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Pisa

PISA

Nove milioni per riaprire l'Incile

Carlo Venturini
La zona interessata dal progetto di collegamento tra Arno e Navicelli
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La zona interessata dal progetto di collegamento tra Arno e Navicelli

Il progetto della riapertura dell'Incile procede, ed entro il 15 settembre, la Olt, la società che posizionerà la nave gasiera a 12 miglia dalla costa pisana e livornese, dovrà presentare il progetto definitivo per la riapertura del canale dell'Incile che metterà in comunicazione l'Arno col Canale dei Navicelli

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PISA. Il progetto della riapertura dell'Incile procede, ed entro il 15 settembre, la Olt, la società che posizionerà la nave gasiera a 12 miglia dalla costa pisana e livornese, dovrà presentare il progetto definitivo per la riapertura del canale dell'Incile che metterà in comunicazione l'Arno col Canale dei Navicelli. Il costo dei lavori è salito a 9 milioni di euro, dai 7 preannunciati.

Intanto però, Comune e Provincia i loro passi li stanno facendo. A Palazzo Gambacorti l'assessore ai lavori pubblici Andrea Serfogli dice: «Sono già partiti i lavori e le indagini batimetriche così come sono in corso, le analisi dei fanghi dell'Incile». Le indagini batimetriche servono a stabilire i livelli e gli intervalli di innalzamento dell'Arno, cosa fondamentale per l'apertura del canale. Così come è fondamentale stabilire se i fanghi dell'incile presentano elementi di inquinamento o di tossicità, cosa questa che complicherebbe la questione dello smaltimento degli stessi.

Serfogli dunque ora fa il punto sulla scaletta dei tempi che ci separano dalla riapertura del canale. «Entro e non oltre il 15 settembre - anticipa Serfogli - dovranno essere presentati sia gli studi batimentrici che le analisi dei fanghi visto e considerato che proprio in quella data, si terrà la riunione della conferenza dei servizi a cui parteciperanno circa una ventina di soggetti istituzionali».

Di queste riunioni della conferenza dei servizi, i cittadini ricordano quelle sfibranti per il porto di Marina di Pisa che fu «discusso» per circa 30 anni. «No, - tranquillizza Serfogli - i tempi saranno molto più brevi». Veniamo alla tempistica dunque. La riunione del 15 settembre da parte della conferenza dei servizi, sarà la prima di una serie di incontri che dovranno svolgersi nell'arco di 2- 3 mesi al massimo.

«A gennaio 2010 - dice Serfogli - ci dovrà essere l'ok definitivo sul progetto presentato dalla Olt, dopo di che partiranno le procedure per l'appalto dei lavori, un appalto che dovrebbe prevedere una gara internazionale».
Una volta affidati i lavori esecutivi alla ditta aggiudicatrice dell'appalto, i cantieri dovrebbero aprire i battenti a settembre del 2010.

Sul progetto della riapertura dell'Incile e quindi sulla sua realizzazione, ci sono forti pressioni per il rispetto della tempistica da parte della stessa Olt che non potrà posizionare la nave gasiera al largo delle coste pisane e livornesi, finché non sarà realizzato il nuovo Incile.
Per i lavori da eseguire, la riapertura del canale dell'Incile sarà realizzata con una doppia porta vinciana non a scorrimento bensì «ad apertura», sistema questo economico ma che costerà di più per la manutenzione visto il rischio che le porte si infanghino col tempo. Accanto a questa opera, verrà innalzato il ponticello che è sulla via Livornese fino a portarlo a circa 1,80 metri. Poi sarà la volta della costruzione di una rotonda sul viale D'Annunzio che rivoluzionerà il traffico vicino alla città.

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