Proteste
Università
Boom a Medicina: più 10 per cento
Davide Scarfi
Il prorettore: garantiamo un'offerta formativa di qualità
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PISA. La corsa delle matricole continua. Nonostante il grande numero di iscritti, le domande per i corsi di laurea più richiesti salgono vertiginosamente. Lo si evince dalle analisi dei dati relativi ai concorsi per l'ammissione ai corsi di laurea ad accesso programmato.
Il dato che emerge con maggior rilievo è l'incremento degli iscritti ai concorsi dell'area medica e delle professioni sanitarie.
Stessa situazione anche a livello nazionale. Numeri che fanno girare la testa.
Al concorso per l'accesso a Medicina e Chirurgia gli iscritti sono aumentati del 10%, portandosi a 1800, mentre il numero dei candidati ai vari corsi di laurea triennali del settore delle professioni sanitarie è salito di oltre il 25%, raggiungendo i 2743 a fronte di 655 posti complessivamente disponibili.
«Anche se i numeri sono notevoli, bisogna tener conto - spiega la professoressa Nicoletta De Francesco, prorettrice per la didattica - che una parte dei candidati si iscrive a più di un concorso. Ad ogni modo, l'orientamento degli studenti e delle loro famiglie è abbastanza chiaro: c'è percezione che l'area medica e delle professioni sanitarie possa riservare un futuro occupazionale meno incerto rispetto ad altri indirizzi di studio».
«Ribadisco comunque - termina la prorettrice - che l'ateneo pisano presenta un'offerta formativa di qulità ed ampiezza tali da soddisfare le aspirazioni anche degli studenti che non supereranno il test per i corsi a numero programmato».
Questi sono giorni di tensione per gli aspiranti universitari. La sabbia nella clessidra continua a scorrere e il momento del giudizio si avvicina.
Viste le cifre delle domande verrebbe da pensare che sarebbe più prudente puntare su dei corsi dove la concorrenza è meno numerosa.
Dei corsi dove magari con lo stesso punteggio nel test d'ingresso, si potrebbero avere molte più possibilità di rientrare nel novero che dà diritto all'accesso. Invece no. Se si gioca lo si fa solo per il premio più ambito.
E ci sono molti studenti che accettano anche il rischio di giocarsi la propria futura carriera in ottanta minuti in cui le menti vengono spremute fino all'ultima risorsa, in quella che è una vera e propria guerra tra le matricole per aggiudicarsi il posto nei banchi. E più di metà di loro dovrà ripiegare verso altre facoltà.
Davide Scarfi
Il dato che emerge con maggior rilievo è l'incremento degli iscritti ai concorsi dell'area medica e delle professioni sanitarie.
Stessa situazione anche a livello nazionale. Numeri che fanno girare la testa.
Al concorso per l'accesso a Medicina e Chirurgia gli iscritti sono aumentati del 10%, portandosi a 1800, mentre il numero dei candidati ai vari corsi di laurea triennali del settore delle professioni sanitarie è salito di oltre il 25%, raggiungendo i 2743 a fronte di 655 posti complessivamente disponibili.
«Anche se i numeri sono notevoli, bisogna tener conto - spiega la professoressa Nicoletta De Francesco, prorettrice per la didattica - che una parte dei candidati si iscrive a più di un concorso. Ad ogni modo, l'orientamento degli studenti e delle loro famiglie è abbastanza chiaro: c'è percezione che l'area medica e delle professioni sanitarie possa riservare un futuro occupazionale meno incerto rispetto ad altri indirizzi di studio».
«Ribadisco comunque - termina la prorettrice - che l'ateneo pisano presenta un'offerta formativa di qulità ed ampiezza tali da soddisfare le aspirazioni anche degli studenti che non supereranno il test per i corsi a numero programmato».
Questi sono giorni di tensione per gli aspiranti universitari. La sabbia nella clessidra continua a scorrere e il momento del giudizio si avvicina.
Viste le cifre delle domande verrebbe da pensare che sarebbe più prudente puntare su dei corsi dove la concorrenza è meno numerosa.
Dei corsi dove magari con lo stesso punteggio nel test d'ingresso, si potrebbero avere molte più possibilità di rientrare nel novero che dà diritto all'accesso. Invece no. Se si gioca lo si fa solo per il premio più ambito.
E ci sono molti studenti che accettano anche il rischio di giocarsi la propria futura carriera in ottanta minuti in cui le menti vengono spremute fino all'ultima risorsa, in quella che è una vera e propria guerra tra le matricole per aggiudicarsi il posto nei banchi. E più di metà di loro dovrà ripiegare verso altre facoltà.
Davide Scarfi
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