Sicurezza
DIAMO UN VOTO AL SINDACO
Sicurezza, lotta al degrado e sviluppo della città: Filippeschi è promosso
Insufficienze motivate con l’eccessiva attenzione all’ordine pubblico.
«Trascura un po’ cultura e sport».
Gabriella Gentili: «Faccia di testa sua, solo di testa sua»
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PISA. Un anno è passato dall’insediamento a Palazzo Gambacorti di Marco Filippeschi e della giunta. E a dieci personaggi della città abbiamo chiesto di dare un voto al sindaco. Non avevamo certo la pretesa di fare un sondaggio ma, anche se la cosa ha il valore del gioco, sono emerse valutazioni interessanti.
Alla fine il sindaco esce promosso, con una media di 6,65. Chi ha accettato di sbilanciarsi (altri hanno declinato l’invito a dare voti) in un senso o nell’altro, lo ha fatto con lo spirito costruttivo di chi tiene a Pisa.
Sono tre i grandi temi sui quali ruotano i giudizi: infrastrutture, cultura, sicurezza. Soprattutto sulla sicurezza si sono appuntate le critiche di coloro che hanno assegnato a Filippeschi un 5 pieno. È il caso di Alfonso Maurizio Iacono, preside della facoltà di lettere. «Si è preoccupato in modo eccessivo della sicurezza. Pisa non è una città insicura, sono altre le priorità. Bisogna pensare alla Pisa del futuro. Che fine farà, ad esempio, l’area del Santa Chiara? Vedrei più un centro culturale universitario anziché alberghi. La questione centrale è l’interpretazione della città, dove c’è un traffico esorbitante, un’età media bassa per via degli studenti percepita come un problema, uno sviluppo culturale frenato. Marco è un amico, la mia insufficienza è di spinta».
Francesco Bottai (“Ghiaino” dei Gatti Mezzi), altro 5, è deciso: «Il sindaco dovrebbe considerare altre cose, oltre alla sicurezza. La destra sa far meglio la destra. E la sinistra dovrebbe avere un occhio più di riguardo per la cultura. Tra l’altro penso che cultura e sicurezza vadano di pari passo: facendo cultura si danno alle persone gli strumenti per scegliere. E in questo senso Rebeldia andrebbe tutelata di più».
E c’è cultura e cultura: quella dello sport, ad esempio, porta un’altra insufficienza. È il 5,5 del maestro di scherma (pluridecorato) Antonio Di Ciolo: «Bene i grandi progetti, ma ci vorrebbero palestre polivalenti per le tante attività sportive importanti tenute nell’ombra o nei sottoscala». Cultura è anche intercultura. Ecco Matar Ndiaye (6), rappresentante della comunità senegalese: «Il sindaco ha il coraggio di dire le cose come stanno e questo mi piace. Ma mi piacerebbe anche che aprisse le sue porte un po’ di più: saper ascoltare è importante». Un consiglio arriva anche da Gabriella Gentili e con l’ex presidentessa del Pisa Calcio si comincia a salire nei voti (6,5): «E’ un sindaco che va sperimentato. Mi sembrano persino troppe le iniziative che ha messo in campo. Faccia di testa sua, solo di testa sua».
Sulla sicurezza torna Marco Sbrana, direttore della Confesercenti, che dà «una valutazione positiva (7) per una volontà diversa che emerge di affrontare i problemi: su sicurezza e lotta al degrado abbiamo visto un’accelerazione importante». Mauro Del Corso (7,5), presidente degli Amici dei Musei, fa un’analisi che parte dalla premessa di un sindaco «che punta all’attuazione dei progetti fondamentali per la città». Il riferimento è alle grandi infrastrutture, con il fronte dei beni culturali che si pone «in connessione con la vocazione turistica e l’esigenza di integrare i milioni di visitatori di Piazza dei Miracoli con le migliaia che entrano nel centro storico. Tutto ciò non può prescindere dalla gestione del quotidiano: lo spirito dell’ordinanza per la Luminara deve riflettersi in tutti gli aspetti. E’ determinante il coinvolgimento dei cittadini».
L’aspetto della continuità del lavoro è parte essenziale della valutazione dell’ing. Franco Forti (8), che nota come «spesso invece i nuovi sindaci tendano a bloccare certe eredità. Filippeschi al contrario sta portando avanti iniziative importanti». Adriano Fabris (8), docente di filosofia morale ed esperto di comunicazione, si dice «colpito dalla sua sensibilità sulle questioni culturali. Mi auguro un’interazione maggiore con l’Università e più attenzione verso gli ambiti teatrali e della comunicazione».
