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Caccia all'avvelenatore di cani

Antonio Scuglia
Rambo, uno dei cani avvelenati a Filettole nei giorni scorsi
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Rambo, uno dei cani avvelenati a Filettole nei giorni scorsi

C'è un maniaco che ammazza i cani con le polpette avvelenate. O meglio, tenta di ammazzarli: finora, le due vittime accertate se la sono cavata. E ora è aperta la caccia all'assassino di queste povere bestiole

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PISA. C'è un maniaco che ammazza i cani con le polpette avvelenate. O meglio, tenta di ammazzarli: finora, le due vittime accertate se la sono cavata.
E ora è aperta la caccia all'assassino di queste povere bestiole, che agisce con lo stesso veleno usato due anni fa da un altro individuo che uccise almeno tre cani a San Giuliano, e che per ora è rimasto impunito nonostante le indagini e le "taglie" offerte da cittadini e associazioni. La sostanza usata è la metaldeide, il principio attivo della "lumachina", ovvero il veleno usato per combattere le lumache.

Il nuovo allarme è iniziato giovedì scorso: quando la signora Antonella Nencini ha trovato Rambo, ha subito capito che qualcosa non andava. Il suo sguardo era quello dei cani quando non capiscono e non sanno che possono aver ragione a non capire. Ma non era una citazione di Calvino che avrebbe potuto salvare Rambo, ed è subito scattato l'allarme: Maria Chiara Bartalini e Amerigo Salvadori lo hanno immediatamente trasferito in una clinica veterinaria dove i sospetti hanno preso la forma della peggiore realtà nella diagnosi di grave avvelenamento da metaldeide.
Un intervento chirurgico e le appropriate terapie hanno salvato la vita di questo meticcio tigrato che vive da oltre 10 anni a Filettole, capitato da chissà dove già da cucciolo e adottato da Gino Bertini, un pensionato, fino alla sua scomparsa. Da allora Rambo è un "cane di quartiere "e come tale registrato, assicurato ed amato da tutti, o quasi.

A Filettole, duemila abitanti, quasi ogni famiglia ha un animale in casa, o più di uno. Per questo i protagonisti di questa cronaca minima si chiamano per nome e sono pronti alla solidarietà che in una comunità serena è spontanea ed estesa a tutti gli affetti, non solo umani. Rambo adesso sta bene ed è tornato in paese; una colletta aiuterà a coprire i mille euro che sono stati necessari per le sue cure. Purtroppo venerdì un altro cane, Snoopy, di Piero Rossi, è stato avvelenato con le stesse modalità ed anch'esso fortunatamente salvato dal proprietario.
I fatti sono stati denunciati ai carabinieri di Migliarino con la speranza che si possa risalire al responsabile. L'ultimo precedente in zona risale al novembre 2007: tre uccisioni in pochi giorni con le polpette avvelenate. Non si trattava di cani randagi ma tutti con un padrone, colpevoli solo di appartenere a qualcuno a cui si voleva fare un torto, o forse di vivere dove il killer poteva più facilmente raggiungerli. Nei giorni successivi alle tre uccisioni, nelle esche avvelenate furono trovate dall'Usl le tracce della metaldeide usata dall'ignoto maniaco. Drammatico il racconto della morte di Becky, un piccolo cocker di tre anni: la padrona andando a comprare il pane, non si accorgeva che Becky la stava seguendo recandosi verso il parco dei Pini come era suo solito fare, per poi rivederlo al momento del ritorno a casa. La donna lo faceva entrare, ma verso le 17 si accorgeva che il cane era agonizzante. Il veterinario lo indirizzava a una clinica veterinaria, dove veniva portato il boccone di cibo rigettato: prosciutto, croste di formaggio e residui di un lumachicida, la metaldeide. Il giorno seguente, Becky moriva. «Il cane - dichiarò il proprietario ai carabinieri - lo tenevo da circa tre anni e non mi ha mai creato problemi con vicini di casa, in quanto era molto ubbidiente». Inoffensivo, buono, fiducioso (troppo) negli uomini, come i due cani di Filettole che sono stati più fortunati. Ma per scatenare i maniaci non c'è bisogno che un cane dia noia: come spiegava una bellissima poesia di Trilussa spesso, in fatto di molestia, l'uomo è più bestia della bestia. E pensare che a Pisa un cane è stato addirittura presidente (per quanto onorario) della squadra di calcio!

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di Redazione Pisa