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pisa
Dall'arrivo dell'euro cresciuti del 68 per cento i debiti delle famiglie
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Le famiglie pisane sono sempre più indebitateSecondo la Cgia di Mestre, i nuclei della nostra provincia devono fare fronte a impieghi medi per oltre 16.300 euro
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PISA. Dal primo gennaio del 2002 - data d'introduzione dell'euro - al 31 dicembre del 2008 l'indebitamento delle famiglie a Pisa e provincia è cresciuto del 68,01%, portandosi a un valore medio di 16.331,72 euro. È quanto emerge da un'analisi elaborata su dati della Banca d'Italia e curata dall'ufficio studi della Cgia di Mestre, associazione di artigiani e piccole imprese. A Pisa e provincia il valore medio dei debiti delle famiglie - riferito al 31 dicembre scorso - è superiore al dato nazionale che si ferma a circa 15mila euro - per la precisione a 15.067,6 - eppure l'incremento percentuale dal 2002 è stato inferiore: il 68,01% contro l'81,28%.
Nella classifica degli impieghi per famiglia, la provincia di Pisa si colloca in Italia al 33º posto, preceduta da Prato, che è addirittura al 6º posto con 19.902,06 euro, da Firenze al 16º (17.792,52 euro), da Siena al 23º (17.232 euro) e da Pistoia al 27º (16.837,11 euro).
Hanno meno debiti la provincia di Lucca, che con 15.104,83 euro a famiglia si colloca al 40º posto, quella di Livorno (14.694,26 euro) al 44º, quella di Arezzo (13.095,76 euro) al 51º, quella di Grosseto (12.339,91 euro) al 63º, quella di Massa Carrara (12.008,55 euro) al 71º.
Come interpretare questi dati? Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre, fornisce un'analisi generale: «Le province più indebitate sono quelle che presentano anche i livelli di reddito più elevati. È chiaro che tra queste famiglie in difficoltà ci sono molti nuclei appartenenti alle fasce sociali più deboli. Tuttavia appare evidente che la forte esposizione di queste realtà, soprattutto a fronte di significativi investimenti avvenuti negli anni scorsi nel settore immobiliare, ci deve preoccupare relativamente».
«Altra cosa - prosegue Bortolussi - è quando analizziamo la variazione di crescita dell'indebitamento medio registrato tra il 2002 e il 2008. Molte realtà provinciali sono al di sopra del dato medio e questo aumento, probabilmente è legato all'aggravarsi della crisi economica che ha indotto molte famiglie a ricorrere a prestiti bancari per affrontare una situazione difficile».
Comunque, non sembra essere il caso di Pisa dove la crescita dell'indebitamento medio è inferiore di circa 13 punti percentuali alla media nazionale e colloca la nostra provincia alla 66ª posizione in Italia.
È pur vero che il discorso cambia nel confronto con le altre province toscane, in quanto al primo posto nella graduatoria regionale troviamo Grosseto dove dall'introduzione dell'euro al 31 dicembre del 2008 l'incremento è stato del 70,73% - 58ª posizione in Italia - e al secondo Pisa (66º posto a livello nazionale). Seguono Pistoia (+63,43% al 76º posto nazionale), Prato (+62,53% al 77º), Firenze (+62,03% al 78º), Arezzo (+61,59 al 79º). Seguono Siena (+59,98% all'88 posto), Lucca (+56,34% al 92º posto), Livorno (+54,54% al 95º posto), Massa Carrara (+51,72% al 99º posto).
Non è dunque toscano il record della crescita del debito delle famiglie dal 1º gennaio 2002 al 31 dicembre 2008, bensì della provincia di Chieti: +177,85%. Seguono Piacenza con un aumento del 117,01%, Reggio Emilia con +115,76, Caserta con +115,53 e Napoli con +110,78%. Chiude la classifica Bolzano (+42,76%) e Potenza (+39,37%).
Tornando ai valori assoluti, i debiti maggiori sono a carico delle famiglie di Lodi (20.960,45 euro), seguite da quelle di Roma (20.953,6 euro), di Milano (20.857,3 euro) e di Trento (20.750,8 euro). Seguono Reggio Emilia (20.105,4 euro), Prato (19.902,06 euro).