Il soprintendente Guglielmo Malchiodi parla (8) di «un sindaco che riflette», ma anche «di problemi che non mancano. Cosa vorrei? La passerella pedonale sull’Arno tra la Chiesa della Spina e Palazzo Reale. E poi che si facesse rivivere il borgo di San Piero a Grado attorno alla basilica (noi abbiamo avviato il rifacimento del campanile). È importante poi la cura di Tirrenia».
Alla fine il sindaco esce promosso, con una media di 6,65. Chi ha accettato di sbilanciarsi (altri hanno declinato l’invito a dare voti) in un senso o nell’altro, lo ha fatto con lo spirito costruttivo di chi tiene a Pisa.
Sono tre i grandi temi sui quali ruotano i giudizi: infrastrutture, cultura, sicurezza. Soprattutto sulla sicurezza si sono appuntate le critiche di coloro che hanno assegnato a Filippeschi un 5 pieno. È il caso di Alfonso Maurizio Iacono, preside della facoltà di lettere. «Si è preoccupato in modo eccessivo della sicurezza. Pisa non è una città insicura, sono altre le priorità. Bisogna pensare alla Pisa del futuro. Che fine farà, ad esempio, l’area del Santa Chiara? Vedrei più un centro culturale universitario anziché alberghi. La questione centrale è l’interpretazione della città, dove c’è un traffico esorbitante, un’età media bassa per via degli studenti percepita come un problema, uno sviluppo culturale frenato. Marco è un amico, la mia insufficienza è di spinta».
Francesco Bottai (“Ghiaino” dei Gatti Mezzi), altro 5, è deciso: «Il sindaco dovrebbe considerare altre cose, oltre alla sicurezza. La destra sa far meglio la destra. E la sinistra dovrebbe avere un occhio più di riguardo per la cultura. Tra l’altro penso che cultura e sicurezza vadano di pari passo: facendo cultura si danno alle persone gli strumenti per scegliere. E in questo senso Rebeldia andrebbe tutelata di più».
E c’è cultura e cultura: quella dello sport, ad esempio, porta un’altra insufficienza. È il 5,5 del maestro di scherma (pluridecorato) Antonio Di Ciolo: «Bene i grandi progetti, ma ci vorrebbero palestre polivalenti per le tante attività sportive importanti tenute nell’ombra o nei sottoscala». Cultura è anche intercultura. Ecco Matar Ndiaye (6), rappresentante della comunità senegalese: «Il sindaco ha il coraggio di dire le cose come stanno e questo mi piace. Ma mi piacerebbe anche che aprisse le sue porte un po’ di più: saper ascoltare è importante». Un consiglio arriva anche da Gabriella Gentili e con l’ex presidentessa del Pisa Calcio si comincia a salire nei voti (6,5): «E’ un sindaco che va sperimentato. Mi sembrano persino troppe le iniziative che ha messo in campo. Faccia di testa sua, solo di testa sua».
Sulla sicurezza torna Marco Sbrana, direttore della Confesercenti, che dà «una valutazione positiva (7) per una volontà diversa che emerge di affrontare i problemi: su sicurezza e lotta al degrado abbiamo visto un’accelerazione importante». Mauro Del Corso (7,5), presidente degli Amici dei Musei, fa un’analisi che parte dalla premessa di un sindaco «che punta all’attuazione dei progetti fondamentali per la città». Il riferimento è alle grandi infrastrutture, con il fronte dei beni culturali che si pone «in connessione con la vocazione turistica e l’esigenza di integrare i milioni di visitatori di Piazza dei Miracoli con le migliaia che entrano nel centro storico. Tutto ciò non può prescindere dalla gestione del quotidiano: lo spirito dell’ordinanza per la Luminara deve riflettersi in tutti gli aspetti. E’ determinante il coinvolgimento dei cittadini».
L’aspetto della continuità del lavoro è parte essenziale della valutazione dell’ing. Franco Forti (8), che nota come «spesso invece i nuovi sindaci tendano a bloccare certe eredità. Filippeschi al contrario sta portando avanti iniziative importanti». Adriano Fabris (8), docente di filosofia morale ed esperto di comunicazione, si dice «colpito dalla sua sensibilità sulle questioni culturali. Mi auguro un’interazione maggiore con l’Università e più attenzione verso gli ambiti teatrali e della comunicazione».
Il soprintendente Guglielmo Malchiodi parla (8) di «un sindaco che riflette», ma anche «di problemi che non mancano. Cosa vorrei? La passerella pedonale sull’Arno tra la Chiesa della Spina e Palazzo Reale. E poi che si facesse rivivere il borgo di San Piero a Grado attorno alla basilica (noi abbiamo avviato il rifacimento del campanile). È importante poi la cura di Tirrenia».
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