Proteste
A rischio la "Bandiera blu" sul litorale
Daniele Benvenuti
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La consegna della Bandiera blu (edizione 2008) sul litoraleBandiera blu a rischio per il litorale pisano. Ad oggi, infatti, ci sarebbero una serie di inadempienze formali, soprattutto da parte di alcuni stabilimenti balneari, che porterebbe la Fee (la fondazione che assegna il riconoscimento) a togliere Pisa dall'elenco del 2010
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PISA. Bandiera blu a rischio per il litorale pisano. Ad oggi, infatti, ci sarebbero una serie di inadempienze formali, soprattutto da parte di alcuni stabilimenti balneari, che porterebbe la Fee (la fondazione che assegna il riconoscimento) a togliere Pisa dall'elenco del 2010.
Dietro queste inadempienze ci sarebbe una dura presa di posizione nei confronti dell'amministrazione comunale da parte del sindacato balneari della Confcommercio legata all'annosa questione delle alghe e del loro stoccaggio. Una protesta che ha portato queste attività a disertare la tradizionale cerimonia di consegna della Bandiera blu, tanto da costringere il Comune ad annullarla.
Nei prossimi giorni partiranno i controlli della capitaneria di porto negli stabilimenti balneari per verificare, tra l'altro, il rispetto dei protocolli previsti dalla Fee. Uno dei punti principali per la riconferma della Bandiera è anche la presenza di una cartellonistica sulla qualità delle acque che gli stabilimenti di Confcommercio non hanno ancora ritirato ed esposto, così come i drappi blu.
«Non ha senso parlare di Bandiera blu quando le nostre spiagge sono invase dalle alghe - spiega il presidente del sindacato balneari Confcommercio Enrico Fontani -. Una questione che si trascina da tredici mesi. Riunioni su riunioni senza alcun risultato. Che spettacolo offriamo ai nostri clienti? Senza un accordo definitivo, la Bandiera non la vogliamo».
Conclude Fontani: «All'amministrazione comunale abbiamo solo chiesto dei cassonetti per smaltire le alghe. Al resto pensiamo tutto noi. Abbiamo ricevuto solo promesse ma nessun fatto concreto. Per questo non aveva senso partecipare alla cerimonia di consegna del riconoscimento quando la situazione è ancora quella dell'anno scorso».
Diversa invece la posizione dei balneari della Confesercenti. Spiega il presidente Sergio Sighieri: «I problemi sul nostro litorale sono sicuramente molti. Ma il boicottaggio della Bandiera blu ci sembra controproducente. Per questo nei prossimi giorni provvederemo a distribuire ai nostri soci il materiale richiesto dalla Fee. Sicuramente l'amministrazione comunale avrebbe dovuto andare avanti con il suo progetto e con la consegna per dare comunque un segnale che il riconoscimento è importante per il nostro litorale».
Molto critico sul boicottaggio anche il presidente della Pro Loco Ledo Mangini: «Credo che il problema sia legato ad una questione politica tra Comune e balneari. Un problema che si deve risolvere in sede politica, non certo boicottando la Bandiera blu. Un danno per tutto il litorale e per tutte le attività turistiche presenti. Quando finalmente siamo riusciti ad ottenere il riconoscimento da Marina a Calambrone, facciamo di tutto per lasciarlo sfuggire. Gli sforzi di realtà come la Pro Loco che, ad esempio, gestisce a sue spese l'ufficio informazioni a Tirrenia contribuendo a rendere migliore il litorale, verrebbero vanificato per uno scontro squisitamente politico. Assurdo».
Dietro queste inadempienze ci sarebbe una dura presa di posizione nei confronti dell'amministrazione comunale da parte del sindacato balneari della Confcommercio legata all'annosa questione delle alghe e del loro stoccaggio. Una protesta che ha portato queste attività a disertare la tradizionale cerimonia di consegna della Bandiera blu, tanto da costringere il Comune ad annullarla.
Nei prossimi giorni partiranno i controlli della capitaneria di porto negli stabilimenti balneari per verificare, tra l'altro, il rispetto dei protocolli previsti dalla Fee. Uno dei punti principali per la riconferma della Bandiera è anche la presenza di una cartellonistica sulla qualità delle acque che gli stabilimenti di Confcommercio non hanno ancora ritirato ed esposto, così come i drappi blu.
«Non ha senso parlare di Bandiera blu quando le nostre spiagge sono invase dalle alghe - spiega il presidente del sindacato balneari Confcommercio Enrico Fontani -. Una questione che si trascina da tredici mesi. Riunioni su riunioni senza alcun risultato. Che spettacolo offriamo ai nostri clienti? Senza un accordo definitivo, la Bandiera non la vogliamo».
Conclude Fontani: «All'amministrazione comunale abbiamo solo chiesto dei cassonetti per smaltire le alghe. Al resto pensiamo tutto noi. Abbiamo ricevuto solo promesse ma nessun fatto concreto. Per questo non aveva senso partecipare alla cerimonia di consegna del riconoscimento quando la situazione è ancora quella dell'anno scorso».
Diversa invece la posizione dei balneari della Confesercenti. Spiega il presidente Sergio Sighieri: «I problemi sul nostro litorale sono sicuramente molti. Ma il boicottaggio della Bandiera blu ci sembra controproducente. Per questo nei prossimi giorni provvederemo a distribuire ai nostri soci il materiale richiesto dalla Fee. Sicuramente l'amministrazione comunale avrebbe dovuto andare avanti con il suo progetto e con la consegna per dare comunque un segnale che il riconoscimento è importante per il nostro litorale».
Molto critico sul boicottaggio anche il presidente della Pro Loco Ledo Mangini: «Credo che il problema sia legato ad una questione politica tra Comune e balneari. Un problema che si deve risolvere in sede politica, non certo boicottando la Bandiera blu. Un danno per tutto il litorale e per tutte le attività turistiche presenti. Quando finalmente siamo riusciti ad ottenere il riconoscimento da Marina a Calambrone, facciamo di tutto per lasciarlo sfuggire. Gli sforzi di realtà come la Pro Loco che, ad esempio, gestisce a sue spese l'ufficio informazioni a Tirrenia contribuendo a rendere migliore il litorale, verrebbero vanificato per uno scontro squisitamente politico. Assurdo».
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