Sicurezza
Pool di ditte pisaneimpegnate all'Aquila per la ricostruzione
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Lavori di ricostruzione all’Aquila dopo il terremotoImprese pisane in prima linea nella ricostruzione dell'Abruzzo dopo il terremoto. I primi a partire, anzi ad arrivare, sono i circa 50 addetti dell'Ati costituita da Cecchini Adorno, Cortesi impianti, Salvini Impianti, Sceat, Riel Sat e 2Belettroimpianti. L'Ati è chiamata a realizzare a Sant'Elia, nella zona dell'Aquila, gli impianti idraulici ed elettrici delle nuove abitazioni che saranno messe a disposizione dei senzatetto
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PISA. Imprese pisane in prima linea nella ricostruzione dell'Abruzzo dopo il terremoto. I primi a partire, anzi ad arrivare, sono i circa 50 addetti dell'Ati costituita da Cecchini Adorno, Cortesi impianti, Salvini Impianti, Sceat, Riel Sat e 2Belettroimpianti. L'Ati è chiamata a realizzare a Sant'Elia, nella zona dell'Aquila, gli impianti idraulici ed elettrici delle nuove abitazioni che saranno messe a disposizione dei senzatetto. Sono impianti progettati in linea con le più moderne tecnologie costruttive, con criteri di risparmio energetico e forti iniezioni di innovazioni tecnologiche.
Tra questi le valvole di nuova concezione che bloccano il flusso di gas in caso di terremoto, evitando così il rischio di fuoriuscite di gas che, saturando ambienti chiusi o semichiusi, possono provocare danni peggiori del sisma.
Moreno Cecchini, il capo commessa, e Massimo Cortesi, titolari di due delle imprese che fanno parte dell'Ati aggiudicataria dei lavori, spiegano che si tratta di «un'aggregazione che si pone tra le più significative realtà del nostro territorio in materia di impiantistica idro-termo-elettrica e con investimenti e impegni concreti per l'apporto di tecnologie sempre nuove, con realizzazioni tese al contenimento energetico, alla limitazione dei costi e con una garantita velocità di esecuzione. Un mix che vogliamo continuare a proporre anche a livello nazionale vista la nostra capacità competitiva, che ha ed avrà anche importanti ricadute in termini occupazionali e di risultati economici».
Si tratta di aziende che hanno già radicate esperienze di aggregazioni poiché figurano fra le aderenti al Gip, il gruppo impiantisti pisani che fa capo alla Cna.
Altra esperienza che riguarda le imprese Cna ed è finalizzata alla ricostruzione dell'Aquila è il protocollo di intesa che verrà siglato a breve da Cna Toscana e dal Crea, il consorzio stabile regionale guidato da Marco Braccianti, il presidente Cna costruzioni di Pisa, che si è già recato in Abruzzo per definire l'impegno delle imprese pisane e toscane, in sinergia con Cna Aquila. In particolare è in corso di definizione la parte della città capoluogo la cui ricostruzione sarebbe affidata al Crea in appoggio ed in sinergia con le imprese abruzzesi.
«La rifaremo così com'era, come vogliono gli aquilani - afferma Marco Braccianti - non sarà una ricostruzione anonima e senza memoria, la città dovrà tornare quella che era, solo più sicura: facciate e spazi architettonici saranno quelli di prima, le strutture saranno messe in condizioni di massima sicurezza, adottando i più moderni standard costruttivi e le nuove tecnologie».
Nel frattempo si attende la definizione da parte del Governo delle aree o Umi di intervento, le cui regole sono già state stabilite da Cna Abruzzo in un protocollo con il Governo da cui si evincono le strategie di intervento. Il protocollo è già operativo per la messa in sicurezza, fase indispensabile che permette di accelerare i lavori di ricostruzione che dovrebbero partire nelle prossime settimane.
Tra questi le valvole di nuova concezione che bloccano il flusso di gas in caso di terremoto, evitando così il rischio di fuoriuscite di gas che, saturando ambienti chiusi o semichiusi, possono provocare danni peggiori del sisma.
Moreno Cecchini, il capo commessa, e Massimo Cortesi, titolari di due delle imprese che fanno parte dell'Ati aggiudicataria dei lavori, spiegano che si tratta di «un'aggregazione che si pone tra le più significative realtà del nostro territorio in materia di impiantistica idro-termo-elettrica e con investimenti e impegni concreti per l'apporto di tecnologie sempre nuove, con realizzazioni tese al contenimento energetico, alla limitazione dei costi e con una garantita velocità di esecuzione. Un mix che vogliamo continuare a proporre anche a livello nazionale vista la nostra capacità competitiva, che ha ed avrà anche importanti ricadute in termini occupazionali e di risultati economici».
Si tratta di aziende che hanno già radicate esperienze di aggregazioni poiché figurano fra le aderenti al Gip, il gruppo impiantisti pisani che fa capo alla Cna.
Altra esperienza che riguarda le imprese Cna ed è finalizzata alla ricostruzione dell'Aquila è il protocollo di intesa che verrà siglato a breve da Cna Toscana e dal Crea, il consorzio stabile regionale guidato da Marco Braccianti, il presidente Cna costruzioni di Pisa, che si è già recato in Abruzzo per definire l'impegno delle imprese pisane e toscane, in sinergia con Cna Aquila. In particolare è in corso di definizione la parte della città capoluogo la cui ricostruzione sarebbe affidata al Crea in appoggio ed in sinergia con le imprese abruzzesi.
«La rifaremo così com'era, come vogliono gli aquilani - afferma Marco Braccianti - non sarà una ricostruzione anonima e senza memoria, la città dovrà tornare quella che era, solo più sicura: facciate e spazi architettonici saranno quelli di prima, le strutture saranno messe in condizioni di massima sicurezza, adottando i più moderni standard costruttivi e le nuove tecnologie».
Nel frattempo si attende la definizione da parte del Governo delle aree o Umi di intervento, le cui regole sono già state stabilite da Cna Abruzzo in un protocollo con il Governo da cui si evincono le strategie di intervento. Il protocollo è già operativo per la messa in sicurezza, fase indispensabile che permette di accelerare i lavori di ricostruzione che dovrebbero partire nelle prossime settimane.
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