseguire logaritmi e funzioni di trigonometria.
In un secondo edificio la sala dedicata al grande calcolatore elettronico pisano (Cep). Inaugurato nel 1961 era il più veloce del mondo. Nato da un'idea di Enrico Fermi, il gruppo di studiosi che hanno collaborato alla sua realizzazione hanno poi costituito la sezione del Cnr di Pisa dedicata al calcolo.
Poi c'è l'apparato gravità dell'esperimento di Galileo Galilei sulla caduta dei gravi e infine la sala delle mostre temporanee che espone strumenti astronomici, ottici ed acustici dal settecento alla prima metà del novecento.
R.L.
A ricostruire la storia e a descrivere l'esposizione del museo, nato dall'idea del professor Roberto Vergara Caffarelli, il responsabile delle attività del Museo Claudio Luperini. I lavori di restauro risalgono al 1995 mentre le nuove strutture sono state terminate nel maggio di quest'anno. Sono raccolte due tipi diverse di collezioni: una dedicata agli strumenti di fisica (con esemplari che vanno dal 1700 fino ai giorni nostri) e l'altra a strumenti di calcolo che lo fanno uno dei museo del calcolo più grandi a livello europeo.
Nel primo edificio sono raccolti nella prima stanza, vari strumenti di calcolo appartenuti al collezionista italiano Tinelli e a numerose donazioni. Esposti compassi, primo esempio di calcolatore automatico e numerosi calcolatori a mano dell'inizio novecento. Nella sala successiva è possibile ammirare dei bellissimi registratori di cassa (quasi tutti elettrici) della fine dell'ottocento. Qui troviamo anche alcuni abaci e aritmometri datati 1820, per ogni oggetto una didascalia mentre pannelli e totem spiegano le varie macchine conservate (prima sala macchine calcolo manuale e seconda sala macchine meccaniche).
Nella terza sala i grandi calcolatori come ad esempio il Bull Gamma 3 datato 1950 che si occupava di effettuare le ricevute per l'Enel; nella successiva computer più moderni come il T90 del 1994 o il modello Ape 100 dell'Istituto di fisica nucleare. Curioso poi un calcolatore del Cnr che emetteva musica elettronica dalla rete Sip.
Poi c'è la sala didattica che sarà inaugurata il 25 settembre in occasione dell'apertura della mostra dal titolo: Galileo Galilei al museo degli strumenti per il calcolo. Al piano superiore i calcolatori elettrici e vari esempi di computer, dal Programma 101 Olivetti degli anni '70, primo computer, a modelli più recenti. Vi sono anche computer portatili dei primi anni ottanta e calcolatrici come ad esempio la Hp35, famosa perché la prima ad eseguire logaritmi e funzioni di trigonometria.
In un secondo edificio la sala dedicata al grande calcolatore elettronico pisano (Cep). Inaugurato nel 1961 era il più veloce del mondo. Nato da un'idea di Enrico Fermi, il gruppo di studiosi che hanno collaborato alla sua realizzazione hanno poi costituito la sezione del Cnr di Pisa dedicata al calcolo.
Poi c'è l'apparato gravità dell'esperimento di Galileo Galilei sulla caduta dei gravi e infine la sala delle mostre temporanee che espone strumenti astronomici, ottici ed acustici dal settecento alla prima metà del novecento.
R.L.
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