La manifestazione
TIRRENIA
Pista ciclabile pericolosa
Donatella Lascar
La pista ciclabile sul litorale è pericolosa e poco frequentata. Come dire che così com'è non va bene: insomma, va ripensata. Questo parere è pressoché unanime sul litorale. Il tratto sotto accusa è quello che va dalla piazza centrale di Tirrenia verso il Calambrone
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TIRRENIA. La pista ciclabile sul litorale è pericolosa e poco frequentata. Come dire che così com'è non va bene: insomma, va ripensata. Questo parere è pressoché unanime sul litorale. Il tratto sotto accusa è quello che va dalla piazza centrale di Tirrenia verso il Calambrone. Già due anni fa ci fu una mobilitazione generale con una raccolta di firme, più di tremila, tra residenti, turisti e commercianti.
Gli appelli vennero consegnati nelle mani dell'allora presidente della circoscrizione 1, Paolo Cognetti, a cui però non seguì niente di fatto. Ma è anche vero che i sei chilometri di pista sono accompagnati da considerazioni e problematiche diverse a seconda di dove ci troviamo. Infatti, nel primo tratto, quello che va dalla piazza al ristorante La Terrazza, le lamentele non sono tanto legate alla viabilità, in quanto dopo la realizzazione della carreggiata centrale per l'immissione negli stabilimenti il traffico scorre abbastanza agevolmente, ma per la pericolosità della pista in sé.
Nel momento in cui un automobilista si appresta ad uscire da un bagno non può permettersi nessuna distrazione. L'investimento di un ignaro ciclista che si trova a passare in quel momento può essere sempre in agguato. Questa è una considerazione espressa da Annamaria Picchiotti, una delle titolari della concessione del bagno Europa, che ha anche affermato di non avere niente in contrario alla pista ciclabile, anzi le piace, ma che probabilmente doveva essere realizzata in un altro modo, magari invece che sul lato mare, dove ci sono le uscite dei bagni, sul lato case.
Ilaria Tomei invece, titolare della concessione del bagno Rosa, sottolinea un altro aspetto, il poco utilizzo da parte dei ciclisti di questa pista. «Questo litorale è frequentato da pisani o da livornesi - afferma la Tomei - e quindi arrivano tutti con la macchina. Una pista ciclabile ha più senso in una località che si caratterizza per un turismo stanziale che quindi utilizza la bicicletta per muoversi più liberamente e oltretutto quei pochi ciclisti che si avventurano da queste parti, usano la strada e non la ciclabile. Forse non si sentono sicuri?».
La stessa cosa è stata rilevata anche da Sergio Sighieri, titolare del bagno Tirrenia e presidente degli stabilimenti balneari della Fiba (Federazione Italiana Associazione Balneari) Confesercenti. «È vero - dice-, molti ciclisti non usano la pista forse perché non si sentono sicuri. Ho riscontrato invece che il tratto che va dal bagno Lido di Tirrenia alla piazza, dove la pista è stata realizzata allargando il marciapiede, i ciclisti la usano molto di più. Probabilmente incute maggiore sicurezza».
La pericolosità della pista ciclabile è stata sottolienata anche ultimamente in una interpellanza del consigliere comunale Maffi del Pdl.
Gli appelli vennero consegnati nelle mani dell'allora presidente della circoscrizione 1, Paolo Cognetti, a cui però non seguì niente di fatto. Ma è anche vero che i sei chilometri di pista sono accompagnati da considerazioni e problematiche diverse a seconda di dove ci troviamo. Infatti, nel primo tratto, quello che va dalla piazza al ristorante La Terrazza, le lamentele non sono tanto legate alla viabilità, in quanto dopo la realizzazione della carreggiata centrale per l'immissione negli stabilimenti il traffico scorre abbastanza agevolmente, ma per la pericolosità della pista in sé.
Nel momento in cui un automobilista si appresta ad uscire da un bagno non può permettersi nessuna distrazione. L'investimento di un ignaro ciclista che si trova a passare in quel momento può essere sempre in agguato. Questa è una considerazione espressa da Annamaria Picchiotti, una delle titolari della concessione del bagno Europa, che ha anche affermato di non avere niente in contrario alla pista ciclabile, anzi le piace, ma che probabilmente doveva essere realizzata in un altro modo, magari invece che sul lato mare, dove ci sono le uscite dei bagni, sul lato case.
Ilaria Tomei invece, titolare della concessione del bagno Rosa, sottolinea un altro aspetto, il poco utilizzo da parte dei ciclisti di questa pista. «Questo litorale è frequentato da pisani o da livornesi - afferma la Tomei - e quindi arrivano tutti con la macchina. Una pista ciclabile ha più senso in una località che si caratterizza per un turismo stanziale che quindi utilizza la bicicletta per muoversi più liberamente e oltretutto quei pochi ciclisti che si avventurano da queste parti, usano la strada e non la ciclabile. Forse non si sentono sicuri?».
La stessa cosa è stata rilevata anche da Sergio Sighieri, titolare del bagno Tirrenia e presidente degli stabilimenti balneari della Fiba (Federazione Italiana Associazione Balneari) Confesercenti. «È vero - dice-, molti ciclisti non usano la pista forse perché non si sentono sicuri. Ho riscontrato invece che il tratto che va dal bagno Lido di Tirrenia alla piazza, dove la pista è stata realizzata allargando il marciapiede, i ciclisti la usano molto di più. Probabilmente incute maggiore sicurezza».
La pericolosità della pista ciclabile è stata sottolienata anche ultimamente in una interpellanza del consigliere comunale Maffi del Pdl.
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