Sicurezza
MARINA
Sagra del pesce, nessuna marcia indietro
Daniele Benvenuti
«L'amministrazione comunale deve ritirare l'autorizzazione alla sagra del pesce di Marina». Confesercenti e Confcommercio non cambiano la loro posizione sull'iniziativa in programma fino al 16 agosto in piazza Viviani organizzata dalla Palmerino Country Sound
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MARINA. «L'amministrazione comunale deve ritirare l'autorizzazione alla sagra del pesce di Marina». Confesercenti e Confcommercio non cambiano la loro posizione sull'iniziativa in programma fino al 16 agosto in piazza Viviani organizzata dalla Palmerino Country Sound, tornando a criticare la scelta di palazzo Gambacorti di concedere il nullaosta senza alcuna concertazione.
«Ribadiamo con forza la nostra convinzione - dichiarano ancora i vicedirettori di Confesercenti e Confcommercio Giulio Garzella e Elisabetta Ficeli -. Questa iniziativa non solo non porta alcun beneficio al litorale, ma non è in linea con il livello di qualità che proprio il Comune ci ha imposto per la costituzione del cartellone unico di manifestazioni estive del litorale. Il fatto, poi, che il presidente di questa associazione parli anche di una beneficenza (alla magistratura del Gioco del ponte dei Delfini...) non sposta assolutamente i termini della vicenda».
E proprio Massimiliano Giaconi, presidente dell'associazione che organizza l'evento (appunto la Palmerino Country Sound) aveva già risposto alle due associazioni difendendo l'iniziativa.
Ma Confesercenti e Confcommercio attaccano soprattutto il Comune per la scelta di concedere l'autorizzazione. Ancora Garzella e Ficeli: «Questa sagra è una iniziativa di somministrazione di alimenti e bevande su aree pubbliche. La legge regionale impone quindi che tali iniziative siano approvate dopo una concertazione con le associazioni di categoria. Questo non è avvenuto. I promotori - incalzano i due vicedirettori - parlano della loro associazione come una realtà che valorizza i centri storici. Forse però dimenticano che sempre la Regione affida questo compito ai centri commerciali naturali. E, guarda caso, a Marina e Tirrenia ci sono due associazione del centro commerciale naturale che non sono state assolutamente coinvolte».
La spiegazione sulla procedura attuata dal Comune per l'autorizzazione arriva dall'assessore Giuseppe Forte: «Abbiamo concesso tutti i permessi in quanto l'iniziativa aveva la finalità di offrire una opportunità in più al programma estivo del litorale. Si tratta di un evento straordinario che quindi abbiamo autorizzato così come altre iniziative del genere».
Una risposta che non convince però le associazioni di categoria. «Secondo noi le singole iniziative vanno valutate attentamente - aggiungono i vicedirettori di Confesercenti e Confcommercio -. Bisogna infatti considerare anche come vengono realizzate e l'immagine che offrono ai visitatori. Per questo abbiamo sempre chiesto all'amministrazione comunale di analizzare volta volta le singole proposte per non incorrere in iniziative che sfuggono al controllo. Il recente caso del mercatino in Borgo nel primo giorno di saldi è eloquente. Non ci pare quindi che da questo punto di vista, la sagra del pesce di Marina sia il massimo anche a livello di organizzazione ed allestimento. Ricordiamo infine - è la conclusione - che in passato iniziative del genere sempre sul litorale, realizzate anche dagli stessi promotori della sagra, furono criticate dall'amministrazione comunale proprio per la loro scarsa qualità tanto da non concedere più l'autorizzazione».
«Ribadiamo con forza la nostra convinzione - dichiarano ancora i vicedirettori di Confesercenti e Confcommercio Giulio Garzella e Elisabetta Ficeli -. Questa iniziativa non solo non porta alcun beneficio al litorale, ma non è in linea con il livello di qualità che proprio il Comune ci ha imposto per la costituzione del cartellone unico di manifestazioni estive del litorale. Il fatto, poi, che il presidente di questa associazione parli anche di una beneficenza (alla magistratura del Gioco del ponte dei Delfini...) non sposta assolutamente i termini della vicenda».
E proprio Massimiliano Giaconi, presidente dell'associazione che organizza l'evento (appunto la Palmerino Country Sound) aveva già risposto alle due associazioni difendendo l'iniziativa.
Ma Confesercenti e Confcommercio attaccano soprattutto il Comune per la scelta di concedere l'autorizzazione. Ancora Garzella e Ficeli: «Questa sagra è una iniziativa di somministrazione di alimenti e bevande su aree pubbliche. La legge regionale impone quindi che tali iniziative siano approvate dopo una concertazione con le associazioni di categoria. Questo non è avvenuto. I promotori - incalzano i due vicedirettori - parlano della loro associazione come una realtà che valorizza i centri storici. Forse però dimenticano che sempre la Regione affida questo compito ai centri commerciali naturali. E, guarda caso, a Marina e Tirrenia ci sono due associazione del centro commerciale naturale che non sono state assolutamente coinvolte».
La spiegazione sulla procedura attuata dal Comune per l'autorizzazione arriva dall'assessore Giuseppe Forte: «Abbiamo concesso tutti i permessi in quanto l'iniziativa aveva la finalità di offrire una opportunità in più al programma estivo del litorale. Si tratta di un evento straordinario che quindi abbiamo autorizzato così come altre iniziative del genere».
Una risposta che non convince però le associazioni di categoria. «Secondo noi le singole iniziative vanno valutate attentamente - aggiungono i vicedirettori di Confesercenti e Confcommercio -. Bisogna infatti considerare anche come vengono realizzate e l'immagine che offrono ai visitatori. Per questo abbiamo sempre chiesto all'amministrazione comunale di analizzare volta volta le singole proposte per non incorrere in iniziative che sfuggono al controllo. Il recente caso del mercatino in Borgo nel primo giorno di saldi è eloquente. Non ci pare quindi che da questo punto di vista, la sagra del pesce di Marina sia il massimo anche a livello di organizzazione ed allestimento. Ricordiamo infine - è la conclusione - che in passato iniziative del genere sempre sul litorale, realizzate anche dagli stessi promotori della sagra, furono criticate dall'amministrazione comunale proprio per la loro scarsa qualità tanto da non concedere più l'autorizzazione».
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