Secondo l'analisi dell'ufficio studi della Cgia di Mestre fatta sui dati della Banca d'Italia, a vivere con minore ansia la preoccupazione di un debito da onorare nei confronti degli istituti di credito e degli istituti finanziari sono le famiglie sarde, in particolare quelle residenti nella provincia di Olbia-Tempio (3.259,5 euro il debito medio al 31 dicembre 2008), di Medio Campidano (3.053,9 euro), di Ogliastra (2.950,9 euro) e infine quelle di Carbonia-Iglesias (2.867,9 euro).
Nella classifica degli impieghi per famiglia, la provincia di Pisa si colloca in Italia al 33º posto, preceduta da Prato, che è addirittura al 6º posto con 19.902,06 euro, da Firenze al 16º (17.792,52 euro), da Siena al 23º (17.232 euro) e da Pistoia al 27º (16.837,11 euro).
Hanno meno debiti la provincia di Lucca, che con 15.104,83 euro a famiglia si colloca al 40º posto, quella di Livorno (14.694,26 euro) al 44º, quella di Arezzo (13.095,76 euro) al 51º, quella di Grosseto (12.339,91 euro) al 63º, quella di Massa Carrara (12.008,55 euro) al 71º.
Come interpretare questi dati? Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre, fornisce un'analisi generale: «Le province più indebitate sono quelle che presentano anche i livelli di reddito più elevati. È chiaro che tra queste famiglie in difficoltà ci sono molti nuclei appartenenti alle fasce sociali più deboli. Tuttavia appare evidente che la forte esposizione di queste realtà, soprattutto a fronte di significativi investimenti avvenuti negli anni scorsi nel settore immobiliare, ci deve preoccupare relativamente».
«Altra cosa - prosegue Bortolussi - è quando analizziamo la variazione di crescita dell'indebitamento medio registrato tra il 2002 e il 2008. Molte realtà provinciali sono al di sopra del dato medio e questo aumento, probabilmente è legato all'aggravarsi della crisi economica che ha indotto molte famiglie a ricorrere a prestiti bancari per affrontare una situazione difficile».
Comunque, non sembra essere il caso di Pisa dove la crescita dell'indebitamento medio è inferiore di circa 13 punti percentuali alla media nazionale e colloca la nostra provincia alla 66ª posizione in Italia.
È pur vero che il discorso cambia nel confronto con le altre province toscane, in quanto al primo posto nella graduatoria regionale troviamo Grosseto dove dall'introduzione dell'euro al 31 dicembre del 2008 l'incremento è stato del 70,73% - 58ª posizione in Italia - e al secondo Pisa (66º posto a livello nazionale). Seguono Pistoia (+63,43% al 76º posto nazionale), Prato (+62,53% al 77º), Firenze (+62,03% al 78º), Arezzo (+61,59 al 79º). Seguono Siena (+59,98% all'88 posto), Lucca (+56,34% al 92º posto), Livorno (+54,54% al 95º posto), Massa Carrara (+51,72% al 99º posto).
Non è dunque toscano il record della crescita del debito delle famiglie dal 1º gennaio 2002 al 31 dicembre 2008, bensì della provincia di Chieti: +177,85%. Seguono Piacenza con un aumento del 117,01%, Reggio Emilia con +115,76, Caserta con +115,53 e Napoli con +110,78%. Chiude la classifica Bolzano (+42,76%) e Potenza (+39,37%).
Tornando ai valori assoluti, i debiti maggiori sono a carico delle famiglie di Lodi (20.960,45 euro), seguite da quelle di Roma (20.953,6 euro), di Milano (20.857,3 euro) e di Trento (20.750,8 euro). Seguono Reggio Emilia (20.105,4 euro), Prato (19.902,06 euro).
Secondo l'analisi dell'ufficio studi della Cgia di Mestre fatta sui dati della Banca d'Italia, a vivere con minore ansia la preoccupazione di un debito da onorare nei confronti degli istituti di credito e degli istituti finanziari sono le famiglie sarde, in particolare quelle residenti nella provincia di Olbia-Tempio (3.259,5 euro il debito medio al 31 dicembre 2008), di Medio Campidano (3.053,9 euro), di Ogliastra (2.950,9 euro) e infine quelle di Carbonia-Iglesias (2.867,9 euro).
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