Sicurezza
Si uccide a sedici anni
◗
L’ingresso del pronto soccorso del Santa ChiaraÈ morta al Santa Chiara la mattina di Ferragosto. Chiara (il nome è di fantasia), 16 anni, di Vicopisano, potrebbe essersi uccisa ingerendo medicinali. Forse antidepressivi trovati in casa. O del metadone, solitamente usato dai genitori, entrambi con problemi di tossicodipendenza
3 MINUTI DI LETTURA
PISA. È morta al Santa Chiara la mattina di Ferragosto. Chiara (il nome è di fantasia), 16 anni, di Vicopisano, potrebbe essersi uccisa ingerendo medicinali. Forse antidepressivi trovati in casa. O del metadone, solitamente usato dai genitori, entrambi con problemi di tossicodipendenza. Lo chiarirà l'autopsia. Ma i sintomi che presentava quando l'hanno portata all'ospedale sembravano chiari.
Sedici anni, l'età della spensieratezza, dei sogni, dei primi amori. Non era così per Chiara che si è trovata a vivere, suo malgrado, un'adolescenza complicata. Era sempre in mezzo a difficoltà più grandi di lei. Era stato così fin da quando era una bambina. Negli ultimi tempi la ragazzina non mangiava, aveva lasciato la scuola e cominciato a frequentare un gruppo religioso. Soffriva di quel male di vivere che non perdona a qualsiasi età. Giovedì sera è andata a dormire a casa della nonna, che abita nello stesso edificio della sua famiglia. Nel silenzio della sua cameretta ha messo in atto il più terribile dei pensieri. Ha scritto una lettera: poche parole per gridare il suo bisogno d'amore. Si è poi stesa nel letto per abbandonarsi a un sonno profondo. Non si è più svegliata. A trovarla in coma irreversibile, la mattina successiva, è stata la madre. Poco prima non aveva risposto alla nonna entrata in camera per invitarla a svegliarsi. Poi i genitori sono andati nella stanza per capire come mai non si alzava. Chiara non poteva più sentire le loro voci. Aveva perso conoscenza, era in condizioni disperate. La famiglia ha chiesto aiuto al 118. Un'ambulanza l'ha trasportato all'ospedale di Pisa. I medici non hanno dato speranze. Aveva sintomi precisi che facevano pensare all'ingerimento di farmaci o sostanze a lei fatali. Sembrava addirittura vittima di una overdose. E' iniziata una lunga attesa, la speranza di un miracolo. Che non c'è stato. Sabato mattina alle 8 il cuore di Chiara si è fermato per sempre.
La salma è stata trasferita a medicina legale. Sarà l'autopsia a dire cosa l'ha uccisa. Lo chiede la Procura che ha aperto un'inchiesta. Sul corpo della ragazzina non ci sono segni di violenza. La lettera lasciata ai genitori, i sintomi e i racconti dei familiari fanno pensare che si sia uccisa. «Rischio di morire, ho bisogno d'amore e di attenzione», avrebbe scritto nella lettera. Non sono stati trovati flaconi e confezioni di farmaci che la vittima potrebbe avere ingerito. I carabinieri sono rimasti a lungo nella casa con la nonna e i genitori della vittima. Mancherebbero dei farmaci per la depressione che la madre dice di avere visto per l'ultima volta nella camera della figlia. I genitori di Chiara hanno entrambi problemi di tossicodipendenza: non si esclude che la figlia possa avere fatto un cocktail di sostanze trovate in casa.
Sabrina Chiellini
Sedici anni, l'età della spensieratezza, dei sogni, dei primi amori. Non era così per Chiara che si è trovata a vivere, suo malgrado, un'adolescenza complicata. Era sempre in mezzo a difficoltà più grandi di lei. Era stato così fin da quando era una bambina. Negli ultimi tempi la ragazzina non mangiava, aveva lasciato la scuola e cominciato a frequentare un gruppo religioso. Soffriva di quel male di vivere che non perdona a qualsiasi età. Giovedì sera è andata a dormire a casa della nonna, che abita nello stesso edificio della sua famiglia. Nel silenzio della sua cameretta ha messo in atto il più terribile dei pensieri. Ha scritto una lettera: poche parole per gridare il suo bisogno d'amore. Si è poi stesa nel letto per abbandonarsi a un sonno profondo. Non si è più svegliata. A trovarla in coma irreversibile, la mattina successiva, è stata la madre. Poco prima non aveva risposto alla nonna entrata in camera per invitarla a svegliarsi. Poi i genitori sono andati nella stanza per capire come mai non si alzava. Chiara non poteva più sentire le loro voci. Aveva perso conoscenza, era in condizioni disperate. La famiglia ha chiesto aiuto al 118. Un'ambulanza l'ha trasportato all'ospedale di Pisa. I medici non hanno dato speranze. Aveva sintomi precisi che facevano pensare all'ingerimento di farmaci o sostanze a lei fatali. Sembrava addirittura vittima di una overdose. E' iniziata una lunga attesa, la speranza di un miracolo. Che non c'è stato. Sabato mattina alle 8 il cuore di Chiara si è fermato per sempre.
La salma è stata trasferita a medicina legale. Sarà l'autopsia a dire cosa l'ha uccisa. Lo chiede la Procura che ha aperto un'inchiesta. Sul corpo della ragazzina non ci sono segni di violenza. La lettera lasciata ai genitori, i sintomi e i racconti dei familiari fanno pensare che si sia uccisa. «Rischio di morire, ho bisogno d'amore e di attenzione», avrebbe scritto nella lettera. Non sono stati trovati flaconi e confezioni di farmaci che la vittima potrebbe avere ingerito. I carabinieri sono rimasti a lungo nella casa con la nonna e i genitori della vittima. Mancherebbero dei farmaci per la depressione che la madre dice di avere visto per l'ultima volta nella camera della figlia. I genitori di Chiara hanno entrambi problemi di tossicodipendenza: non si esclude che la figlia possa avere fatto un cocktail di sostanze trovate in casa.
Sabrina Chiellini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
