Il Tirreno

Pisa

Anche la Corte dei conti indaga su spese e abusidopo le accuse del "corvo"

Candida Virgone
Anche la Corte dei conti indaga su spese e abusidopo le accuse del "corvo"

Finisce davanti alla Corte dei conti il caso delle presunte spese allegre in Comune, denunciate da un anonimo corvo, che ogni anno svolazza su palazzo Gambacorti in occasione del Giugno Pisano, e finite poi in procura, sulla scrivania del sostituto procuratore Giovanni Porpora

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PISA. Finisce davanti alla Corte dei conti il caso delle presunte spese allegre in Comune, denunciate da un anonimo corvo, che ogni anno svolazza su palazzo Gambacorti in occasione del Giugno Pisano, e finite poi in procura, sulla scrivania del sostituto procuratore Giovanni Porpora, che ha già iscritto quattro persone sul registro degli indagati con il pesante sospetto di peculato. Ad indagare sulla questione è infatti anche la Corte dei Conti: un'inchiesta che potrebbe avere pesanti conseguenze sul piano lavorativo per i dipendenti coinvolti.
Ad essere nell'occhio del ciclone, nell'inchiesta penale, è il settore delle manifestazioni storiche diretto dal funzionario Daniele Berti, andato anticipatamente in ferie a ridosso dalla pensione, quando la bomba è esplosa, ad aprile scorso. Insomma tutto il settore 12, il piccolo impero da lui gestito e che raccoglie cerimonie, supporti logistici, autoparco, tipografia, manifestazioni storiche e sport, e poi gli ex dipendenti, alcuni dei quali, subito dopo le accuse anonime, sono stati trasferiti, all'insaputa dello stesso dirigente.
Tante le inadempienze contestate. Da pianisti all'opera al timbro del cartellino all'uso dello straordinario (fatto da dipendenti comunali per ditte esterne nelle ore in cui risultavano al lavoro negli uffici del palazzo), dall'utilizzo disinvolto di alcuni mezzi, in particolare auto e furgoni affittati al nero, adoperati anche per scopi personali o gite private in montagna e che circolavano di notte (al punto che uno è stato multato davanti ad un night) anche quando dai registri ufficiali risultavano fermi in garage, a buoni di carburante usati per mezzi privati, sempre a spese del Comune, fino alle spese per il montaggio delle tribunette, il cui costo improvvisamente, con la nuova gestione, si sarebbe ridotto di un terzo.
Fra gli oggetti dell'inchiesta amministrativa ci sarebbe anche il conto corrente del Comitato delle Repubbliche Marinare, l'ente che riunisce istituzioni delle varie città: da questo conto, chiuso a fine primavera, al momento della bufera, si sarebbe attinto con leggerezza non solo per quella manifestazione storica ma anche per altre, al di fuori dei bilanci, senza una programmazione delle spese e la prevista e dovuta approvazione dei rendiconti. Nessuno si sarebbe messo in tasca nulla, ma la gestione sarebbe avvenuta totalmente al di fuori delle regole: dunque nessun rilievo penale, forse, in questo caso, ma certamente di carattere amministrativo. Il controllo della gestione dei mezzi, uno degli elementi invece nel mirino della procura, avrebbe portato negli ultimi mesi addirittura ad un risparmio netto di qualche migliaio euro mensile per le casse comunali. Infine, un'altra questione su cui si indaga è la spesa della Luminaria, scesa, con la sterzata dei vertici e il cambio di gestione, di più di 60mila euro rispetto al previsto.

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