Sicurezza
RIVOLTA AL DON BOSCO
Detenuti barricati in cortile
Antonio Scuglia
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Un furgone della Polizia penitenziaria davanti al Don BoscoNon si placa la protesta dei detenuti del Don Bosco: dopo gli incidenti di lunedì sera, un'ottantina di essi la notte scorsa ha di nuovo bruciato arredi, suppellettili ed effetti personali, provocando un incendio nei corridoi che ha reso necessario spostarli in cortile dove poi si sono barricati per due ore e mezza gridando «Libertà, libertà»
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PISA. Non si placa la protesta dei detenuti del Don Bosco: dopo gli incidenti di lunedì sera, un'ottantina di essi la notte scorsa ha di nuovo bruciato arredi, suppellettili ed effetti personali, provocando un incendio nei corridoi che ha reso necessario spostarli in cortile dove poi si sono barricati per due ore e mezza gridando «Libertà, libertà». Gli incidenti sono iniziati intorno alle 21 e la calma è stata ristabilita solo dopo la mezzanotte. Lo rende noto Donato Capece, segretario del Sappe (Sindacato autonomo di polizia penitenziaria). A Pisa ci sono oltre 400 detenuti per una capienza massima di poco più di 200. Lunedì sera circa 150 detenuti della sezione giudiziaria avevano protestato per la mancanza d'acqua e, dopo aver battuto oggetti contro le sbarre, hanno incendiato corredi, suppellettili ed effetti personali lanciandoli nei corridoi insieme a escrementi e bottiglie. E ora la replica. «Dopo i fatti di ieri sera - aggiunge Capece - la direzione della struttura ha individuato 30 detenuti tra i più facinorosi e sta valutando di spostarli in altre carceri». In generale, spiega il Sappe, la situazione penitenziaria in Italia è sempre più incandescente. «Ogni giorno - afferma Capece - registriamo manifestazioni e proteste di detenuti sempre più violente». Dura presa di posizione anche da parte della Cisl-Fns che parla di una violenta protesta. «Almeno un'ottantina di detenuti si sono barricati nel cortile, ma in effetti sono meno di trenta quelli che hanno fomentato i disordini». Il sindacato ha chiesto all'amministrazione penitenziaria di intervenire con urgenza, riducendo intanto il numero dei detenuti del Don Bosco e in particolare allontanando coloro che si sono resi protagonisti delle azioni che hanno innescato i disordini. «Il personale - scrive il sindacato, perlando di situazione ormai intollerabile - non può continuare ad operare in queste condizioni».
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