Il dolore
INFLUENZA A
Vaccino pronto per 160mila pisani
Renata Viola
Ci vorranno 160.000 dosi di vaccino per scongiurare a Pisa e provincia il contagio da influenza A. In programma l'attivazione di un presidio distaccato per i pazienti più gravi, attraverso l'accettazione del pronto soccorso, per impedire il contagio nelle corsie ospedaliere
3 MINUTI DI LETTURA
PISA. Ci vorranno 160.000 dosi di vaccino per scongiurare a Pisa e provincia il contagio da influenza A. In programma l'attivazione di un presidio distaccato per i pazienti più gravi, attraverso l'accettazione del pronto soccorso, per impedire il contagio nelle corsie ospedaliere.
Sono queste le prime anticipazioni sul "piano regionale pandemia" che riflette le disposizioni del ministero della sanità e che sarà ufficializzato a partire dalla prima settimana di settembre.
Il vaccino, la cui somministrazione avverrà in due fasi (per ognuna 80.000 dosi), a distanza di quindici-venti giorni, sarà disponibile dal 15 novembre prossimo, gratuitamente.
Il costo dell'operazione, che si aggira sul milione di euro, sarà a carico del servizio sanitario nazionale.
I primi ad usufruirne saranno naturalmente medici e personale sanitario operanti nelle strutture pubbliche insieme a medici di base, pediatri e tutto il personale addetto all'assistenza, compreso quello del 118.
Sarà inoltre vaccinato il personale delle forze dell'ordine, vigili del fuoco, operatori del 112 e 113 e tutti coloro che, per l'attività svolta possano trovarsi a contatto con pazienti infetti.
Tutte le categorie a rischio, a cominciare dagli ultrasessantacinquenni (generalmente più esposti alle complicanze), i cardiopatici, i portatori di patologie croniche respiratorie e i bambini con cardiopatie congenite o con alterazioni dell'apparato respiratorio saranno ovviamente al primo posto della lista.
Lo stesso piano prevede una massiccia campagna di comunicazione regionale che identificherà nel medico di base il canale privilegiato per la diagnosi e la cura dell'influenza.
Oltre alla possibilità di somministrare le dosi di vaccino nei propri ambulatori, dovrà essere proprio lui a diagnosticare in fretta il virus ed a rispedire il paziente a casa, arginando la diffusione.
In seguito all'esperienza del presidio medico distaccato di Pontedera, presso la sede del 118, a partire da ottobre, anche a Pisa sarà istituito un reparto distaccato dove saranno ricoverati i pazienti che presentano gravi problemi respiratori.
In questo modo sarà evitato il contagio di altri pazienti ricoverati, che ovviamente potrebbero essere infettati per una sorta di reazione a catena.
La creazione di questo reparto "satellite" sarà resa possibile dal concomitante trasferimento di alcuni reparti del Santa Chiara all'ospedale di Cisanello.
Il direttore sanitario della Asl 5, Rocco Damone, a proposito del piano pandemia, ha tuttavia sottolineato l'importanza della prima vaccinazione stagionale, quella consigliata alle categorie a rischio, effettuata generalmente a settembre.
«È importante - ha detto - sottoporsi al consueto vaccino, che costituisce già una prima barriera di prevenzione. Contiamo molto - ha aggiunto il dottor Damone - sulla capillare imformazione da parte dei media e sulla tempestività di intervento dei medici di base».
Sono queste le prime anticipazioni sul "piano regionale pandemia" che riflette le disposizioni del ministero della sanità e che sarà ufficializzato a partire dalla prima settimana di settembre.
Il vaccino, la cui somministrazione avverrà in due fasi (per ognuna 80.000 dosi), a distanza di quindici-venti giorni, sarà disponibile dal 15 novembre prossimo, gratuitamente.
Il costo dell'operazione, che si aggira sul milione di euro, sarà a carico del servizio sanitario nazionale.
I primi ad usufruirne saranno naturalmente medici e personale sanitario operanti nelle strutture pubbliche insieme a medici di base, pediatri e tutto il personale addetto all'assistenza, compreso quello del 118.
Sarà inoltre vaccinato il personale delle forze dell'ordine, vigili del fuoco, operatori del 112 e 113 e tutti coloro che, per l'attività svolta possano trovarsi a contatto con pazienti infetti.
Tutte le categorie a rischio, a cominciare dagli ultrasessantacinquenni (generalmente più esposti alle complicanze), i cardiopatici, i portatori di patologie croniche respiratorie e i bambini con cardiopatie congenite o con alterazioni dell'apparato respiratorio saranno ovviamente al primo posto della lista.
Lo stesso piano prevede una massiccia campagna di comunicazione regionale che identificherà nel medico di base il canale privilegiato per la diagnosi e la cura dell'influenza.
Oltre alla possibilità di somministrare le dosi di vaccino nei propri ambulatori, dovrà essere proprio lui a diagnosticare in fretta il virus ed a rispedire il paziente a casa, arginando la diffusione.
In seguito all'esperienza del presidio medico distaccato di Pontedera, presso la sede del 118, a partire da ottobre, anche a Pisa sarà istituito un reparto distaccato dove saranno ricoverati i pazienti che presentano gravi problemi respiratori.
In questo modo sarà evitato il contagio di altri pazienti ricoverati, che ovviamente potrebbero essere infettati per una sorta di reazione a catena.
La creazione di questo reparto "satellite" sarà resa possibile dal concomitante trasferimento di alcuni reparti del Santa Chiara all'ospedale di Cisanello.
Il direttore sanitario della Asl 5, Rocco Damone, a proposito del piano pandemia, ha tuttavia sottolineato l'importanza della prima vaccinazione stagionale, quella consigliata alle categorie a rischio, effettuata generalmente a settembre.
«È importante - ha detto - sottoporsi al consueto vaccino, che costituisce già una prima barriera di prevenzione. Contiamo molto - ha aggiunto il dottor Damone - sulla capillare imformazione da parte dei media e sulla tempestività di intervento dei medici di base».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
