Il dolore
Rifiuti
«Serve la raccolta a domicilio»
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Paolo Marconcini (Geofor) e sacchetti della spazzatura lasciati fuori dei cassonettiCon il Comune stiamo pensando a un sistema "porta a porta" innovativo rivolto ai commercianti
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PISA. Una ricetta per risolvere - o almeno attenuare - il problema di rifiuto selvaggio a Pisa. La indica Paolo Marconcini, sindaco di Pontedera fino ad alcune settimane fa, ora presidente della Geofor, società che si occupa di raccolta e smaltimento della spazzatura in provincia.
Tavolo tecnico. Marconcini ricorda che c'è «un tavolo tecnico permanente di osservazione con capacità operative». A Pisa «le competenze di Geofor non riguardano lo spazzamento delle strade e delle piazzole affidate dal Comune a un'altra azienda, ma lo svuotamento dei cassonetti e lo smaltimento. Questo modello di concertazione sarà applicato nei principali comuni e nei territori serviti». Il tavolo pisano «si è già riunito, sono stati stabiliti interventi comuni di verifica, sono state fatte analisi e discussi orientamenti». È emersa «la necessità di un monitoraggio attento delle varie postazioni e del servizio. Geofor è impegnata a diminuire ed eliminare i disservizi. I passaggi concordati con il Comune per i rifiuti solidi urbani sono tre al giorno nelle fasce orarie 6/12, 13/19, 20.30/2.30. Per la carta il servizio viene effettuato nelle fasce orarie 6/12, 13/19 e 20.30/2.30».
Isole ecologiche. Il presidente di Geofor ribadisce l'impegno per la riqualificazione e l'informatizzazione (entro fine anno) di due isole ecologiche - via Pindemonte e le Giunchiglie - e la realizzazione di tre nuove isole.
«Allo studio - dice Marconcini - c'è un sistema che consente ai cittadini di avere una card personalizzata che registra il conferimento dei rifiuti e consente di usufruire di uno sconto sul pagamento della tassa dei rifiuti. Ciò dovrebbe alleggerire anche la presenza dei rifiuti ingombranti in città, per i quali è stato disposto per Pisa e gli altri comuni serviti da Geofor un termine massimo di ritiro di 10 giorni contro gli attuali 30».
Cassonetti. Nel centro storico - ricorda il presidente di Geofor - «è emersa la difficoltà legata al numero e alla capienza dei cassonetti. D'altra parte, in città c'è stato un referendum che ha respinto l'uso del "porta a porta", certamente più consono per quel tipo di strade e di quartieri. Con il Comune stiamo studiando un tipo di raccolta domiciliare rivolto ai commercianti che alleggerisca il carico dei rifiuti».
Il quesito. Poi Marconcini pone una domanda: «In quella parte limitata del centro storico non sarebbe più opportuno riunificare il servizio di ritiro e spazzamento dei rifiuti? Geofor ha avanzato una nuova richiesta al Comune».
I costi. Pisa - sottolinea ancora il presidente - «spende per lo smaltimento oltre 12 milioni di euro all'anno, una cifra pro capite di 140 euro circa, non di molto superiore a quella degli altri comuni serviti da Geofor. Il problema è che i residenti di Pisa sono circa 90mila, ma gli utenti della città sono quasi il doppio. Modena, i cui servizi di smaltimento stiamo osservando, ha 180.000 abitanti effettivi, alcuni servizi di porta a porta, ma soprattutto molte più isole ecologiche, una differenziata oltre il 40% e, tra le varie strutture di smaltimento, un termovalorizzatore di 250.000 tonnellate annue, che rappresenta il quintuplo del nostro. Modena spende quasi il doppio del nostro Comune per lo smaltimento, ma non molto di più a livello di spesa pro-capite. A Pisa occorrerebbero ancora più servizi, cassonetti, etc., ma la platea impositiva non può certo concorrere alla spesa necessaria per il doppio. Allora occorre pensare anche a politiche innovative e richiamare il senso civico per fronteggiare una situazione non facile».
Tavolo tecnico. Marconcini ricorda che c'è «un tavolo tecnico permanente di osservazione con capacità operative». A Pisa «le competenze di Geofor non riguardano lo spazzamento delle strade e delle piazzole affidate dal Comune a un'altra azienda, ma lo svuotamento dei cassonetti e lo smaltimento. Questo modello di concertazione sarà applicato nei principali comuni e nei territori serviti». Il tavolo pisano «si è già riunito, sono stati stabiliti interventi comuni di verifica, sono state fatte analisi e discussi orientamenti». È emersa «la necessità di un monitoraggio attento delle varie postazioni e del servizio. Geofor è impegnata a diminuire ed eliminare i disservizi. I passaggi concordati con il Comune per i rifiuti solidi urbani sono tre al giorno nelle fasce orarie 6/12, 13/19, 20.30/2.30. Per la carta il servizio viene effettuato nelle fasce orarie 6/12, 13/19 e 20.30/2.30».
Isole ecologiche. Il presidente di Geofor ribadisce l'impegno per la riqualificazione e l'informatizzazione (entro fine anno) di due isole ecologiche - via Pindemonte e le Giunchiglie - e la realizzazione di tre nuove isole.
«Allo studio - dice Marconcini - c'è un sistema che consente ai cittadini di avere una card personalizzata che registra il conferimento dei rifiuti e consente di usufruire di uno sconto sul pagamento della tassa dei rifiuti. Ciò dovrebbe alleggerire anche la presenza dei rifiuti ingombranti in città, per i quali è stato disposto per Pisa e gli altri comuni serviti da Geofor un termine massimo di ritiro di 10 giorni contro gli attuali 30».
Cassonetti. Nel centro storico - ricorda il presidente di Geofor - «è emersa la difficoltà legata al numero e alla capienza dei cassonetti. D'altra parte, in città c'è stato un referendum che ha respinto l'uso del "porta a porta", certamente più consono per quel tipo di strade e di quartieri. Con il Comune stiamo studiando un tipo di raccolta domiciliare rivolto ai commercianti che alleggerisca il carico dei rifiuti».
Il quesito. Poi Marconcini pone una domanda: «In quella parte limitata del centro storico non sarebbe più opportuno riunificare il servizio di ritiro e spazzamento dei rifiuti? Geofor ha avanzato una nuova richiesta al Comune».
I costi. Pisa - sottolinea ancora il presidente - «spende per lo smaltimento oltre 12 milioni di euro all'anno, una cifra pro capite di 140 euro circa, non di molto superiore a quella degli altri comuni serviti da Geofor. Il problema è che i residenti di Pisa sono circa 90mila, ma gli utenti della città sono quasi il doppio. Modena, i cui servizi di smaltimento stiamo osservando, ha 180.000 abitanti effettivi, alcuni servizi di porta a porta, ma soprattutto molte più isole ecologiche, una differenziata oltre il 40% e, tra le varie strutture di smaltimento, un termovalorizzatore di 250.000 tonnellate annue, che rappresenta il quintuplo del nostro. Modena spende quasi il doppio del nostro Comune per lo smaltimento, ma non molto di più a livello di spesa pro-capite. A Pisa occorrerebbero ancora più servizi, cassonetti, etc., ma la platea impositiva non può certo concorrere alla spesa necessaria per il doppio. Allora occorre pensare anche a politiche innovative e richiamare il senso civico per fronteggiare una situazione non facile».
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