Il Tirreno

Pisa

scontro sul web dopo lite in piazza delle Vettovaglie

Accusati di razzismo su Internet

Carlo Palotti
Controlli dei carabinieri in piazza delle Vettovaglie
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Controlli dei carabinieri in piazza delle Vettovaglie

A volte piazza delle Vettovaglie, in pieno centro storico, fa da scenario a liti e risse. Ora invece, il diverbio è sul web, fatto di accuse che denunciano intolleranza contro ubriachi o tossici o addirittura razzismo contro i meridionali.

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PISA. A volte piazza delle Vettovaglie, in pieno centro storico, fa da scenario a liti e risse. Ora invece, il diverbio è sul web, fatto di accuse che denunciano intolleranza contro ubriachi o tossici o addirittura razzismo contro i meridionali.
E che, per qualche scorrettezza (pubblicazione di foto e nomi in specie di gogna virtuale) sta diventando anche un caso legale con la presentazione di querele.
Tutto nasce da un gruppo su Facebook che già nel titolo propone il boicottaggio di un locale della piazza. La pagina ha già raccolto oltre 710 iscrizioni e un centinaio di commenti. Il post iniziale, anonimo, è del 28 luglio. Racconta di una sera d'estate (domenica 26 luglio, nda) quando in piazza delle Vettovaglie sarebbe avvenuto un episodio d'intolleranza (che però alcuni testimoni - con nome e cognome - confermano). Un uomo, chiaramente ubriaco, si aggira tra i tavolini di un locale e i proprietari sarebbero intervenuti cacciandolo a male parole. Assistono due giovani e il loro interessamento avrebbe provocato la reazione degli stessi proprietari che si sarebbero lasciati andare a offese contro i meridionali, fino a scaturire in momenti di tensione che hanno fatto sfiorare lo scontro fisico.
Dalla pubblicazione di questo racconto, sulla pagina di Facebook si scatena il dibattito. Ognuno dice la sua, a volta con foga e in modo offensivo, altri prendono le distanze dalla gogna virtuale. Poi il tam tam della rete porta altri siti a parlarne. Ed è a questo punto che interviene l'avvocato Tommaso Azzaro a tutela dei proprietari del locale.
«Con i miei assistiti - ci dice al telefono - abbiamo deciso di procedere con sei querele verso un sito toscano, l'amministratore della pagina di Facebook e altre persone per le frasi ingiuriose in alcuni commenti lasciati sulla questione». Anche perché, fa notare il legale, «oltre alle frasi pubblicate su Facebook, alcuni hanno scritto sulle email private dei miei clienti offese e minacce».
Insomma, per il numero delle persone intervenute, per la perentorietà dei giudizi e per l'episodio di intolleranza - se corrispondente al vero - raccontato, quello di piazza delle Vettovaglie è un altro caso che fa discutere molti giovani in città. Ma che apre anche interrogativi inquietanti di come la rete possa trasformarsi in un'arma per danneggiare qualcuno, oppure come potente mezzo di denuncia.

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