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Nomadi sgomberati dall'argine del fiume

Giovanni Parlato
Sopra il campo a Oratoio a destra i nomadi allontanati
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Sopra il campo a Oratoio a destra i nomadi allontanati

Erano arrivati col treno non si sa da dove. E si erano accampati sull'argine dell'Arno lungo via Fossa Ducale, la strada che dall'Aurelia va al Cep. In pochi minuti fra l'erba alta e il canneto sono spuntate tre baracche e una tenda

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PISA. Erano arrivati col treno non si sa da dove. E si erano accampati sull'argine dell'Arno lungo via Fossa Ducale, la strada che dall'Aurelia va al Cep. In pochi minuti fra l'erba alta e il canneto sono spuntate tre baracche e una tenda.

Sull'argine del fiume si erano accampati dodici rumeni. Fra di loro non c'erano bambini. Quelle baracche, giovedì sera, sono state notate da un cittadino che ha chiamato la polizia municipale. «Andiamo a verificare», ha risposto il vigile urbano che ha ricevuto la telefonata. E così è stato. Quelle baracche erano proprio lì. Quindi, ieri mattina è scattata l'operazione di sgombero nel rispetto dell'ordinanza sindacale che vieta di accamparsi sul territorio comunale là dove non è consentito. Un'ordinanza firmata il giorno in cui furono presi gli accordi per il rimpatrio volontario e pagato dei nomadi che ne facevano richiesta. Mentre i nomadi erano in viaggio verso la Romania, i campi che avevano occupato venivano smantellati. Un segnale deciso che indicava la volontà dell'amministrazione di non accogliere più sul proprio territorio altri nomadi.

Fu il sindaco stesso a ribadire che l'amministrazione avrebbe vigilato su eventuali altri insediamenti. E così, l'altra sera, quando il cittadino ha segnalato la presenza di un accampamento nel quartiere del Cep, la polizia municipale è intervenuta tempestivamente. Ieri mattina, sono andate sul posto tre pattuglie dei vigili urbani con il comandante Massimo Bortoluzzi.

«Le persone sono state tutte identificate - afferma il comandante Bortoluzzi - e provengono tutte da Kraiova, una regione rumena. Il campo è stato sgomberato e le persone accompagnate alla stazione dove sono state fatte salire su un treno».
Il messaggio che arriva da Pisa è chiaro. Stop ad altri arrivi. Eppure, la presenza di queste persone resta comunque di estrema difficoltà nella gestione. In quest'ultimo caso, c'è stata la segnalazione di un cittadino. Ma in altri casi, gli accampamenti vengono scoperti casualmente. Come quando il 20 agosto, dietro l'ospedale di Cisanello, nei pressi del fiume, prese fuoco un canneto. Alcune baracche erano già state sgomberate da nomadi che avevano scelto di tornare in Romania, ma altre due baracche con dei bambini erano sbucate all'improvviso al punto da fare intervenire la protezione civile per scongiurare eventuali pericoli.
Quell'incendio fu l'occasione per un ultimo monitoraggio della presenza dei nomadi sul territorio. Se qua e là, appaiono e scompaiono piccoli accampamenti formati da due-tre baracche, sono due le principali realtà: il campo di Coltano (regolare) e quello di Oratoio (irregolare). Quest'ultimo presenta i maggiori problemi. Sono circa 200 le persone che ci stanno fra cui un'ottantina di bambini che vanno a scuola. Che fare? La risposta all'interrogativo è molto complessa. L'amministrazione comunale ci sta lavorando. In quel campo ci sono etnie rom diverse, per cui i romeni sono cittadini dell'Unione europea e quindi regolari sul territorio nazionale. Ma le altre etnie (come macedoni e kosovari) per restare sul territorio hanno bisogno di un permesso di soggiorno. Che fare? Queste persone non ci potrebbero stare, ma sono anche i genitori di bambini che vanno tutelati. La legge si calpesta i piedi da sola e trovare una soluzione non è facile.

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