Il Tirreno

Pisa

CASCINA. Da cinque mesi non percepiscono lo stipendio

Gli operai bloccano i cancelli

Manolo Morandini
Il presidio davanti ai cancelli della fabbrica Bulleri
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Il presidio davanti ai cancelli della fabbrica Bulleri

Stop al camion venuto dalla Polonia per caricare un macchinario. Alla Bulleri i 39 lavoratori continuano il presidio dello stabilimento. La proprietà ha messo in liquidazione l'azienda e ha avvviato la procedura di concordato preventivo per scongiurare il fallimento

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CASCINA. Stop al camion venuto dalla Polonia per caricare un macchinario. Alla Bulleri i 39 lavoratori continuano il presidio dello stabilimento. La proprietà ha messo in liquidazione l'azienda e ha avvviato la procedura di concordato preventivo per scongiurare il fallimento.
Sono intervenuti anche i carabinieri, chiamati dai lavoratori, per evitare che la situazione potesse incendiarsi. L'imprenditore polacco è venuto a Cascina per prendersi uno dei macchinari che ha commissionato alla Bulleri. Un pezzo per il quale, secondo fonti sindacali, all'azienda avrebbe versato almeno 100mila euro. Soldi che i lavoratori vorrebbero in parte venissero girati a loro, che da 5 mesi sono senza stipendio.
Dietro al "sequestro" dei macchinari c'è dell'altro. Le sorti dell'azienda sono affidate a un liquidatore. «Non deve uscire niente se non c'è la mia firma». È la risposta che le Rsu hanno ricevuto da Sebastiano Fisichella a cui è stato dato l'incarico di arrivare al concordato preventivo. E a darlo è stata la proprietà della Bulleri, la famiglia Signorino. «Dalla proprietà abbiamo ricevuto sollecitazioni a far uscire il macchinario ma non ci fidiamo più - afferma Domenico Conti Rsu Cisl -. A maggio in base a un accordo sono state consegnate due macchine per un valore di 168mila euro ma non abbiamo visto un soldo. Ed è stato disatteso anche l'accordo di giugno: il pagamento di una mensilità e un anticipo di 200 euro». Nei prossimi giorni verrà fatta luce sulla possibilità di consegnare la macchina. Intanto i lavoratori restano in presidio permanente.
Il 29 luglio è stato raggiunto l'accordo per l'apertura della cassa integrazione per dodici mesi: 36 i lavoratori in regime straordinario e 3 in deroga, perché con contratto di apprendistato. Ma l'accordo dovrà incassare il benestare da Roma prima di divenire operativo. Nel frattempo, la Provincia di Pisa si è detta disponibile ad attivare il protocollo che ha con la Cassa di risparmio di Lucca, Pisa e Livorno per anticipare i soldi della Cig.
La Bulleri Brevetti Srl, specializzata nella produzione di macchine a controllo numerico per la lavorazione del legno, condivide almeno dal punto di vista proprietario, dal 1996, i destini della Sicar, realtà modenese che opera nello stesso settore. Ed è proprio questo l'aspetto che preoccupa. «A Modena si fanno macchine classiche - sostiene Conti -. La nostra realtà è più avanzata e può vantare una clientela di rango internazionale. Temiamo che il nostro know how possa essere espropriato e trasferirlo in Emilia Romagna». Un timore che nasce mettendo in fila una serie di dati. «Si parla di gruppo Sicar ma in realtà non ci sono legami societari con Bulleri. Sono due realtà distinte con una stessa proprietà. Eppure, i Signorino da mesi hanno trasferito a Modena tutta l'amministrazione e anche le reti commerciali delle aziende sono state unificate». Lo spettro dello scippo di competenze e brevetti per le Rsu è concreto. «L'azienda può avere un futuro a Cascina - conclude Domenico Conti -. Dobbiamo evitare la liquidazione e ripartire con un nuovo assetto proprietario, ma non ci può essere spazio per esperienze in odore dei Signorino. Il rischio con il concordato è invece che si definisca un affitto di ramo d'azienda e che ci sia spazio per far rientrare in gioco proprio i Signorino».

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