Toscana
Lavoro, il mercato soffreentro la fine dell'anno saranno persi 1.900 posti
Periodo nero per l'occupazione in provincia. Secondo i dati elaborati dalla Camera di Commercio grazie all'indagine Excelsior, si prevede che a fine 2009 il saldo tra assunzioni e uscite dal mondo del lavoro sarà negativo per oltre 1.900 unità
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PISA. Periodo nero per l'occupazione in provincia. Secondo i dati elaborati dalla Camera di Commercio grazie all'indagine Excelsior, si prevede che a fine 2009 il saldo tra assunzioni e uscite dal mondo del lavoro sarà negativo per oltre 1.900 unità. Se confermato - spiegano in Camera di Commercio - «sarà il valore più basso degli ultimi anni in provincia e, a differenza del passato, interesserà tutti i settori con un rilievo predominante per l'industria: meno di mille unità». Segno che la crisi si è abbattuta con forza sulla nostra provincia e che, come dicono gli esperti, gli effetti negativi sull'occupazione sono probabilmente destinati a durare.
Ma se l'industria piange, gli altri settori non ridono. Sempre secondo l'analisi previsionale del sistema camerale, è destinato ad accentuarsi «il saldo negativo dei precedenti trimestri anche nel commercio, nelle costruzioni e, per la prima volta, nei servizi».
In valori assoluti, a fronte di 5.900 uscite dal mercato del lavoro, sono previste poco più di 4.000 assunzioni, il 46% delle quali sarebbero già state formalizzate nei primi mesi dell'anno. Circa il 30% dei non occupati ha dovuto attendere la fine del primo semestre, mentre i rimanenti (circa 950) potrebbero essere assunti nel secondo semestre.
Stando alle previsioni, le maggiori opportunità per i non occupati - spiegano alla Camera di Commercio - verranno «da aziende con 50 dipendenti e oltre, e buone chances saranno offerte anche da imprese più piccole (da 10 a 49 dipendenti), mentre le piccole e piccolissime aziende, da 1 a 9 dipendenti, impiegheranno nuove risorse umane in misura molto minore, solo per il 13,4%».
Nel confronto territoriale la provincia di Pisa si conferma in linea con la Toscana, dove il 17,9% delle imprese prevede assunzioni, ma sotto rispetto alle previsioni nazionali (19,3%).
Secondo i dati elaborati dalla Camera di Commercio, il 22,3% delle imprese pisane che assumeranno appartiene ai servizi (2.050 unità). Seguono le costruzioni (15,8%), l'industria (14,8%) e il commercio (13,2%), che nel complesso assorbiranno le altre 1.970 entrate previste».
Venendo alla durata dei rapporti di lavoro, la Camera di Commercio segnala che il 28,4% delle persone sarà assunto a tempo indeterminato, il 37,5% a tempo determinato - «con metà dei contratti motivati da picchi di attività momentanea - il 23% avrà contratti stagionali.
Per il 49,1% delle imprese non è necessaria una precedente esperienza lavorativa, ma cresce anche la richiesta di alte professionalità specialistiche e tecniche e di professioni non qualificate. Scende invece l'esigenza di operai e conduttori di impianti e macchine, mentre «resistono le categorie "impiegati" e le "professioni commerciali e nei servizi", rappresentando insieme il 31% delle nuove forze lavoro previste».
Quanto ai titoli di studio, è previsto un aumento delle richieste di personale in possesso di laurea (sia di 1º che 2º livello) e di diploma superiore.
Ma se l'industria piange, gli altri settori non ridono. Sempre secondo l'analisi previsionale del sistema camerale, è destinato ad accentuarsi «il saldo negativo dei precedenti trimestri anche nel commercio, nelle costruzioni e, per la prima volta, nei servizi».
In valori assoluti, a fronte di 5.900 uscite dal mercato del lavoro, sono previste poco più di 4.000 assunzioni, il 46% delle quali sarebbero già state formalizzate nei primi mesi dell'anno. Circa il 30% dei non occupati ha dovuto attendere la fine del primo semestre, mentre i rimanenti (circa 950) potrebbero essere assunti nel secondo semestre.
Stando alle previsioni, le maggiori opportunità per i non occupati - spiegano alla Camera di Commercio - verranno «da aziende con 50 dipendenti e oltre, e buone chances saranno offerte anche da imprese più piccole (da 10 a 49 dipendenti), mentre le piccole e piccolissime aziende, da 1 a 9 dipendenti, impiegheranno nuove risorse umane in misura molto minore, solo per il 13,4%».
Nel confronto territoriale la provincia di Pisa si conferma in linea con la Toscana, dove il 17,9% delle imprese prevede assunzioni, ma sotto rispetto alle previsioni nazionali (19,3%).
Secondo i dati elaborati dalla Camera di Commercio, il 22,3% delle imprese pisane che assumeranno appartiene ai servizi (2.050 unità). Seguono le costruzioni (15,8%), l'industria (14,8%) e il commercio (13,2%), che nel complesso assorbiranno le altre 1.970 entrate previste».
Venendo alla durata dei rapporti di lavoro, la Camera di Commercio segnala che il 28,4% delle persone sarà assunto a tempo indeterminato, il 37,5% a tempo determinato - «con metà dei contratti motivati da picchi di attività momentanea - il 23% avrà contratti stagionali.
Per il 49,1% delle imprese non è necessaria una precedente esperienza lavorativa, ma cresce anche la richiesta di alte professionalità specialistiche e tecniche e di professioni non qualificate. Scende invece l'esigenza di operai e conduttori di impianti e macchine, mentre «resistono le categorie "impiegati" e le "professioni commerciali e nei servizi", rappresentando insieme il 31% delle nuove forze lavoro previste».
Quanto ai titoli di studio, è previsto un aumento delle richieste di personale in possesso di laurea (sia di 1º che 2º livello) e di diploma superiore.
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