Il Tirreno

Pisa

Denunciate dalla polizia quattro zingarelle sorprese ad alleggerire i turisti, venivano da un campo di Genova

Stop alla banda delle baby mamme

Poliziotti impegnati in sorveglianza anti borseggio
◗
Poliziotti impegnati in sorveglianza anti borseggio

Hanno già decine di precedenti penali e identità diverse

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Spaziano dai 13 ai 24 anni, hanno fascicoli che le riguardano già alti quando un'enciclopedia, una raffica di alias (cioè nomi falsi e sempre diversi dati alla polizia), e soprattutto sono tutte, rigorosamente e vistosamente, in avanzato stato di gravidanza.
Particolare che notoriamente regala, insieme alla minore età, l'impunibilità. Sono quattro zingarelle slave, anche queste, come le frotte denunciate o arrestate in questi anni, provenienti dal campo di Genova, dove sono state prontamente rispedite dalla polizia, via treno, dopo le formalità di rito. Le future mamme - di 24, 18, 15 e 13 anni - vista appunto la condizione che le preserva dall'arresto, erano a Pisa in trasferta per borseggiare i turisti sia al Duomo, in piazza dei Miracoli, che sulla Lam che fa appunto il tragitto stazione-torre. Dopo il borseggio a due turiste indiane, sono state denunciate dagli agenti della Squadra Volanti per furto aggravato. Il borseggio è avvenuto sul bus della Lam diretto alla Torre dalla stazione, dove erano salite due indiane, una guida che parlava italiano, ed un'amica. Sul bus le ragazzine avevano accerchiato le due donne e la guida le aveva allontanate dopo aver visto la mano di una di loro già infilata nella sua borsa. Scese dal bus però, l'amica della guida si era accorta che il furto ai suoi danni, diversamente da quello tentato, era riuscito e che dalla borsa mancava il portafogli. Le due donne avevano cercato invano di rintracciare le zingarelle, poi avevano preso un taxi, di certo più sicuro contro i borseggi, per tornare alla stazione. Ma dall'auto avevano rivisto il gruppetto sotto la Torre ed avevano raggiunto una pattuglia della polizia chiedendo l'intervento. Le ragazze sono state bloccate, denunciate e mandate a Genova: dai controlli Afis, vale a dire dalle impronte digitali che vanificano l'espediente di dare nomi falsi e diversi, è emersa una raffica di precedenti a loro carico compiuti in tutta Italia con le identità più disparate.
C.V.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa